Seconda tappa delle GTWS: Elhousine Elazzaoui vince la “Ledro Sky Trentino” appena una settimana dopo il successo a Zegama-Aizkorri. Prima anche la keniana Caroline Kimutai. Pista: Aouani e il team donne vincono la Coppa Europa dei 10.000 metri. Strada: a Melegnano (5 km) vincono Luca Alfieri e Nicole Reina. Passatore: trionfale ritorno di Nikolina Sustic. Alessio Milani e Daniela Valgimigli campioni italiani. Personaggi: torna a correre Caster Semenya.
A una sola settimana di distanza dall’appuntamento inaugurale di Zegama-Atzkorri, Elhousine Elazzaoui si conferma leader delle GTWS (Golden Trail World Series, promosso da Salomon): netto il suo dominio lungo lo spettacolare tracciato in cresta della Ledro Sky Trentino (21,5 chilometri e 1.777 metri di dislivello positivo), seconda tappa del circuito.
Analogo dominio ha espresso la keniana Caroline Kimutai. Philemon Kiriago e Michael Saoli hanno completato il podio maschile, Madalina Florea e Joyce Njeru quello femminile. Prossimo appuntamento in calendario: 5 luglio, Quebec Mega Trail (Canada).
Strada: a Melegnano (5 km) vincono Luca Alfieri e Nicole Reina
Sono Luca Alfieri e Nicole Svetlana Reina il re e la regina della terza “ESET 5K Run” di Melegnano (Milano), la 5 km fortemente voluta dal manager ESET Fabio Buccigrossi e organizzata da Top Training.
Alfieri, brianzolo dell’Atletica Casone Noceto, trionfa in 14’38” precedendo René Cuneaz (14’43”) e Davide Copeta (14’46”). Buona, anzi ottima, la terza apparizione alla ESET 5K Run di Nicole Reina: la milanese della Caivano Runners prende di petto la corsa e diventa imprendibile fin dal primo chilometro. Vittoria con il nuovo primato personale sui 5 km su strada (16’17”) davanti alla keniana Shalyne Lagat (16’33”) e alla ventiduenne (già campionessa italiana Juniores dei 1.500 metri) Camilla Galimberti (17’11”).
La gara, realizzata con la regia tecnica di Giorgio Rondelli e la firma organizzativa dello staff coordinato da Monica Riva sotto gli occhi tra gli altri del sindaco di Melegnano Vito Bellomo, ha avuto come ospiti d’eccezione Yeman Crippa e Giovanna Epis.

Passatore: ecco la nuova Sustic
Una cento chilometri che racchiude storie ed emozioni in un viaggio a scavalco dell’Appennino fra Toscana e Romagna, attraversando borghi suggestivi al termine di salite lunghissime, dove hanno costruito miti e leggende Vito Melito e i fratelli Gennari, lo scozzese Don Ritchie, Giorgio Calcaterra (il “Merckx” dei centisti), il brasiliano Valmir Nunes (“l’uomo di Rio”), Alexey Kononov (“L’armata del Volga”).
Giunto all’edizione numero 51, il “Passatore”, per esteso “100 km del Passatore da Firenze a Faenza” è questo e altro. In fuga dai primi chilometri, come nelle migliori narrazioni ciclistiche, vanno a tirare Alessio Milani, David Colgan, Enrico Bartolotti e altri tre coraggiosi. Il gruppo transita in quest’ordine a Fiesole. A Vetta Le Croci il sestetto diventa un trio. Al passo della Colla di Casaglia in testa solo Milani e un coraggioso skyrunner lecchese debuttante: Danilo Brambilla.
Man mano che ci si avvicina alla “Bassa” e alla pianura, Alessio Milani si stacca da Danilo Brambilla e inizia ad accumulare vantaggio, sperando di fare il bis dopo il successo del 2025. Ebbro di felicità, l’alfiere dell’Atletica Monfalcone taglia il traguardo nel centro della Città delle ceramiche in 6:47’42”. Dopo otto minuti arriva secondo Enrico Bartolotti (6:55’46”), quindi il francese Julien Nison (6:57’35”); un podio tutto al di sotto delle sette ore era da tempo che non si vedeva.
Colpo grosso della croata Sustic, oggi Nikolina Sustic Stankovic. Dopo un matrimonio e due maternità è tornata a cimentarsi nella gara vinta per cinque volte di seguito, l’ultima nel 2019 con il record del percorso (7:31’05”), che ha battuto proprio sabato sera (23 maggio), presentandosi a tagliare il traguardo nella gremitissima piazza del Popolo di Faenza in 7:28’22”! Dietro di lei, la faentina Daniela Valgimigli e la bolzanina Sarah Giomi, due runner di grande valore.
Da conservare nei ricordi i due incredibili negative split proprio di Daniela Valgimigli, campionessa italiana, e di Enrico Bartolotti, entrambi alfieri della Liferunner, entrambi secondi.

Il ritorno di Caster Semenya
È proprio il caso di dire “A volte ritornano”. Un mezzofondista lanciato a tutta velocità buca l’insolita nebbia di Città del Capo (Repubblica Sudafricana), sabato 23 maggio nella gara internazionale di 10 km. È il bravo Maxime Chaumeton, noto anche da noi per molte partecipazioni di qualità alla Boclassic di fine anno a Bolzano.
Decisamente in forma, Max sta per tagliare il traguardo in 27’41”, record del percorso. La gara femminile è partita qualche minuto prima. A poca distanza dal traguardo, le telecamere che seguono Chaumeton lo inquadrano mentre supera una concorrente: treccine rasta, il look corrisponde a quello di Caster Semenya.
Sì, proprio la mezzofondista discussa che suscitò un feroce dibattito in sede Iaaf per un livello troppo elevato di testosterone. Con 1’54”25”, nel 2018, avvicinò di molto il record mondiale dell’altrettanto discussa Jarmila Kratochvilova. Mogbeni Caster Semenya, questo il vero nome, subì una sospensione Iaaf dall’attività agonistica per parecchi anni, e francamente pensavamo si fosse ritirata dall’attività agonistica. Sabato ha chiuso i dieci chilometri di Città del Capo in 35’56”, non proprio un tempo lento.
Non sappiamo se Caster sia intenzionata a riprendere davvero l’attività, possiamo solo dire che è stato bello vedere i concorrenti congratularsi con lei all’arrivo e abbracciarla, compresa la vincitrice, Tayla Kavanagh, autrice di un ottimo 31’28”. Gesti che riconciliano con lo sport e con la fratellanza.

Il tutto ha fatto passare in secondo piano la vittoria del grande Eliud Kipchoge alla maratona internazionale della domenica. Ormai, del resto, il bi-campione olimpico di esibisce a gettone, “on demand”: 2:13’29” in cambio di 300.000 dollari.
Coppa Europa 10.000 metri: vincono Aouani e la squadra femminile
Assenti Nadia Battocletti e Yeman Crippa, sui quali era stata costruita tutta la campagna mediatica della Coppa Europa dei 10.000 metri di La Spezia, tra i “Vip” azzurri del running ci ha pensato Iliass Aouani a portare a “Casa Italia”, sabato 23 maggio, l’unico oro individuale dimostrando di aver ritrovato brillantezza anche sui 25 giri di pista tre mesi dopo la meravigliosa maratona di Tokyo con record italiano (2:04’26”).
L’assenza dei VIP runner non è stato, però, un problema solo italiano: la Francia, ad esempio, non ha avuto bisogno dell’argento olimpico dei 10.000 metri, il fenomenale Jimmy Gressier, per vincere l’oro a squadre davanti all’Italia e alla Spagna. All’argento del team italiano hanno contribuito Pasquale Selvarolo (6°, 28’00”03, primato personale) e Konjoneh Maggi (28’46”57).
L’obiettivo oro a squadre è invece riuscito alle azzurre: terza Elisa Palmero (31’59”49), settima Federica Del Buono (32’27”59) e tredicesima Elvanie Nimbona (32’57”13) al debutto in maglia azzurra. Un oro a squadre che mancava da 15 anni.
