Nadia Battocletti Micol Majori Campionati Europei Birmingham 2026

A Birmingham brillano le stelle di Eloisa Coiro, Nadia Battocletti e Micol Majori

Nella seconda giornata dei Campionati europei di Birmingham 2026, brillano le stelle di Eloisa Coiro negli 800 metri, e di Nadia Battocletti e Micol Majori nei 5.000 metri. Nei 100 metri uomini, Marcell Jacobs domina la semifinale ma poco prima di giocarsi la finale comincia ad accusare un dolore all’adduttore della gamba destra. Scende in pista, ma poco dopo rallenta; chiudendo così al 7° posto dietro a Chituru Ali (6°), anche lui sofferente. Nel salto in lungo uomini, Francesco Inzoli è 6°. Ben 4 italiani in finale nel salto in alto (non era mai accaduto prima). Nella semifinale dei 400 a ostacoli donne, Ayomide Folorunso domina con 53″93, un tempo di poco superiore al record italiano (53″89 ai Mondiali di Budapest 2023), entrando di diritto tra le possibili protagoniste della finale di mercoledì 12 agosto (22:08 ora italiana). Ecco che cosa è successo.

Ayomide Folorunso Campionati Europei Birmingham 2026
Ayomide Folorunso, Birmingham 2026 © FIDAL

Elisa Coiro, record italiano degli 800 metri

Si può scrivere una nuova pagina di storia dell’atletica italiana anche in occasione di una “qualsiasi” batteria, come accaduto proprio ad Eloisa Coiro che ieri, martedì 11 agosto, ha corso gli 800 metri ai Campionati europei di Birmingham stabilendo il record italiano con 1’57″56 e subentrando a Gabriella Dorio, che il 5 luglio 1980 aveva corso il doppio giro di pista a Pisa in 1’57″66.

L’aspetto curioso è che il record italiano degli 800 metri donne era diventato il primato di specialità olimpica più vecchio (46 anni) dopo che Francesco Pernici aveva “rinfrescato” quello maschile stabilito da Marcello Fiasconaro all’Arena Civica di Milano ben 53 anni fa (27 giugno 1973). Ed è addirittura da cultori di cabala il fatto che entrambi i neo primatisti italiani abbiano migliorato i precedenti tempi di 10 centesimi: l’1’43″70 di Fiasconaro è diventato 1’43’60 di Pernici e l’1’57″66 della Dorio è diventato 1’57″56 della Coiro.

Eloisa Coiro Campionati Europei Birmingham 2026
Eloisa Coiro, Birmingham 2026 © Francesca Grana / FIDAL

«Ora non mi metto più limiti…»

Sorpresa e felicità nelle parole di Eloisa Coiro subito dopo il traguardo, con una dedica speciale a Gabriella Dorio: «Gabriella è sempre stata un’ispirazione per me, una grande atleta e una donna fantastica, a lei va tutto il mio affetto. Per me significa tanto e questo risultato lo cercavo da tempo, ma oggi non ho guardato i passaggi quindi a fine gara ero completamente sorpresa. Mi sono sentita benissimo, ora non mi metto più limiti. C’è un livello altissimo in Europa, bisogna sfruttarlo».

I record italiani più antichi

A quale specialità passa ora lo scettro di record italiano più antico? In campo femminile, caduto quello di Gabriella Dorio negli 800 metri, dobbiamo fare un distinguo tra le specialità del programma olimpico e quelle non olimpiche:

  • specialità olimpiche | lancio del giavellotto – 65,30 metri / Claudia Coslovich, Lubiana (SLO), 10 giugno 2000;
  • specialità non olimpiche: 1.000 metri in 2’33″2 di Gabriella Dorio a Formia (28 agosto 1982) ma più antico ancora è il primato dell’ora in pista di Silvana Cruciata (18.084 metri, il 2 maggio 1981 a Roma) anche se la specialità è oggi poco praticata in un’atletica italiana femminile in cui il record di mezza maratona (1’08’27” di Nadia Ejjafini a Cremona il 16 ottobre 2011, eguagliato da Sofiia Yaremchuk a Napoli nel 2024) prevede un passaggio all’ora di gara con chilometraggio leggermente superiore.

Stesso discorso anche in campo maschile. Caduto il record di Marcello Fiasconaro (sempre negli 800 metri), tra le specialità olimpiche troviamo i 200 metri in 19″72 (altura) di Pietro Mennea a Città del Messico (12 settembre 1979); mentre tra le specialità non olimpiche figurano la staffetta 4×1500 metri in 14’59″1 stabilità dalla Pro Patria AZ Verde (Grippo, Erba, Costa, Fontanella), il 18 settembre 1979 a Bergamo.

Pietro Mennea, Giochi Olimpico 1980
Pietro Mennea, Mosca 1980 © FIDAL

5.000 metri: imprendibile Nadia Battocletti, bronzo pazzesco per Micol Majori

Bastano un quattrocento metri nel finale a Nadia Battocletti per fare la differenza e distaccare le altre migliori specialiste di tutta Europa. Dopo 11 giri di bagarre con il pericolo sempre in agguato di gomitate e tallonate, la Campionessa europea di Roma 2024 sceglie di attaccare nel ultimi 200 metri prima di uscire sul rettilineo finale ed essere già irraggiungibile per tutte, involandosi al traguardo in 15’37″84. Il suo ultimo 400 è stato corso in 59″30, con gli ultimi 200 metri in 28″14.

Parziali: 3’21” / 1.000 metri, 6’38” / 2.000 metri (3’17” nel secondo 1.000 metri), 9’56″90 / 3.000 metri (3’18″90 nel terzo mille metri), 13’57” / 4.000 metri (3’01” nel quarto mille).

Nadia Battocletti Campionati Europei Birmingham 2026
Nadia Battocletti, Birmingham 2026 © Francesca Grana / FIDAL

Alle spalle della Battocletti, la spagnola Marta Garcìa (15’39″98) e una pazzesca Micol Majori, allenata da Stefano Baldini, che compie un personale capolavoro di coraggio e generosità rimontando dalla 6ª alla 3ª posizione: «Non ho nemmeno portato la divisa per la premiazione, era impensabile oggi. Sapevo che potevo giocarmela ma non fino al bronzo. Quando ho visto che la gara si era messa in un certo modo mi sono detta ‘o ora o mai più’». Chiude 11ª Federica Del Buono (15’49″41).

Chi è Nadia Battocletti

Per quanto i confronti storici siano difficili da proporre, Nadia Battocletti è candidata a diventare la più completa espressione di sempre del mezzofondo prolungato italiano. Nata a Caverano, in Val di Non (Trento) il 12 aprile 2000, detiene, tra gli altri, proprio i record italiani dei 5.000 metri (14’23″15) e dei 10.000 metri (30’38″23), le due distanze a cui partecipa in questi Campionati europei.

È allenata dal padre Giuliano (mezzofondista, crossista e maratoneta di alto livello), ma anche la madre, Jawhara Saddougui, ha un passato da mezzofondista veloce sulle piste marocchine.

Medaglia d’argento olimpica nei 10.000 a Parigi 2024, argento nei 10.000 e bronzo nei 5.000 metri ai Mondiali di Tokyo 2025, Nadia Battocletti è Campionessa mondiale dei 3000 indoor a Torun 2026, Campionessa europea di 5.000 e 10.000 a Roma 2024 (prima donna italiana a vincere due titoli nella stessa edizione) e oro europeo anche nel cross e nei 10 km su strada.

Ha praticato fin da giovanissima con successo il cross, la corsa su strada, la corsa in montagna (ha vinto la WMRA Youth Cup del 2017) e la pista (bronzo in rimonta nei 3000 agli Europei U20 di Grosseto 2017, ancora da allieva) vantando un palmarès invidiabile in ogni disciplina.

100 metri piani, sfuma la favola del ritorno di Marcell Jacobs

Un’ora e dieci minuti dopo le semifinali dominate di potenza (10″08, vento -0,6), Marcell Jacobs è entrato in pista da favorito per correre la finale alle 22:50 (ora italiana). Un primo piano della TV durante una prova di partenza dai blocchi ha permesso a tutti gli appassionati di cogliere una smorfia di dolore. “Pronti-via” e prima dei 50 metri Jacobs è stato costretto a rallentare vistosamente chiudendo al 7° posto in 12″26. Diagnosi: infortunio all’adduttore della gamba destra, che a questo punto mette in forse la partecipazione del due volte Campione Olimpico di Tokyo 2021 alla staffetta 4×100. Mai in gara Chituru Ali, 6° in 10″34, che in semifinale era arrivato 2° con 10″34 (vento -1,7 m/sec).

Marcell Jacobs Campionati Europei Birmingham 2026
Marcell Jacobs, Birmingham 2026 © Francesca Grana / FIDAL

«Dispiace tantissimo. Mi sentivo veramente bene dopo la semifinale, ma quando ho provato i blocchi di partenza nel riscaldamento della finale ho sentito un gran fastidio all’adduttore, probabilmente lo stesso problema di un mese fa. Quando mi sono messo sui blocchi ho chiuso gli occhi, sapevo che c’era la possibilità di non arrivare fino in fondo, ma ero pronto a rompermi qualsiasi cosa per questa gara. Ero qui da leader europeo dell’anno, per confermarmi. Fa parte del gioco, queste sono cose che non si possono controllare e sarà un altro insegnamento, dovremo capire perché è successo. Non sono uno che molla, mi rimetto al lavoro e si continua».

Sul podio è doppietta britannica con Romell Glavel (10″09) davanti a Jeremiah Azu (10″16). Vento nella finale: -0,4 m /sec.

Salto in lungo, 6° Francesco Inzoli

A consolare l’Italia dell’assenza per infortunio di Mattia Furlani nella finale del salto in lungo ci ha provato Francesco Ettore Inzoli, forte del 8,27 metri con vento regolare saltato in questo 2026 (a 21 anni) ai Campionati Italiani Assoluti di Firenze del 25-26 luglio. L’allievo di Fabrizio Donato è riuscito solo una volta a superare gli 8 metri, finendo al 6° posto con 8,04 metri ottenuto al secondo salto.

Lezione per tutti la straordinaria longevità del greco Miltiadis Tentoglou, che con 8,44 metri, due salti a 8,27 e uno a 8,19 metri, a 28 anni ha aggiunto un ulteriore quarto titolo europeo a un palmarés che comprende le medaglie d’oro olimpiche ai Giochi di Tokyo 2021 e Parigi 2024, i titoli di campione del mondo a Budapest 2023 e Campione del Mondo indoor a Belgrado 2022 e Glasgow 2024, le precedenti tre vittorie agli Europei di Berlino 2018, Monaco di Baviera 2022 e Roma 2024; senza dimenticare i tre titoli di Campione europeo indoor (Glasgow 2019, Toruń 2021 e Istanbul 2023). Primato personale? 8,66 metri indoor. What else?

Francesco Inzoli Campionati Europei Birmingham 2026
Francesco Inzoli, Birmingham 2026 © Daniel Meumann / RFEA – Sportmedia

Salto in alto uomini, poker di azzurri in finale

Sempre a proposito di “record” italiani, non era mai successo di avere quattro promossi in finale a un Europeo, quattro finalisti su quattro iscritti alle qualificazioni (con la wild card” per il campione in carica). È accaduto ieri, martedì 11 agosto, a Birmingham, nel salto in alto maschile degli Europei:

  • Gianmarco Tamberi (campione europeo a Roma 2024) va a segno con 2,23 metri e si prepara alla settima finale europea consecutiva;
  • Matteo Sioli (20 anni) bravo a superare 2,23 m con margine dopo un errore;
  • Edoardo Stronati salta bene fino a 2,19 m prima di tre nulli a 2,23 m;
  • Christian Falocchi è 12° a parimerito con il greco Antrea Mita, sempre a 2,19 m.

Finale del salto in alto maschile: venerdì 14 agosto, ore 21:00

 

(Supporto editoriale: Giacomo Petruccelli)

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