Più “duro di un sasso”, Yeman Crippa, sabato 26 settembre, ha bissato il successo del 2025 in occasione del 79° Giro al Sas di Trento, dieci chilometri nel bel centro del capoluogo trentino, dove l’azzurro abita, un circuito con molte curve e qualche saliscendi dove il folto pubblico lo ha acclamato.
E Crippa, reduce dal settimo posto in mezza maratona ai Mondiali di corsa su strada di Copenaghen (20 settembre), non si è fatto attendere: ha alzato il ritmo già verso il quinto chilometro (14’15”) riducendo il gruppo di testa ai soli Kimwetich (Kenya) e Bekele (Etiopia). Altro cambio a tre chilometri dalla fine: al ritmo di 2’46”/km Crippa è rimasto da solo e ha tagliato il traguardo in 28’10”, seguito a distanza da Brian Kimwetich (28’25”) e Telahun Bekele (28’35”).
Tra gli italiani è sesto Ahmed Ouhda (Esercito), 29’44”, settimo Mustafa Belghiti, ottavo Thomas D’Este (Assindustria Padova), finalista sui diecimila dei Giochi del Mediterraneo.

«Non era scontata la vittoria – ha detto Crippa all’arrivo – perché domenica scorsa, a Copenaghen, avevo avvertito una fitta al fegato che mi aveva condizionato. Così, d’accordo con il coach Massimo Pegoretti, abbiamo deciso di correre questa mattina e poi di gareggiare la sera per testarci. È andata bene, e ho avuto buone sensazioni in vista della Maratona di New York.»
Il Running Festival di Trento, organizzato dai fratelli Ferruccio e Gianni Demadonna (quest’ultimo manager di Crippa) è stato completato, il giorno dopo dalla mezza maratona vinta da Charles Rotich in 1:01’09”. Primo italiano il piemontese Gianluca Ferrato (Saluzzo), quinto in 1:09’30”. Settimo l’intramontabile Said Boudalia (Atom Atletica), 1:09’54”, record italiano master per la categoria M55. Etiope la vincitrice, Yalemget Yaregal, prima in 1:09’44”.
Maratona di Berlino 2026
Assefa sfiora il record del mondo
Solo un infortunio all’ultimo chilometro, che la costringe ad arrivare al traguardo zoppicando, priva l’etiope Tigist Assefa del record mondiale femminile.
Nella Maratona di Berlino (56.000 al via, domenica 27 settembre) la coraggiosa etiope taglia il traguardo in prossimità della porta di Brandeburgo in 2:11’04”, terza prestazione mondiale all time e record della gara, ma va in fumo addirittura il record mondiale.
I suoi passaggi: 30’48”/10 km, 1:04’57”/mezza maratona, 1:17’00”/25 km, 1:32’15”/30 km.
Dopo il quarantesimo chilometro la proiezione finale era di 2:09’40”, che sarebbe stato il record mondiale femminile, ma Tigist Assefa, un chilometro prima della terza vittoria nella capitale tedesca, inizia a zoppicare. La folla capisce il dramma e la incita mentre taglia il traguardo esausta in 2h11’04”, comunque terzo tempo di sempre.
Tra gli uomini vince di nuovo Adola
Etiopia dominatrice anche in campo maschile: Guye Adola, che già in aprile, a Rotterdam, aveva dimostrato di non sentire i 35 anni (primo in 2:03’54”), ha vinto in 2:02’51”, completando il tris di vittorie berlinesi dopo il 2021 e 2025 e senza dimenticare il secondo posto del 2017 alle spalle di Eliud Kipchoge in 2:03’46”, allora miglior esordio di sempre.
Adola ha vinto disgregando la concorrenza del connazionale Gemechu Dida (2:03’19”) e del tanzaniano Gabriel Geay (2:03’59”). I passaggi di Adola: 14’30”/5 km, 28’59”/10 km, 1:01’01”/mezza maratona, 1.12’27”/25 km, 1:26’52”/30 km, 1:41’18”/35 km.
I migliori italiani
Riccardo Mugnosso (Sicilia Running Team) è stato il migliore degli italiani, 37° in 2:13’44” (primato personale) davanti a Markus Ploner (Sterzing), 95° in 2:21’41”, e a Massimiliano Zanaboni (Valli Bergamasche), 149° in 2:26’08”. Fra le donne spicca Barbara Bressi (Self Reggio Emilia), 42ª in 2:40’26”.
Memorial Bruno Lolli: emergenti in evidenza
A Zola Predosa (Bologna), sabato 26 settembre, è andata in scena la sesta edizione del “Memorial Bruno Lolli”, gara sui 5 km in memoria del fondatore della locale squadra running, l’Atletica Lolli Auto, con la direzione tecnica di Arturo Ginosa.
È raro, in Italia, veder correre 29 runner sotto i 15 minuti e 25 atlete sotto i 18 minuti.
Alle spalle dell’eritrea Rahel Daniel Gebreyohannes, (quinta nei 10.000 dei Mondiali di Eugene 2022), prima in 15’29”, si sono date battaglia Elisa Palmero (15’50”, Esercito), Rebecca Lonedo (15’55”, Fiamme Oro), Federica Zanne (15’59”, Esercito) e la giovane Sofia Ferrari (Corradini Rubiera), classe 2007, che con 16”10 ha stabilito la miglior prestazione italiana Under 20.
Emergenti in azione anche tra gli uomini: il keniano Linus Njuguna, Under 20, ha vinto in 13’55” davanti a Giuseppe Gravante (13’57”, Corradini Rubiera), Stefano Benzoni (13’59”, Atl. Valle Brembana), Abrham Angino Carson Gotti Asado (14’00”, Atl. Casone Noceto), Omar Fiki (14’16”, Atl Winner Foligno). Il meno giovane dei cinque, Bramante, ha 25 anni.

Dall’Italia
Pink RAnning
Apriamo la rassegna di cronache italiane con una manifestazione dedicata a un messaggio urgente di civiltà: il “No” alla violenza di genere. È stato questo l’obiettivo della sesta edizione della “Pink RAnning”, che ha colorato di rosa la Darsena di Ravenna (nella foto).
Organizzata da Ravenna Runners Club (Maratona di Ravenna Città d’Arte, 8 novembre), in collaborazione con Linea Rosa ODV (il centro antiviolenza nato ufficialmente nel 1991 dalla volontà di un gruppo di volontarie determinate a combattere la violenza contro le donne), la manifestazione ha richiamato alla partenza, nell’area antistante l’Autorità di Sistema Portuale, ben 3.690 partecipanti riuniti e riunite per condividere un messaggio di rispetto e impegno.
33° Memorial Peppe Greco
Sabato 26 settembre fari puntati sul 33° Memorial Peppe Greco (Scicli, Ragusa) l’eritreo Dawit Seare, capace di vincere il titolo iridato sui cinque chilometri a Copenaghen. Il giovane africano ha impostato la corsa su ritmi insostenibili da tutti, trionfando a Scicli ‘in 29’08” davanti a Kelvin Kariuki (Kenya, 29’31”) e all’azzurro Pietro Riva (29’38”), argento agli Europei di maratona. Al quinto posto Giuseppe Gerratana (Aeronautica, 29’54”).
Mugello Marathon
Nella più antica maratona d’Italia, la Mugello Marathon di Borgo San Lorenzo (Firenze) il primo posto è andato a Samuele Oskar Cassi (2:32’09”, Parco Alpi Apuane) davanti a Lorenzo Castro Junior (2:36’05”, Maiano) e al “centochilometrista” Filippo Bovanini (2:38’44”, Avis Castel San Pietro). Cindy Diletta Santini Rodriguez (Sempredicorsa) ha vinto in 3:11’55”, seguita da Laura Fanfani (3:28’19”) e da Liza Bellandi (3:32’21”).
Palio delle porte di Martinengo
Al “Palio delle porte” di Martinengo (Bergamo), domenica 27 settembre, vince di nuovo Linus Njuguna (29’46”). Terzo è Nicola Bonzi (31’21”, Atl. Valli Bergamasche). Sarah Zerbini (Camisano Running) vince in 35’45” davanti a Cristina Ballabio (Casone Noceto, 36’59”) e Cristina Cotelli (Rogno, 37’07”).
Mantova Half Marathon
Nella Mantova Half Marathon dominata dall’inesauribile Daniele Meucci (1:07’03”, Esercito), la britannica Verity Claire Ockenden coglie il primo posto in 1:14’11” dinanzi all’azzurra Alessia Tuccitto (1:16’10”, Imperiali).
Dal mondo
Mezza maratona “Strada del vino”
Una bella notizia arriva addirittura dal Lussemburgo, da Grevenmacher, dove, nella mezza maratona “Strada del vino”, Benedetta Coliva (GS Imperiali) è seconda in 1:14’36”. Vince l’ucraina Mariia Mazurenko in 1:12’44”.
Lidingoloppet (Svezia)
Strano ma vero, in Svezia ogni anno si disputa la Lidingoloppet, una corsa campestre di trenta chilometri, caratterizzata da grande successo popolare: Ebba Tulu Chala (1:38’50”) e Evelina Heriksson (1:53’28”) sono stati i vincitori.
Maratona di Almaty
Nella maratona di Almaty (Kazakistan) è secondo lo stacanovista giapponese Yuki Kawauchi, che con 2:18’55” corre per la 129ª volta la maratona sotto 2:20.

Golden Trail World Series: epilogo sulla Grande Muraglia Cinese
La Jinshanling Great Wall Trail Race, la gara della Grande Muraglia Cinese, settima e ultima tappa delle Golden Trail World Series (GTWS) prima della finale di Muju Trail (24 ottobre, Corea del Sud), ha confermato ancora una volta l’idillio asiatico di Patrick Kipngeno (Run2Gether On Trail).
Ruth Gitonga (Run2Gether On Trail) ha vinto per la prima volta nel circuito GTWS con una spettacolare rimonta negli ultimi chilometri su Hanna Groeber (IRCZRH) e Caroline Kimutai (Salomon).
Philemon Kiriago (secondo, Run2Gether On Trail) rafforza la sua leadership nella classifica generale mentre Caroline Kimutai riduce il distacco da Madalina Florea (Scott)
Spartathlon
Bersagliata quest’anno da acquazzoni, la Spartathlon, la corsa di 246 chilometri che unisce Atene a Sparta in ricordo dell’emerodromo Filippide, ha visto di nuovo vincere l’ungherese Tamas Body, primo a toccare la statua di Re Leonida, ormai tradizionale rito di fine corsa, in 19:10’51”.
Secondo Fotis Zisimopoulos, 20:32’41”, terzo il finnico Tomi Ronkainen, 21:26’36”. Felicità alle stelle per il successo della greca Despoina Simantrakou (24:45’13”) davanti alla ceca Radka Churanova (26:05’56”) e a Lemonia Panagiotlu (Grecia, 26:58’04”).