Il più grande maratoneta di tutti i tempi ama la maratona e il Brasile, paese dove si laureò per la prima volta campione olimpico a Rio nel 2016. Domenica 12 luglio Eliud Kipchoge (41 anni) ha concluso la Maratona di Porto Alegre in 2:18’42” al dodicesimo posto. Da due anni a questa parte l’obiettivo del fuoriclasse keniano (ex recordman mondiale, due volte consecutive campione olimpico) è quello di concludere la maratona in tutti i continenti.
Eliud si è fatto testimonial delle 42,195 chilometri suscitando grande entusiasmo dovunque corra. Dopo un passaggio a metà gara in 1:05’07”, Kipchoge ha deciso di tirare i remi in barca e concludere in tranquillità.
Per la cronaca, la gara è stata vinta col record del percorso dal marocchino Zineddine Ouria (2:08’52”), che ha così sfiorato per soli otto secondi il record su territorio brasiliano (all comers) stabilito proprio da Eliud Kipchoge, in occasione della vittoria olimpica a Rio 2016: 2:08’44”. Ouria può lamentare un errore di percorso nel finale, causato da un’errata indicazione degli addetti dell’organizzazione.
Corsi e… “ricorse”!
Ma il legame di questa edizione della maratona di Porto Alegre con la storia olimpica non si limita alla presenza di Kipchoge e alla sfida al suo record brasiliano all comers. Il record del percorso che Ouria ha migliorato, infatti, era del comunque mitico Vanderlei Cordeiro Lima, il maratoneta brasiliano famoso per l’aggressione subita da uno squilibrato mentre si trovava al comando della maratona olimpica di Atene 2004. Marocco al top anche con la vincitrice Kaoutar Kahhaz (2:33’01”) davanti all’etiope Sadiya Shume (2:34’22”) e all’australiana Tara Palm (2:34’42”).
Corse su strada in tutto il mondo
10 km di Durban
Ritmi elevati nella 10 km di Durban (Repubblica Sudafricana). Com’è suo solito, non si tira indietro il pluri-recordman Joshua Cheptegei, che vince in 27’20” controllando con una lunga volata i connazionali ugandesi Salem Kibet (27’29”) ed Emmanuel Kibet (27’32”). Di qualità anche la prova femminile dominata dalle keniane Doreen Jerop (30’34”), Brenda Jepchirchir (30’52”) e Beatrice Chepkoech (31’25”).
Utica Boilermaker (New York)
Il keniano Alex Matata vola letteralmente sui 15 km chilometri dell’Utica Boilermaker: vince la classica americana in 42’24” davanti al connazionale Kiprono Sitonik (42’53”) e al sudafricano Adam Lipschitz (43’14”). Alta qualità tra le donne: Tsige Gebreselama (Etiopia, 47’29”), Melknat Wuldu (Etiopia, 47’46”) e Priscah Cherono (Kenya, 48’15”).
Mallathon (Dubai)
A Dubai si riprende a fare sport. Nella città degli Emirati Arabi l’ugandese Gwido Grace (31’28”) e la keniana Mueni Mutuku (37’32”) vincono la “Mallathon” di dieci chilometri, incuranti del gran caldo.

Off Road
Bufera sul Gran Trail Courmayeur
E a proposito di gran caldo, ecco che la pioggia scesa nel weekend del Gran Trail Courmayeur è stata quasi manna dal cielo. L’acqua ha voluto far sentire la sua presenza nei momenti chiave della manifestazione, dall’acquazzone alla partenza della GTC100 (nella foto) di venerdì sera per poi tornare in abbondanza proprio mentre arrivavano al Parco Bollino i primi atleti. Per qualcuno c’è stata anche grandine, ma lo spettacolo non è mai mancato e ha portato sul podio atleti provenienti da diverse parti del mondo, premiando Lukasz Sum e Lisa Borzani nella GTC100, Simone Corsini e Victoria Stansfield nella GTC55 e André Barailler e Rens Nijman nella GTC30.

“Magut Race” a Luca Tomasoni ed Elena Bernini
Idea semplice e geniale, quella della corsa dei muratori (“Magut”, in dialetto bergamasco): a Selvino (Bergamo). Sabato 11 luglio, circa 350 concorrenti hanno accettato la sfida di risalire i 230 metri della vecchia pista del Monte Purito con un sacco di cemento di 25 chili sulle spalle. I più bravi: Luca Tomasoni (nella foto, 2:38’65”) ed Elena Bernini (4’21”22), record della corsa per entrambi. In gara anche Mario Poletti (ideatore della Magut Race), quest’anno assieme al figlio Filippo. Per ogni atleta iscritto l’organizzazione ha devoluto due euro all’associazione dedicata a Matilde Lorenzi, la giovane sciatrice scomparsa nel 2024 durante un allenamento.

DoloMyths Run (Canazei, TN)
Nel fitto weekend off road si è svolta anche La “DoloMyths Run”, quest’anno non inserita delle Golden Trail World Series. La gara regina, la Skyrace (17 km, ± 1470 m), è stata vinta da Lorenzo Cagnati (2:08’49”) e da Arianna Del Pino (2:41’16”).
Campionato italiano skyrunning
Sabato 11 luglio la Valle Spluga ha ospitato l’11ª edizione della PizzostellaSkyrunning, quest’anno valido come Campionato Italiano SkyMarathon FISky. La prova marathon è stata infatti valida come gara unica per l’assegnazione dei titoli assoluti e di categoria. Sulla gara Skyrace trionfo di Daniel Antonioli e Margherita De Giuli.
Sul traguardo di Fraciscio è William Boffelli (Team Run Fast) a trionfare in 4:45’38”, aggiudicandosi anche il Gran Premio della Montagna ma non il titolo tricolore, che va a Gianluca Ghiano (ASD Baudenasca, 5:21’56”) in quanto Boffelli ha corso la competizione sprovvisto della maglia della società di appartenenza, non concorrendo quindi al campionato. Terzo posto per Lorenzo Copes (Team K2 Valtellina, 5:25’06”). Roberta Jacquin (Pegarun Pegacross) si conferma regina della PizzostellaSkyrunning, vincendo nuovamente la prova e conquistando anche il titolo italiano con il tempo di 6:17’01”.