Tokyo 2025: le 51 medaglie dell’Italia ai Mondiali

Tokyo 2025 è la ventesima edizione dei Campionati mondiali di atletica in pista. Da Helsinki 1983 a Budapest 2023 l’Italia ha conquistato 51 medaglie, di cui 13 d’oro, 18 d’argento e 20 di bronzo, partecipando a tutte le 19 edizioni. Ecco il nostro racconto in 10 episodi dei momenti di gloria “iridata” degli atleti italiani.

Le prime medaglie dei Campionati mondiali di atletica “Tokyo 2025” verranno assegnate già nella prima giornata di gare: sabato 13 settembre, infatti, alle ore otto del mattino (una di notte in Italia) partiranno le due prove (donne e uomini) di marcia sui 35 km, mentre alle 21:10 (14:10 in Italia) è prevista la finale del getto del peso maschile e alle 21:30 (14:30 in Italia) quella dei 10.000 metri femminili, oltre alla 4×400 mista delle 22:20 (15:20 in Italia). Già in alcune di queste gare sono presenti atleti azzurri del massimo livello (Palmisano / marcia, ad esempio, o Fabbri / peso o Battocletti / 10.000 metri), in grado quindi di puntare al podio e conquistare la cinquantaduesima medaglia nella storia dell’Italia ai Campionati mondiali di atletica.

51 medaglie in 19 edizioni

Nelle precedenti 19 edizioni dei Campionati mondiali di atletica, infatti, l’Italia ha conquistato un totale di 51 medaglie, di cui 13 d’oro, 18 d’argento e 20 di bronzo, partecipando a tutte le edizioni dell’appuntamento iridato fin dalla prima, Helsinki 1983. Riavvolgiamo il nastro della memoria per ricordare come è andata.

Rewind / 1: 13 ori, di cui 6 solo nella marcia

Delle 13 medaglie d’oro conquistate dagli azzurri nel corso dei Mondiali, ben 6 sono arrivate dal settore marcia: Maurizio Damilano (1987 e 1991, 20 km), Michele Didoni (1995, 20 km), Annarita Sidoti (1997, 10 km), Ivano Brugnetti (1999, 50 km) e Massimo Stano (2022, 35 km), che ha così interrotto il lungo digiuno italiano di vittorie ai Mondiali: “Zero tituli” (copyright José Mourinho) per otto edizioni consecutive, da Helsinki 2005 a Doha 2019.

• Sul podio solo poi saliti anche altri marciatori: a Stoccarda 1993 hanno conquistato una medaglia d’argento Giovanni De Benedictis (20 km) e Ileana Salvador (10 km), a Goteborg 1995 Elisabetta Perrone (10 km) e Giovanni Perricelli (50 km), a Daegu 2011 Elisa Rigaudo (20 km).

• Le medaglie di bronzo dei marciatori portano ancora la firma di Elisabetta Perrone (2001, 20 km), poi quelle di Alex Schwazer (20 km 2005 e 2007), Giorgio Rubino (2009, 20 km), Elisa Rigaudo (2013, 20 km), Antonella Palmisano (20 km nel 2017 e 2023) ed Eleonora Giorgi (50 km), titolare dell’unica medaglia conquistata dall’Italia nell’inferno termico di Doha 2019.

Rewind / 2: Fiona May, l’italiana con più medaglie ai Mondiali

Con 2 medaglie d’oro (Goteborg 1995 ed Edmonton 2001), una d’argento (Siviglia 1999) e una di bronzo (Atene 1997) nel salto in lungo, Fiona May (poi mamma di Larissa Iapichino) è in assoluto l’atleta italiana più “medagliata” ai Campionati mondiali.

 

Fiona May (Foto Imago)

Nei salti in estensione l’Italia conta anche l’argento di Andrew Howe (lungo, Osaka 2007) e il bronzo di Magdelín Martinez (triplo, Parigi 2003), stendendo poi un velo (im)pietoso sul falso bronzo di Giovanni Evangelisti a Roma 1987.

Rewind / 3: Mezzofondo, 2 ori, 6 medaglie

Parte col botto l’avventura del mezzofondo azzurro ai neonati Mondiali: a Helsinki 1983 Alberto Cova conquista nei 10.000 metri l’unica medaglia d’oro di tutta la spedizione italiana, replicando il successo dell’anno precedente agli Europei di Atene 1982 e lanciandosi verso il “triplete” dell’oro olimpico nell’anno successivo, a Los Angeles 1984. Il “Cova-Cova-Covaaaa!” coniato allora dall’altrimenti impassibile commentatore RAI, Paolo Rosi, vale per i nostri appassionati come il triplo “Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo” di Nando Martellini ai Mondiali di calcio 1982.

Avventura che prosegue con identico “botto” alla successiva edizione di Roma 1987 con il secondo gioiello sfornato da Giorgio Rondelli: Francesco Panetta vince i 3.000 a siepi con l’ancora oggi record italiano (8’08”57) e dopo aver conquistato l’argento nei 10.000 metri.

• Altre medaglie d’argento arrivano poi da Giuseppe D’Urso negli 800 metri (Stoccarda 1993) e da Roberta Brunet nei 5.000 metri (Atene 1997), un “bottino” che si completa con il bronzo di Alessandro Lambruschini nei 3.000 siepi (Stoccarda 1993).

Rewind / 4: in maratona bronzi “premonitori”

La maratona italiana vanta due ori olimpici (Bordin 1988 e Baldini 2004), ma nessun titolo iridato.

• Ai Mondiali, però, tanto Gelindo Bordin quanto Stefano Baldini hanno conquistato medaglie di bronzo che in qualche modo possiamo considerare “premonitrici” dell’oro olimpico: Gelindo è medaglia di bronzo a Roma 87, l’anno prima del trionfo ai Giochi olimpici di Seul 1988; sulla strada per Atene 2004 Stefano Baldini di medaglie di bronzo ne conquista addirittura due: a Edmonton 2001 e a Parigi 2003.

• Due medaglie d’argento e una di bronzo coronano poi altrettante, eccellenti carriere: d’argento sono infatti le medaglie conquistate da Vincenzo Massimo Modica (Siviglia 1999) e da Valeria Straneo (Mosca 2013); completa il quadro Ornella Ferrara, bronzo a Goteborg 1995.

Rewind / 5: l’epopea di Fabrizio Mori

In una specialità iper-tecnica come i 400 a ostacoli ha stupito e appassionato l’eccellenza espressa a cavallo dei due secoli da Fabrizio Mori: oro a Siviglia 1999 e argento a Edmonton 2001, l’asso livornese del giro con barriere ha detenuto il record italiano (47”54) da quella finale mondiale del 2001 fino all’anno scorso (47”50, Alessandro Sibilio, Europei di Roma 2024).

Fabrizio Mori (foto Imago)

Rewind / 6: 2003, il “Giorno dei giorni” di Gibilisco

Nessun astista italiano è più arrivato fin lassù: 5,90 metri è la misura valicata da Giuseppe Gibilisco per vincere il titolo mondiale della specialità a Parigi Saint-Denis, il 28 agosto 2003, acuto di una carriera straordinaria dove si contano anche il bronzo olimpico dell’anno successivo (Atene 2004) e un totale di 12 presenze in finale tra Giochi olimpici (3), Mondiali (6, di cui tre indoor e tre all’aperto) ed Europei (3). Tempra, potenza e tecnica, quelle del siciliano di Siracusa, forgiate nel centro olimpico di Formia da Vitaly Petrov, che aveva costruito il mito Sergej Bubka e la carriera di Irina Isimbayeva.

Rewind / 7: 2023, Gimbo in cima al mondo

Dopo le sei medaglie d’oro della marcia, le due di Fiona May, le due conquistate nel mezzofondo (Cova e Panetta), quelle di Mori (400 hs) e di Gibilisco (asta), l’elenco delle 13 medaglie d’oro conquistate dall’Italia arriva all’ultimo capitolo: Budapest 2023, Gianmarco Tamberi. La diciannovesima e ormai penultima edizione dei Mondiali riesce a far salire a bordo della storia iridata dell’atletica il più mediatico degli atleti azzurri, che solo in questi ultimi giorni ha confermato la propria presenza a Tokyo 2025.

Photo: Francesca Grana

• Nel salto in alto l’Italia ai Mondiali ha conquistato anche una medaglia d’argento (Antonietta Di Martino, 2007) e tre di bronzo (Di Martino / 2009 e 2011 ed Elena Vallortigara / 2022)

Rewind / 8: lanci in cerca dell’oro

Da Alessandro Andrei a Leonardo Fabbri è il getto del peso la specialità in cui si è più spesso sfiorato l’oro mondiale tra i lanciatori italiani. I due fiorentini esprimono da soli tutto il bottino del settore: argento di Alessandro Andrei a Roma 1987, argento di Leonardo Fabbri a Budapest 2023.

 

Photo: Francesca Grana

Menzione per il longevo martellista Nicola Vizzoni, che con 9 presenze (dal 1997 al 2013) è l’italiano che ha partecipato a più edizioni dei Mondiali all’aperto.

Rewind / 9: velocità in cerca dell’oro

Situazione analoga ai lanci la ritroviamo nello sprint: da Pietro Mennea a Marcell Jacobs la velocità italiana non è riuscita a replicare ai Mondiali i trionfi dei Giochi olimpici. Questo il “bottino” iridato dei nostri sprinter:

• Argento: Helsinki 1983, 4×100 uomini (Tilli, Simionato, Pavoni, Mennea); Budapest 2023, 4×100 uomini (Rigali, Jacobs, Patta, Tortu);

• Bronzo: Helsinki 1983, 200 metri, Pietro Mennea; Goteborg 1995, 4×100 uomini (Puggioni, Madonia, Cipolloni, Floris).

Rewind / 10: ventesimo Mondiale, la storia continua

Da sabato 13 settembre comincia la ventesima edizione.

Ultimi dati di riferimento:

• l’edizione con più successi italiani è stata quella di Roma 1987 (5 medaglie, di cui due ori, due argenti e un bronzo);

• la spedizione azzurra più numerosa è quella di Budapest 2023 (80 convocati, poi diventati 78 per due defezioni), che conquistò un oro e un argento; questo record di partecipazione, però, sta per essere battuto dai 90 italiani (46 donne e 44 uomini) che stanno per vivere i Campionati mondiali di atletica Tokyo 2025. 

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