Il mese di giugno si è concluso con un “combo” micidiale: un fine settimana soprattutto di corse “ultra”, road e off road, con temperature elevate e alti tassi di umidità: quanto di peggio i runner potessero immaginare, dalla Lavaredo Ultra Trail alla Pistoia-Abetone.
Dal capolavoro di Francesco Puppi, che alla prima 100 miglia della vita è secondo nella mitica Western States alla rivelazione ultraroad di Lorenzo Barbieri primo alla Pistoia-Abetone. Dalla Diamond League di Parigi con un’altra performance top di Jacobs fino ai risultati dei migliori italiani alla LUT.

Western States: il capolavoro di Francesco Puppi
In California si è corsa la 53ª “Western States”, la più famosa 100 miglia trail del mondo, la “madre” di tutte le cento miglia trail, “Ultra Trail du Mont Blanc” compresa, perché ha ispirato l’adozione del “format-gara” con la distanza dei 160 chilometri sui 5.400 metri di dislivello positivo dall’Olympic Valley alla pista di Auburn.
Tra le gole di solito infuocate della Sierra Nevada si è corsa l’edizione più fresca di sempre (minima 10°C, massima 22°C), dove Francesco Puppi ha realizzato un capolavoro: secondo in 13:51’08” al debutto in una 100 miglia, battuto solo da un fuoriclasse come Vincent Bouillard, che con 13:46’15” ha migliorato il record del percorso al termine di una clamorosa rimonta proprio su Puppi, rimasto a lungo al comando. Con 13:53’55” lo statunitense Ryan Montgomery, terzo, ha completato un podio fatto solo da tempi sotto le 14 ore.
Ritiro per Jim Walmsley e per Kilian Jornet, ancora alle prese con il dolore al ginocchio che già lo aveva costretto al ritiro a Zegama-Aizkorri.
Francesco Puppi si è quindi misurato con tre dei quattro ultratrailer capaci di concludere l’UTMB in meno di 20 ore (oltre Bouillard, Jornet e Walmsley, il quarto è François D’Haene).
La statunitense Jennifer Lichter ha stabilito il record femminile del percorso con 15:28’05”. La misura del valore di questa performance la troviamo nel nome della titolare del precedente primato: Courtney Dauwalter, che con quel 15:29’ stabilito nel 2023 avrebbe vinto in assoluto, cioè precedendo i maschi, in 42 edizioni della Western States.

Pistoia-Abetone: l’exploit di Lorenzo Barbieri
Un possibile nome nuovo per l’ultra maratona italiana arriva dalla 49ª PistoiAbetone: è quello di Lorenzo Barbieri, ex ciclista, che alla prima esperienza sui 50 km vince con 3:27’54”, settimo miglior tempo di tutta la storia della PistoiAbetone, nonostante la giornata particolarmente calda. Secondo, dopo un lungo inseguimento fino al 30 chilometro, Julien Gueydon (Menton Marathon) con 3:32’03”, terzo Francesco Vigo (Atl. Ceriale San Giorgio SV) con il tempo di 3:58’56”.
Sorprendenti anche le parole del vincitore, tesserato per l’Atletica V.C.A Milano: «La salita è davvero il mio terreno. Ho cercato di riposarmi correndo fino al 30° km con il francese Julien Gueydon, ma ero sempre io a dettare il ritmo. Anche dopo il trentesimo, però, ho continuato a correre con prudenza, “al risparmio”, perché non conoscevo il percorso. Il prossimo anno tornerò per battere il record della gara».
Classico, invece, il podio femminile con tre abituali grandi protagoniste dell’ultra maratona italiana. Prima, tornando alla vittoria dopo due anni, Sarah Giomi (Atl. Castello) in 4:15’25” seguita, a tre minuti di distanza, da Federica Moroni (Atl. Rimini Nord Santarcangelo) di poco dietro con 4:18’11”. Federica Moroni era già stata vincitrice nel 2023 e nel 2022 e ancora seconda nel 2019 e 2024. A completare il podio Ilaria Bergaglio (Atl. Novese) in 4:24’17”, seconda classificata nel 2024.

Cervino Matterhorn Ultra Race: vincono gli slovacchi Štulrajter e Weiss
Sono state 129 le coppie al via di una gara tecnica (70 km – 5.000 metri D+), che richiede esperienza in alta quota con passaggi sul ghiacciaio e l’utilizzo di ramponi, imbrago e corde. Due formazioni, date tra le favorite alla vigilia, hanno alzato bandiera bianca per alcuni intoppi fisici a poche ore dalla partenza.
Così, senza Luca Arrigoni e Luca Carrara e senza l’argentino Sergio Gustavo Pereyra con Matteo Anselmi, l’attenzione si è spostata sui lombardi Danilo Brambilla e Sergio Bonaldi, impegnati però, fin da subito, dagli slovacchi Peter Štulrajter e Michal Weiss. Nel secondo tratto la coppia italiana del Team Grivel ha dettato il ritmo, transitando in testa sia al rifugio Schönbielhütte, sia a Furi dov’è iniziata la lunga risalita verso il Teodulo.
Proprio prima del confine italiano, sull’ultimo tratto di salita, il giovane Brambilla ha iniziato ad accusare la stanchezza ed è in quel momento che la coppia slovacca ha prima recuperato tutto lo svantaggio e poi superato gli italiani. Peter Štulrajter e Michal Weiss si sono così lanciati nella discesa verso Breuil-Cervinia, trionfando in 11:33’50”.
Alle loro spalle la coppia italiana, che si è dovuta accontentare della seconda posizione in 11: 43’32”, davanti ai fratelli svizzeri Candide e Jules Henry Gabioud, all’arrivo in 11:50’15”.
Tra le coppie miste hanno vinto Serge Lattion (Svizzera) e Marine Mougey (Francia) in 13:26’02”, nono tempo assoluto. Seconda posizione per Lisa Borzani e Matteo Grassi (14:03’50”), terzi Luca e Jenny Antonioli (14:45’40”).
La gara femminile è stata vinta da Anna Liffredo e Caterina Cibibin, in testa fin dai primi chilometri. Hanno chiuso la prova in 17:38’51”.

Lavaredo Ultra Trail: i migliori italiani
Correre ha seguito da vicino la 19ª edizione della LUT-Lavaredo Ultra Trail, andata in scena a Cortina da mercoledì 24 a domenica 28 giugno. In gara anche il nostro testimonial-tester Michele Evangelisti (112° in 17:40’43”).
Questi i migliori azzurri al traguardo per ogni distanza.
120 K, Reiterer secondo
Menzione al merito per Andreas Reiterer (La Sportiva), che per preparare la LUT 120K aveva rinunciato ai Campionati europei off road di inizio giugno. Terzo nel 2025, Reiterer quest’anno è salito al secondo posto (11:55’26”), preceduto solo dal tedesco Hannes Namberger (11:45’31”). Prima italiana Cristina Filippini (Mico Sport) ottava donna e 65ª in totale in 16:29’27”.
80 K, Guidolin terza, Ungericht quarto
Nell’ultima gara del lungo weekend della LUT, sul tracciato che da Auronzo di Cadore arriva a Cortina, Nicol Guidolin (Kailas Fuga), terza in 9:54’26”, ottiene il miglior piazzamento tricolore. Stefan Ungericht è quarto in 8:19’49”;
50 K, trionfo Italia con Pattis, Maguet e Rota Martir
Dopo l’argento agli Europei off road (gara trail) di inizio giugno, Daniel Pattis (Brooks) mette a segno un altro bel colpo vincendo col record (4:00’51”) la 50 km davanti al “Mago” Nadir Maguet (La Sportiva, 4:06’42”) e a Lorenzo Rota Martir (La Sportiva, 4:13’20”).
20 K e 10 K, dominio tricolore nelle “brevi”
Sulla 20K brilla Anna Hofer (Scarpa), che vince in 1:51’55”. Tutto italiano il podio maschile: Rostan (La Sportiva, 1:32’59”), Costa (La Sportiva, 1:38’08”), Pescollderungg (La Sportiva, ITA), 1:38’38”.
Demetz (Salomon) domina la 10K in 39’39” davanti a Vecellio Patis (US Tre Cime Auronzo, 40’57”); vittoria italiana anche tra le donne con Martignon (35ª assoluta, Marciatori Calalzo) con 50’53”.

Diamond League: Jacobs c’è (di Diego Sampaolo)
A rischio annullamento per caldo fino all’ultimo, il meeting “Stade de France” del circuito Diamond League ha infine offerto un’altra prova di grande efficienza di Marcell Jacobs, terzo in 9”96 alle spalle degli statunitensi Trayvon Bromell (9”91) e Noah Lyles (9”92).
Grandi prestazioni anche nel mezzofondo, a partire da un altro 800 metri femminile stellare, dove la svizzera Audrey Werro ha di nuovo migliorato il primato personale portandolo a 1’53”80 e stimolando l’olandese Femke Broeders-Bol a correre in 1’55”60 già alla quarta gara di sempre sulla distanza.
Il canadese Marco Arop risponde con la miglior prestazione di 1’41”84 nell’800 maschile, quasi due secondi di margine sull’olandese Niels Laros (ancora al personale in 1’43”60).
Superlativa anche la vittoria del francese Grant Fisher nei 5.000 metri, dove domina la volata con 12’54”80.