Da non credere, ma tornare a casa con le scarpe infangate può essere una sorta piccola soddisfazione, specie per chi, come l’estensore di queste note, è rientrato bagnato, con il fango attaccato alle suole delle scarpe. Tutto questo per dimostrare a chi legge, che se per gli atleti la corsa che attraversa i campi significa freddo, fango e fatica, per chi vi assiste significa: passione! Qualcosa più di un trasporto verso questa disciplina invernale che lunedì 6 gennaio (Epifania) ha mostrato tutte le sue caratteristiche a S. Giorgio su Legnano (Mi) dove, per la 68ª volta è andato in onda il Campaccio. C’erano sì e no 5/6 gradi, il cielo era plumbeo e scaricava ogni tanto una pioggia insistente e continua. C’era il fango.
Poi è arrivata lei. La regina dell’atletica italiana, termine che comincia ad essere strausato, ma che identifica bene la caratteristica di questa giovane donna di soli 24 anni che lo scorso anno ha strabiliato tutti con innumerevoli successi e primati. Nadia Battocletti figlia d’arte sia da parte di padre (Giuliano) che di madre (Jawhara) non è di certo una che teme il fango. Tredici mesi or sono a Bruxelles dopo il secondo posto agli Europei si gettò nel pantano e disegnò le guance con le dite sporche. Lunedì, invece, ha deliziato tutti, quasi danzando tra una pozza d’acqua e una curva stretta.
Nadia ha ballato da sola. Le altre? Comprimarie. Danzare in solitaria significa evitare di buscarsi qualche gomitata, chiodata, spintone, ma vuole dire prendere subito il largo e proseguire imperterrita per 6 km. Un po’ come aveva fatto a Bolzano il 31 dicembre nella BoClassic, cinque chilometri nel salotto buono attorno a piazza Walther.
A S. Giorgio si pregustava la festa, sono intervenuti i fans di Nadia in grande numero, è arrivato il D.T. Antonio La Torre e purtroppo nessun Consigliere Federale. In compenso, tanta, tanta gente. Il Campaccio è anche un momento di ritrovo dopo il periodo natalizio, pare però che nel 2026 la data dovrà essere cambiata, il 10 gennaio sono in programma i Mondiali di corsa campestre negli Usa. Si vocifera di uno spostamento a febbraio allestendo la Coppa Campioni. Presto per parlarne.
Ultima annotazione. Vi siete chiesti perché Nadia viaggia a tali ritmi durante l’estate? Provate un po’ a pensarci. D’inverno Nadia in cosa s’impegna? La risposta è una sola: corse che attraversano i prati. Prenderne atto!