Il conto alla rovescia è iniziato. Il Mondiale di Tokyo è quasi in retta d’arrivo. Solo due appuntamenti a Zurigo (mercoledì 27 e giovedì 28 agosto) finali di Diamond League, poi tutto in rampa di lancio per il Giappone. Sede che ha fatto la storia dell’atletismo nostrano, esattamente il 1º agosto del 2021 (Olimpiadi), si celebrò il “giorno dei giorni” dell’atletica italiana con due ori nello spazio di 10 minuti. Prima Gimbo Tamberi in coabitazione con Mutaz Essa Barshim, nel salto in alto, poi con Marcell Lamont Jacobs nei 100 metri. Il tutto nel silenzio più assoluto, per mancanza del pubblico (epidemia di Covid). Questa volta sarà diverso. Tutti ne siamo consapevoli. Nel senso che ci sarà moltissimo pubblico, ma attenderci due ori: 100 e alto uomini significa non avere ben presente la situazione attuale delle due discipline.
C’è però un’altra Italia che sogna, quella dei salti estensione: lungo e triplo sia in azzurro che in rosa. C’è un’altra Italia che pensa di avere in saccoccia un paio di allori nel “tacco e punta”, c’è un’altra Italia convinta che SuperNadia faccia il “dovuto”. C’è un’altra Italia che spera nel gigante buono nel peso.
In altre semplici parole, corroborate anche dal più importante quotidiano sportivo italiano che nella giornata di domenica 24 ha abbondantemente valutato (o sopravvalutato) la spedizione azzurra andando a quantificare oltre 7 sette allori, non entrando nel dettaglio di quale metallo possa essere. Poi c’è il presidente federale che con il vento in poppa ritiene di poter contare su 17 finalisti (primi 8), anche se in un’intervista televisiva d’inizio giugno ne aveva ipotizzate venti. L’importante è che poi in caso di vacche magre, speriamo di no, non ci propinino la classifica a punti, traduzione: la profondità di squadra, come è avvenuto lo scorso anno dopo le Olimpiadi. Peccato che proprio in quell’occasione Massimo Stano (oro a Sapporo/Tokyo) disse: a Tokyo cinque medaglie d’oro, a Parigi 3, nessuna d’oro e 5 di cartone. Un ragionamento che va di pari passo a chi sostiene che il metro di misura, la cartina di tornasole, lo stato di salute dell’atletica si misuri nella staffetta 4×400. A Tokyo quella maschile non si è classificata, abbiamo le donne e la mista.
Da lunedì al Paolo Rosi di Roma al lavoro per le staffette uomini e donne, guidati da “san” Filippo Di Mulo che di pazienza ne deve avere tantissima.
Nel frattempo, attendiamo in trepida attesa i nomi dei convocati da parte di Antonio La Torre, pare sia una spedizione corposissima.