Le maxi-scarpe in carbonio alle Olimpiadi

Le prime Olimpiadi di “corsa con attrezzi”, le definisce il nostro esperto, perché, ancora più di quanto già visto a Tokyo 2021, le maxi-calzature in carbonio moltiplicheranno la resa nelle gare di atletica. Su Correre di maggio Filippo Pavesi descrive le regole e i controlli predisposti dalla World Athletics, spiega il “come funziona” di tecnologie e materiali e presenta l’elenco dei 338 modelli da corsa su strada e 281 da pista che saranno co-protagonisti delle giornate a cinque cerchi, un elenco che comprende anche brand non distribuiti in Italia.

“Per le aziende del mondo dello sport le Olimpiadi sono sempre anche l’occasione migliore per mostrare al mondo il livello tecnologico e qualitativo raggiunto.

Nell’ultima decina di anni, però, le calzature per la corsa hanno conosciuto una tale evoluzione e si sono dimostrate così tanto capaci di dare un evidente contributo all’atleta, che ormai sembra chiaro che anche le diverse specialità dell’atletica vadano considerate “sport con attrezzi”, al pari dello sci, del pattinaggio o del tennis.”

Con questa premessa Filippo Pavesi su Correre di maggio affronta il tema delle calzature con plate in carbonio ammesse dalla World Athletics a essere utilizzate nelle gare di Parigi 2024. Il nostro esperto descrive le regole e i controlli predisposti dalla federatletica mondiale, spiega il “come funziona” di tecnologie e materiali e presenta l’elenco dei 338 modelli da corsa su strada e 281 da pista che saranno co-protagonisti delle giornate a cinque cerchi, un elenco che comprende anche brand non distribuiti in Italia.

L’olimpiade della tecnologia

“Nel vasto universo delle scarpe per correre si può ancora trovare qualche scarpa “classica” – ricorda Pavesi-, che ammortizza, protegge e permette al piede di espletare la sua naturale funzionalità, ma in contemporanea è cresciuta a dismisura la categoria delle “super-scarpe”, come comunemente sono chiamate le calzature appositamente concepite per potenziare la funzionalità naturale degli atleti.

Questo sfidante obiettivo è perseguito con l’impiego di materiali espansi a elevatissima elasticità nelle intersuole (oggi inserite anche in quasi tutte le scarpe chiodate, per lo più variazioni a base di nylon modificato con elastomeri) e con l’innesto nelle stesse intersuole di leggeri plate in fibra di carbonio (pregiato materiale composito, che abbina l’elevata elasticità alla leggerezza), o di materiali analoghi. Questi plate, in particolare, sono in grado di svolgere molteplici funzioni:

• fungono da scheletro, che stabilizza e supporta suola e scarpa,

• fungono da ripartitori dell’energia d’impatto, che distribuiscono sull’intero volume dell’intersuola, perché permettono di massimizzare l’accumulo e la restituzione di energia elastica al punto che si raggiunge un ritorno di energia superiore all’80%;

• in diversi casi, inoltre, la suola della scarpa diventa completamente rigida, allungando quindi la leva con cui si spinge avanti. Così il piede si limita solo più ad effettuare un rotolamento in avanti, anziché flettersi, il che viene anche facilitato dalla marcata curvatura della suola verso l’alto.”

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio “Scarpe: le regole e i Giochi”, di Filippo Pavesi, pubblicato su Correre n. 475, maggio 2024 (in edicola da inizio mese), alle pagine 52-55.

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