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Boston Marathon 2026: vincono di nuovo Korir e Lokedi

John Korir vince la BAA Boston Marathon per la seconda volta consecutiva, stabilendo il record della più antica maratona del mondo (giunta alla 130ª edizione): 2:01’52”. Questo tempo è anche il più veloce al mondo nel 2026, ma il percorso di Boston è considerato dalla World Athletics come “Downhill” (dislivello favorevole in discesa di 139 metri), quindi non omologabile come vero e proprio record.

Il sorpasso sulla mitica “Heartbreak hill”

Re per la seconda volta consecutiva, il keniano John Korir ha atteso il momento giusto senza farsi impressionare soprattutto dai dieci chilometri percorsi in 28’46” fra il 20° e il 30° chilometro dall’etiope Milkesa Mengesha (passaggio mezza maratona: 1:01’43”).

Di nuovo, come spesso è accaduto nella storia della gara, la sfida si è decisa sulla Heartbreak Hill: Korir sorpassa Mengesha e chiude la partita con due frazioni da 5 km davvero micidiali: 14’42” (30-35 km) e 14’00” (37-42 km).

Anche il solidissimo campione mondiale e tanzaniano Alphonce Simbu va sotto il record della manifestazione (2:03’02”) con 2:02’47”, tre secondi in meno del keniano Benson Kipruto. Primo americano, quinto, l’ex marocchino Zouhair Talbi, che si migliora con 2:03’45” davanti al formidabile Tebello Ramakongoana (Lesotho), 2:04’18”.

Boston Marathon 2026, bis anche per Sharon Lokedi

Valida anche se non fenomenale la gara femminile, dove la keniana Sharon Lokedi aspetta il trentesimo chilometro per andare a vincere in 2:18’51” davanti alle connazionali Loice Chemnung (2:19’35”) e Mary Ngugi (2:20’07”). Quinta la sorprendente americana Jess Mc Clain, 2:20’49”.

Boston Marathon
© Jane Monti / RRW

 

Gli highlights del weekend

Record europeo donne dei 10 km

A Laredo (Spagna), sul Golfo di Biscaglia, sabato 18 aprile, nella gara internazionale di 10 km ha fatto veramente un’impresa la slovena Klara Lukan: con un negative split nei secondi cinquemila metri ha vinto in 29’50”, nuovo record continentale, molti secondi in meno del 30’07” dell’inglese Megan Keith.

Un record che è anche un premio per la classe della “rossa” di Lubiana, già campionessa europea di cross, che ha visto concretizzarsi impegno e training intenso svolto da parecchio tempo. Dietro di lei, due tedesche come la ritrovata Konstanze Klosterhalfen (30’37”) e la maratoneta Ester Pfeiffer (30’45”). 35ª Chiara Pizzolato (34’48”).

Da segnalare anche la vittoria del giovane etiope Biniam Mehary (26’55”) e il 28’33” dell’azzurro Pasquale Selvarolo, non distante dal personale di 27’48”.

Campionati italiani di maratona

Vittoria del lombardo Ademe Cuneo (Cosenza K42), personale di 2h14’41”, che ha conquistato il primo posto e il titolo tricolore in 2:22’16” davanti al rodato Alessandro Giacobazzi (Aeronautica Militare), 2:23’07”, e allo scalatore Nicola Bonzi (Valle Brembana), 2:23’24”. Un confronto, fra il secondo e il terzo, che ha animato la corsa fino all’ultimo. Leggermente più staccato ha concluso il laziale Umberto Persi (La Sbarra), 2:23’07”. Quinto il figlio d’arte Samuele Oskar Cassi (Alpi Apuane), 2:27’45”.

Bis tricolore di Alessia Tuccitto (Imperiali Atletica, 2:36’26”), davanti a Isabella Caposieno (Orecchiella Lucca, 2:41’21”) e a Laura Biagetti (Corradini Rubiera, 2:48’00”).

Da atlete e atleti di questo livello era lecito aspettarsi qualcosa di più, ma le alte temperature (comune denominatore di molte gare nel fine settimana) hanno suggerito prudenza.

Ademe Cuneo e Alessia Tucitto
© Rimini Marathon

Gemelli al fotofinish

Davvero singolare l’arrivo nella mezza maratona di Istanbul (Turchia), dove il keniano Alex Matata vince in 1:00’01” precedendo al fotofinish il fratello gemello Charles, accreditato dello stesso tempo. I due replicano l’arrivo di una maratona asiatica degli anni Ottanta fra i giapponesi Takeshi e Shigeru Soh. Terzo è il turco Ali Kalaya, 1:00’12” con i primi otto capaci di scendere sotto 1:01’00”.

È la keniana Purity Gitonga a imporsi fra le donne nell’antica Costantinopoli con 1:06’50”, due secondi in meno dell’etiope Ftaw Zeray. La sudafricana Glenrose Xaba è terza in 1:07’03”.

Appia Run: 10.000 runner sul selciato della Storia

© Roma Appia Run

 

In diecimila, domenica 19 aprile, hanno reso bella la 27esima edizione della Appia Run, una classica che propone un percorso di 19 chilometri, l’unico al mondo ad alternare 5 diversi tipi di terreno: basolato lavico, porfido, sterrato, asfalto e pista. Vincitore con marcato distacco un habituè della corsa come Domenico Liberatore della Podistica Solidarietà, primo in 1:04’59” davanti a Vincenzo Tanca (Atletica San Teodoro, 1:07’31”) e a Lorenzo Barilati (1:07’42”).

Paola Salvatori (Roma 83) ha vinto in 1:12’10”, circa quattro minuti in meno di Francesca Benato (Team Km), 1:16’11”, e a Veronica Del Grosso (Sporting Club Avezzano), 1:16’15”. Nei sogni degli organizzatori dell’Appia Run c’è la volontà di unire l’Appia Antica con il Campidoglio.

 

 

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