Muscoli e tendini: ricetta antinvecchiamento
La struttura tendinea di chi pratica la corsa tende inesorabilmente a evolvere nel tempo. Anche se molti infortuni colpiscono spesso soggetti al di sotto dei trent’anni sottoposti a importanti carichi allenanti, l’età che definirei critica è quella dai trentacinque anni in poi.
In soggetti con varie stagioni atletiche alle spalle e migliaia di chilometri di percorrenza si ha, nel migliore dei casi, un rimaneggiamento dei tessuti tendinei (quello più sollecitato è l’achilleo), che porta a un’ipertrofia e a una diminuzione dell’elasticità degli stessi.
Questa diminuzione parafisiologica delle capacità prestative tissutali anche se, da un lato, può essere compensata da una pratica assidua dello stretching, richiede comunque alla componente muscolare un superlavoro in allungamento e il muscolo deve adattarsi a questa situazione che può comportare, talvolta, tempi di recupero più lunghi. un’attenzione particolare va prestata anche a quelle situazioni di ripresa dell’allenamento nei casi in cui la capacità di stiramento tendineo sia stata condizionata dal periodo di inattività e la componente muscolare risulti particolarmente a rischio. Le esercitazioni eccentriche con un carico contenuto, come la corda, sono in questi casi propedeutiche alla corsa prolungata. Queste considerazioni fanno comprendere come l’importanza dello stretching aumenti con l’avanzare dell’età e come l’efficienza muscolare sia comunque necessaria indipendentemente dalla quantità di chilometri percorsi.