La prima donna al mondo capace di concludere una maratona in meno di due ore e dieci minuti (2:09’56”, Chicago 2024) è stata sospesa provvisoriamente per un’infrazione alle norme anti-doping: risulterebbe positiva per un diuretico riscontrato in un prelievo del 14 marzo scorso.
Era il 13 ottobre 2024, quando, per la prima volta, una donna riuscì a completare una maratona in medo di due ore e dieci minuti. In quella domenica, la keniana Ruth Chepngetich (nella foto) vinse la maratona di Chicago in 2:09’56”.
La stessa Ruth Chepngetich è stata ora sospesa provvisoriamente dall’Athletic Integrity Unit (AIU) per un’infrazione alle norme anti-doping. La trentenne keniota è risultata positiva all’idroclorotiazide (HCTZ), un diuretico, riscontrato in un campione di urine prelevato il 14 marzo di quest’anno.
In base alle procedure dell’AIU, all’atleta è stata notificata una denuncia dopo l’avvio di un’indagine. Ruth Chepngetich è stata interrogata dagli investigatori dell’AIU a Nairobi il 16 aprile e «Ha ottemperato alle richieste relative alla nostra indagine», secondo il direttore dell’AIU, Brett Clothier.
La spiegazione del direttore dell’AIU, Brett Clothier
«In caso di risultato positivo a diuretici e agenti mascheranti, una sospensione provvisoria non è obbligatoria ai sensi del Codice Mondiale Antidoping», ha spiegato Clothier in un comunicato stampa. «Chepngetich non era stata sospesa provvisoriamente dall’AIU al momento della notifica. Tuttavia, il 19 aprile, ha optato per una sospensione provvisoria volontaria mentre l’indagine dell’AIU era in corso». Clothier ha proseguito: «Nei mesi successivi, l’AIU ha proseguito le sue indagini e oggi ha emesso un avviso di contestazione e ha imposto la propria sospensione provvisoria».
L’AIU ha dichiarato che non avrebbe rilasciato ulteriori dichiarazioni sul caso fino alla sua conclusione. Un diuretico non aumenta di per sé le prestazioni, ma può mascherare la presenza di altri farmaci. L’idroclorotiazide e altri diuretici sono “vietati in ogni momento”, secondo l’Agenzia Mondiale Antidoping.
Una concentrazione di HCTZ pari a 20 nanogrammi per millilitro nelle urine sarebbe considerata negativa, ma Chepngetich ha eseguito il test a un livello molto più alto: 3800 ng/mL.
I dubbi sul record mondiale di Ruth Chepngetich
Sebbene il record mondiale di Chepngetich a Chicago fosse stato ratificato da World Athletics, il traguardo era considerato con dubbio almeno da alcuni esperti. Aveva ridotto il precedente record mondiale (il “già mostruoso” 2:11’53” dell’etiope Tgist Assefa a Berlino 2023) di ben un minuto e 57 secondi e avrebbe concluso all’undicesimo posto nella gara maschile. Aveva corso la prima mezza maratona della gara in 1:04’16”, e mai una donna aveva corso così velocemente una mezza maratona negli Stati Uniti.
Durante la conferenza stampa post-gara a Chicago, Robert Johnson di Letsrun.com aveva chiesto a Ruth Chepngetich come dovesse essere considerato il suo record, allora in sospeso, viste le decine di violazioni del doping registrate dall’AIU per gli atleti kenioti negli ultimi anni. Ruth Chepngetich se l’era cavata con un generico “Non saprei” e Johnson era stato criticato dai dirigenti keniani che avevano considerato offensiva la sua domanda.
La piaga del doping in Kenya
A tutto giugno 2025, risultano essere sette gli atleti keniani che hanno ricevuto sanzioni per doping e 139 gli atleti keniani che stanno scontando sanzioni per doping, il numero più alto tra tutti i Paesi.
Dopo il record di Chicago, Ruth Chepngetich ha gareggiato solo una volta: è arrivata seconda alla mezza maratona di Lisbona, il marzo scorso. Avrebbe dovuto partecipare alla maratona di Londra il 27 aprile, ma ha dato forfait prima della gara.
«Non sono nella condizione mentale o fisica giusta per dare il massimo a Londra» era stata la sua dichiarazione, riportata in un comunicato diffuso da London Marathon Events.