È il 27 ottobre 1985 quando Orlando Pizzolato si presenta di nuovo al via della Maratona di New York. È passato un anno dalla prima vittoria in Central Park, il 28 ottobre 1984, al termine di una fuga non presa sul serio dai big della maratona di allora, finita con 13 pause per crisi, con gli avversari a pochi secondi e i giornalisti in sala stampa in affanno alla ricerca di notizie su questo sconosciuto che era passato alla mezza maratona con quasi 1’30” di vantaggio sul gruppo di testa
Un uomo nuovo
Quello che torna a New York è un altro Orlando Pizzolato: ha imparato l’inglese, avendo intuito che quella prima vittoria gli avrebbe spalancato il mondo; non solo: gli danno il numero di pettorale “uno”, quello riservato al vincitore uscente, non il “100” dell’anno precedente, unico numero avanzato, quando la segreteria della gara si accorge che non era stato scritto. Corre con scarpe proprie, inoltre, non più, come l’anno prima, con quelle che gli aveva prestato Massimo Magnani.
La gara del 1985
E la tattica di gara non è più da kamikaze, ma da defender, lucido nel lasciar sfogare la fuga forsennata di Ahmed Salah (dal piccolo stato di Gibuti, ex Somalia Francese), per anni titolare del secondo miglior tempo di sempre, 2:07’07”, e che sarà ancora sul podio nel 1988, con Gelindo Bordin. Orlando amministra, comincia a recuperare nella seconda parte di gara e sorpassa Salah in Central Park.
Nasce la scuola italiana di maratona
La doppia vittoria accende definitivamente la stella di Orlando Pizzolato, ma non solo: i media cominciano a parlare di “Scuola italiana di maratona”, con riferimento a Pizzolato, Magnani e al giovane Bettiol, allenati da Gianpaolo Lenzi, a Gianni Poli, che è seguito da Gabriele Rosa e vincerà a sua volta New York l’anno successivo, nel 1986, all’emergente Gelindo Bordin, creato da Luciano Gigliotti, a Gianni Demadonna, trasformato in maratoneta da Giorgio Rondelli e secondo a New York nel 1987.
Nomi e successi che sono ancora nel cuore di tanti appassionati, a giudicare dalle numerose visualizzazioni del docu-video “Pizzowhat”, realizzato da Francesca Grana per Correre un anno fa, in occasione del quarantesimo anniversario della prima vittoria. GUARDALO QUI SUL NOSTRO CANALE YOUTUBE.
“Pizzowhat” fu anche il titolo dell’editoriale di Correre che Orlando scriveva ogni mese, quando era direttore responsabile, dal 2005 al 2020.