Il Giappone stupisce ancora una volta per i grandi numeri dei runner di medio-alto livello. Nella Marugame Half Marathon del 1 febbraio 2026, il famoso stakanovista delle maratone Yuki Kawauchi ha capito quanto siano numerosi i suoi connazionali capaci di correre forte una mezza maratona.
Il vincitore della Maratona di Boston 2018, infatti, ha concluso la gara in 1:04’25”, un tempo che gli è valso il 198° posto assoluto: «Per un giapponese di buon valore, non è un gran che correre in 1:02′-1:03′. Nel mio caso, venivo da un infortunio e quindi sono felice», ha dichiarato l’ormai 39enne di Setagaya che noi di Correre soprannominammo “Il Calcaterra del Sol Levante” per quella sua abitudine di correre diverse maratone all’anno; proprio come il fuoriclasse italiano della 100 chilometri. A fine 2020 Kawauchi era già stato capace di correre cento maratone in meno di 2:20′.
La vittoria della mezza è andata al keniano Richard Etir in 59’07” (record della gara) e i primi dieci classificati hanno tagliato il traguardo in meno di 1:01′. Molto veloce anche la gara femminile, con Dolphine Omare (Kenya) che ha chiuso in 1:06’15” davanti a Eilish McColgan (Gran Bretagna) 1:07’08”.

Gli highlights della settimana
Pietro Riva è tornato: reduce da un infortunio importante che ne ha compromesso l’attività nella seconda parte del 2025, il giovane mezzofondista di Alba (Cuneo) è appaso decisamente in recupero. E sabato 31 gennaio ha vinto la classica Corrida di San Geminiano, corsa col nome e nel giorno del santo patrono della città emiliana. Sui 13,3 km della 52ª edizione, il forte maratoneta allenato da Stefano Baldini ha preceduto Xavier Chevrier (39’17”) e Carson Gotti Asado (29’18”). Tra le donne, vittoria per Rebecca Lonedo in 43’37”.

Con il record italiano indoor del miglio (1.609 metri corsi in 3’54″64) Pietro Arese conferma il grande momento azzurro dell’atletica abbassando di oltre un secondo il suo ultimo record (3’55″71) stabilito il 29 gennaio 2023 sulla stessa pista.

Per gli standard italiani non va sottovalutato il 2:11’47” con cui il keniano Ndorobo Peter Kwemoi ha vinto la 6ª maratona della Maga Circe proiettando così la gara laziale al top della classifica nazionale. Prima tra le donne la keniana Gladys Chemutai (2:37’57”) davanti a Sara Carnicelli (2:43’12”) e l’ultramaratoneta Sarah Giomi (2:54’03”).

Sempre in linea con gli elevati standard giapponesi (vedi citazione Yuki Kawauchi a inizio articolo), l’etiope Getachew Masresha ha vinto la 78ª Beppu-Ōita Mainichi Marathon in 2:06’49”, di poco davanti al giapponese Yuka Yoshida (2:06’58”).

Inizio 2026 al top anche per le maratone negli Emirati Arabi. Dopo la Doha Marathon di metà gennaio (primo grande evento dell’anno), domenica 1 febbraio 2026 è andata in scena la 25ª Dubai Marathon che ha visto due etiopi sul primo gradino del podio: la velocissima Anchinalu Dessie (2:18’29”) – terza vittoria consecutiva dopo Siviglia e Pechino nel 2025 – e il vincitore della “Cinque Mulini 2022” Nibret Melak (2:04’00”). Curiosità: questa è l’unica stagione dell’anno in cui è possibile correre alle sette del mattino con meno di trenta gradi!
