Con molta probabilità, la quinta giornata dei Campionati europei di Birmingham 2026 rimarrà nella storia dell’atletica italiana e nella memoria di tantissimi appassionati: come dimenticare, infatti, la classe di un altro pianeta di Nadia Battocletti nel risolvere la “pratica” dei 10.000 metri? Oppure la rinascita di Gianmarco Tamberi, che dopo mesi di rendimento altalenante ribalta una gara che appariva compromessa e conquista l’oro del salto in alto superando 2,32 metri al secondo tentativo? Con in più la suggestione del contemporaneo bronzo al fotofinish di Fausto Desalu nei 200 metri, che ha riacceso in molti il flash dei Giochi Olimpici di Tokyo con l’uno-due Jacobs-Tamberi dell’indimenticabile primo agosto 2021. Peccato per l’infortunio in gara del non ancora ventunenne Matteo Sioli, costretto al forfait quando si preparava alla sfida per la vittoria con l’ucraino Oleh Doroshchuk (2° a 2,30 metri). Un bronzo, quello di Sioli, che lascia intravedere un futuro d’oro. E poi Filippo Dezza (7° nei 200 metri), Eloisa Coiro (6ª negli 800 metri) e il record italiano della 4×400 maschile.

Nadia Battocletti, il bis dell’aquila sui 10.000 metri
Con 250 metri finali da antologia, Nadia Battocletti vince anche i 10.000 metri di Birmingham replicando la doppietta già realizzata nei precedenti Campionati europei di Roma 2024. Il tempo finale dell’aquila azzurra (31’41″17) riflette l’andamento tattico della gara, con un passaggio ai 5.000 metri in 16’16″5. La slovena Megan Keith (poi 8ª in 32’04″81) ha fatto selezione sul ritmo fino al settimo chilometro, riducendo la partita per la vittoria al quartetto composto anche da Koster, Van Lent e Battocletti.
La svolta dall’ottavo chilometro
Un primo cambio di ritmo importante arriva all’ottavo chilometro (2’58”) poi, negli ultimi due chilometri, l’iniziativa è passata all’olandese Maureen Koster (2ª in 31’45″76) e alla belga Jana Van Lent (3ª in 31’47″81), che hanno invano tentato di scalfire la solidità del passo di una Nadia Battocletti concentrata e impassibile, a occhi bassi, alzati solo per “mettere la freccia” e superare tutti con l’ormai abituale cambio “brutale” negli ultimi 250 metri.

«Ho visto tutta questa attività da parte delle mie avversarie e mi sono detta: “A questo punto le lascio fare, rimango in attesa», ha spiegato la campionessa trentina ai microfoni RAI. «Avrei voluto fare una gara più da protagonista, con un bel chilometro finale di chiusura, ma sono stata anticipata dai cambi di ritmo. C’era tanto vento, serviva attenzione: il segreto dei 10.000 sono la calma e la pazienza, quando me la sono sentita ho aumentato. Forse è il cambio più secco che abbia mai fatto, i 5.000 metri mi hanno dato un bel giro di gambe».
5ª Elisa Palmero (32’00″06) e 6ª Federica Del Buono (32’01″42), precedute dalla spagnola Idaira Prieto (31’59″84).
Salto in alto, la rinascita di Gimbo Tamberi
Era cominciata male la finale del salto in alto per Gianmarco “Gimbo” Tamberi: un errore iniziale (2,18 metri) che appariva in linea con una stagione fin qui lontana dalla brillantezza dei tempi migliori, ma nell’occasione più importante dell’anno il capitano azzurro ha ritrovato la grinta per ribaltare una gara che sembrava compromessa contro l’ucraino campione del mondo indoor Oleh Doroshchuk che, al contrario, come un cecchino della pedana aveva collezionato solo salti validi superando al primo tentativo tutte le misure (da 2,18 a 2,30), per poi sbagliare di colpo tutte e tre le prove a 2,32, quasi fosse stato fiaccato nel morale dalla “resurrezione” di Tamberi. La quota di 2,32 metri trasforma la finale dell’alto in un match-point: un errore a testa al primo tentativo, secondo errore di Doroshchuk ed ecco il Tamberi che non vedevi da anni: un volo perfetto nel giorno del primo compleanno della sua piccola Camilla.

L’oro europeo di Birmingham arriva dieci anni dopo il primo titolo continentale ad Amsterdam 2016. Poi fu oro anche a Monaco di Baviera 2022 e a Roma 2024. Quello di ieri è stato l’ottavo titolo di una carriera impareggiabile che conta anche l’oro Olimpico di Tokyo nel 2021 e l’oro mondiale di Budapest nel 2023, oltre ai due successi indoor (Mondiali di Portland 2016, Europei di Glasgow 2019).
Due assi, un poker di vittorie
Con i successi ottenuti a Birmingham, Gianmarco Tamberi e Nadia Battocletti sono diventati gli atleti italiani più vincenti nella storia dei Campionati europei: con quattro ori, infatti, precedono tre campioni a quota tre vittorie: Adolfo Consolini (disco), Pietro Mennea (velocità) e Marcell Jacobs (velocità).
Bronzo un po’ amaro per il ventenne Matteo Sioli, già bronzo europeo al coperto l’anno scorso, in testa alla gara insieme a Doroshchuk con 2,27 senza errori, ma che dopo un nullo a 2,30 è stato costretto a fermarsi per un problema alla gamba sinistra in una serata fredda (circa 20°C) e con un vento fastidioso. Ottava piazza per Christian Falocchi a 2,18 metri, mentre commette tre errori alla stessa quota d’ingresso Edoardo Stronati.
200 metri, un bronzo che vale oro per Fausto Desalu
È dall’oro Olimpico della staffetta 4×100 ai Giochi di Tokyo che Fausto Desalu non conquistava una medaglia internazionale. Ci è riuscito nei 200 metri, col 3° posto a parimerito con lo svizzero campione uscente Timothé Mumenthaler (20″26, 251 millesimi per entrambi). Vittoria per il tedesco Owen Ansah (19″95) sul britannico Zharnel Hughes (20″16); 7° posto per il ventenne rivelazione Filippo Dezza con 20″58.

800 metri, Eloisa Coiro 6ª in una gara stellare
Dopo il record italiano ottenuto in batteria (1’57″56) martedì 11 agosto e un altro super crono in semifinale (1’57″74) giovedì 13 agosto, Eloisa Coiro si è classificata 6ª nella sfida stellare della finale degli 800 metri vinta dalla svizzera Audrey Werro (1’54″81) davanti alla britannica Keely Hodgkinson (1’55″01) e all’olandese Femke Broeders-Bol (1’55″54).
400 metri a ostacoli, 8° Alessandro Sibilio
Nei 400 ostacoli si piazza ottavo Alessandro Sibilio con 49”83. A vincere, tanto per cambiare, è il il big norvegese Karsten Warholm (46”63).
Gli italiani promossi in finale
Nella 4×400 maschile, il quartetto azzurro composto da Lorenzo Benati, Mohamed Soudassi, Edoardo Scotti e Luca Sito, corre in 2’58″10 (nuovo record italiano), migliorando quel 2’58″81 stabilito ai Giochi Olimpici di Tokyo 2021 (Davide Re, Vladimir Aceti, Edoardo Scotti e Alessandro Sibilio, 7° posto in finale). Altre note statistiche: si tratta del record dei Campionati europei (il precedente fu 2’58″22 realizzato dalla Gran Bretagna a Spalato 1990) e della quinta prestazione europea di sempre.
Il record italiano della staffetta sul miglio entra tra i migliori quattro nel periodo di qualificazione per Pechino 2027 che si chiuderà tra un anno.
I parziali: 45″1 / Edoardo Scotti, 44″1 / Luca Sito, 44″8 / Mohamed Soudassi, 44″1/ Lorenzo Benati.
Finale 4×400 maschile: domenica 16 agosto, ore 22:48 (ultima gara degli Europei).

Missione compiuta anche per le azzurre della 4×400: seconde in batteria e terze in totale con 3’25”99 con la formazione composta da laria Accame, Anna Polinari, Sara Cirillo e Alessandra Bonora.
Prosegue la sua corsa Pietro Arese nei 1.500 metri, 5° con 3’41″94. Promossa nel giavellotto Paola Padovan (56,90 metri all’ultimo lancio, 12ª). Per la prima volta nella stessa edizione degli Europei, l’Italia sarà presente in entrambe le finali del giavellotto, maschile e femminile.
Nell’asta, conquista la finale Matteo Oliveri: decisivo il 5,60 metri superato alla terza e ultima prova.
(Supporto editoriale: Giacomo Petruccelli)