Assoluti di Caorle: finalmente il miglior Arese

ZONA MISTA / ll 25enne delle Fiamme Gialle ha gareggiato sia sui 1500 che sui 5000 metri, salendo in entrambe le occasioni sul podio della rassegna tricolore

Gli Assoluti di Caorle sono andati in archivio lasciandoci il ricordo di due giornate completamente diverse dal punto di vista dei contenuti tecnici e agonistici. Prima un sabato piovoso, freddo e ventoso, con pochi spunti di interesse, anche per mancanza di elementi che potessero dare sale alle gare, eccezion fatta per Nadia Battocletti e Zaynab Dosso. A rendere ancora più triste quella serata è intervenuta la penuria tecnica dei nostri sprinter, sulle cui performance, in più, si sono accaniti ritardi e false partenze. La domenica si è rivelata invece spumeggiante, con la tribuna opposta affollata per vedere i salti di Gimbo (ahi: 2,12…) e quelli nel salto in lungo di Larissa Iapichino (6,78 m) e Mattia Furlani (8,26 m).

Dalla parte opposta Leo Fabbri sparava bordate vicine ai 23 metri e diveniva il miglior lanciatore dell’anno, in attesa dell’arrivo di tal Ryan Crouser.

Per quanto riguarda il mezzofondo, veloce o meno, le gare sono state agonisticamente di livello. Vorrei a questo punto spendere due righe per il “ritorno” a livelli eccellenti di Pietro Arese. Il primatista italiano dei 1.500 metri, dopo mesi di stop per infortunio, è riuscito a vincere i 5.000 metri e chiudere al secondo posto nei 1.500 dietro al compagno di squadra Federico Riva, il miler più completo del lotto degli azzurri quest’anno.

Entrambe le finali degli 800 hanno poi vivacizzato la serata. Tra le donne, dopo 10 anni, Marta Zenoni rivince un titolo in questa specialità piegando Eloisa Coiro che prima di Caorle era parsa la migliore in assoluto nel doppio giro di pista. Il suo broncio sul podio era la dimostrazione che la romana non aveva affatto gradito la piazza d’onore dietro alla bergamasca che ora vive a Cambridge.

Pronostici smentiti anche al maschile dove i soliti bookmaker prevedevano un match tra Pernici e Lazzaro e invece ha vinto Catalin Tecuceanu. Il poliziotto un tempo consigliato da Gianni Ghidini, ora da Ceccarelli, ogni tanto corre, come a Caorle, alla David Wottle (vedere finale olimpica 800 di Monaco ’72) e grazie a un passaggio a metà gara piuttosto lento ha vestito la maglia tricolore.

Poi c’è stata lei, SuperNadia, prima nei 5.000 metri sabato e prima nei 1.500 metri domenica. Punto e a capo. Facile a dirsi, ma nei 5.000 la figlia d’arte ha vinto con un crono di 15’03”73, dunque ha dovuto spingere nel finale, avendo trovato una Micol Majori che ha letteralmente distrutto il primato personale andando, sia pure a distanza, a insidiare la regina del mezzofondo italiano. Nadia a fine gara ha avuto problemi di stomaco provocati dal freddo, che nessuno si attendeva a luglio a Caorle. Il giorno dopo, invece, con grande classe ha firmato il successo nei 1.500 con un ottimo 4’06”12.

Doppietta anche per Faustino Desalu (100 e 200 metri), l’unico rimasto in circolazione del quartetto dorato di Tokyo 2021. Crono non eccezionali, ma 10”30 e 20”66, con un tempo di reazione allo sparo “da ottocentista” (copyright Stefano Tilli nella telecronaca Rai) nella finale della distanza doppia. Bravo a ogni buon conto l’azzurro che quest’anno è l’unico, per ora, che tiene alto il vessillo degli sprinter.

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