Quando decide di aprirsi, o meglio di parlare, lascia il segno. Dopo parecchio tempo Marcell Lamont Jacobs ha detto la sua. Lo ha fatto dal suo “appartamento” di Jacksonville in Florida, dove è ritornato dopo un lungo viaggio in Asia al termine dei Mondiali di Tokyo, rispondendo alle domande del quotidiano “La Stampa” nella giornata di martedì 8 dicembre.
Le frizioni con la federazione
Marcell non ha gradito il suo declassamento in terza fascia (compensi minimi) stabilito dalla Federazione, anche se, pare ormai quasi certo, che non avesse mai sottoscritto nulla anche per il 2025 (dove era in prima fascia, per intenderci il Top). Non ha perso occasione di sottolineare il fatto che la Fidal, quando si trovava a Desenzano (infortunio a giugno), era intenzionata a farlo curare a Roma. Schermaglie e poca relazione da entrambe le parti. La Federazione non lo ha mai reso noto e lo stesso atleta bi campione olimpico evitava di parlarne. Tutto ammantato da un velo di ipocrisia da ambo i lati.
“Gimbo Tamberi, nonostante non abbia realizzato risultati di valore è ancora in prima fascia”, chiedeva martedì la giornalista Giulia Zonca. Marcell sostiene la tesi che Gimbo ha un carattere molto diverso dal suo, che piace molto a chi sta nella stanza dei bottoni.
Il futuro
Lo sfogo del nostro grande campione è proseguito. In primis non ha ancora deciso se rimettere le scarpe chiodate e ritornare ad allenarsi.
“Se riparto, vado sino a Los Angeles 2028 “. Notare il se riparto. Il problema sta pure nel suo tecnico Rana Reider, da lui Marcell di aspetta delle garanzie, visto che si trova ancora in Cina. Anzi Marcell ha pure ventilato: “Se serve vado io da lui in Cina”.
La vicenda Tortu
Poi c’è la questione Equalize. Una ferita che ancora sanguina. Marcell non ha ancora digerito la vicenda dello spionaggio nei suoi confronti da parte di Giacomo Tortu, fratello di Filippo, compagno di allenamenti e della nazionale da almeno una decina di anni. Giacomo era convinto di scoprire che Marcell facesse uso di doping. È finita con la squalifica per tre anni per il dirigente milanese e una multa di dieci mila euro come presidente della società. I due sprinter azzurri si sono parlati, ci sarà stato un certo imbarazzo la prima volta che si sono visti, ma stando a chi era presente a Tokyo, pare che i due non si filassero affatto! La questione relativa a Marcell Jacobs è ancora in alto mare, e tra l’altro pare che le onde siano molto grosse.
Sta di fatto che in Florida l’oro di Tokyo si trova molto bene, i figli si sono inseriti nel tessuto sociale hanno preso pure la cittadinanza. Per ritornare a sudare in pista occorre anche avere una certa fame, che forse Gimbo Tamberi visto gli allenamenti che posta sui social ha ancora. Nel frattempo, a Desenzano il Jacobs Academy Center pare funzioni molto bene. Non resta che attendere…