Master: cinquant’anni di storia e tanto futuro

Cinquant’anni. Tanti ne sono passati da Toronto 1975, primo Campionato mondiale “Stadia” destinato agli atleti over-35, presente un solo italiano: Cesare Beccalli. Come per i Mondiali di pista e off road, anche in occasione degli Europei master Stadia di Madeira (8-19 ottobre) Correre ha colto l’occasione per proporre un contenuto speciale, questa volta dedicato ai pionieri della Italian Master Wall Of Fame e ai loro più accreditati successori.  

 

Dall’8 al 19 ottobre l’isola di Madeira, arcipelago delle Azzorre, in mezzo all’oceano Atlantico, ospita il 23° Campionato europeo “Stadia” (pista, pedane e gare all’esterno dello stadio). Sono passati esattamente 50 anni, mezzo secolo, da quando nel 1975 a Toronto si svolse il primo Campionato mondiale Stadia destinato agli atleti over-35. Da quella manifestazione, animata da autentici pionieri, di strada ne è stata percorsa tanta fino a questi nostri giorni in cui ogni campionato diventa una sorta di “Master Pride”. Gli atleti master nel mondo ormai sono stati sdoganati e finalmente godono di rispetto e ammirazione. Anche in Italia c’è stato questo riconoscimento e volendo individuarne una data la si può indicare nei giorni settembrini dei Campionati mondiali Stadia 2007 a Riccione, Misano e San Giovanni in Marignano. 

I “Carbonari” dell’Imitt

Dobbiamo ora tornare a quei giorni del 1975 a Toronto per ricordare che era presente (più che altro da curioso) un solo italiano, Cesare Beccalli, dirigente industriale e professore universitario milanese, dotato di iniziativa e senso organizzativo. Da quella ispirazione Beccalli l’anno dopo fondò in Italia l’I.M.I.T.T. (Italian Masters International Track&Field Team), in compagnia di Renato Cattoni, Vittorio Colò, Mario Riboni, Giorgio Bortolozzi e altri “carbonari” slegati dalla Fidal; nel 1978 Beccalli varò a Viareggio la prima edizione dei Campionati europei Stadia; nel 1985 portò i Campionati mondiali Stadia a Roma e nel 1987 divenne presidente di quella che oggi è denominata World Master Athletics (WMA, allora Wava). È innegabile che sia stato lui il padre dell’atletica master italiana, capace, tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’90, di favorire il consolidarsi di un gruppo di master che mise in evidenza il nostro movimento, portando titoli e record internazionali. 

 

Italian Master Wall Of Fame 

Nelle pagine di Correre di ottobre abbiamo ospitato una carrellata di personaggi di quella prima fase che potremmo definire il nostro “Italian Master Wall Of Fame”. Nella maggior parte dei casi si è trattato prima di personalità spiccate e poi di atleti, con storie individuali meritevoli di altrettanti romanzi, che nei modi più vari e a volte imprevedibili sono entrati in questa dimensione ludica.

 

Luciano Acquarone, il capostipite

Vittorio Colò, l’ingegnere

Bruno Sobrero, il signore dei master

Ugo Sansonetti, l’avventura

Giuseppe Marabotti, il quarto moschettiere

Mario Riboni, il primo centenario dello sport italiano

Ottavio Missoni, il testimonial

Nel Pantheon, inoltre

Altri nomi di rilievo che possiamo ascrivere a quell’epoca sono: il fondista Mario Agnoli (1926), il saltatore Amelio Compri (1925), il saltatore Giorgio Bortolozzi (1936), il mezzofondista Cesare Bini (1959), il mezzofondista Attilio Parma (1914), il fondista Antonio Nacca (1923), il marciatore Francesco Scimone (1911), il marciatore Carlo Bomba (1920) oltre ad altri che per necessità di sintesi qui non riusciamo a citare.

Carmelo Rado, l’highlander

Marco Segatel, l’Air-One

Enrico Saraceni, il cobra

Emma Mazzenga, la più forte di sempre

Gabre Gabric, la “matriarca”

Giuseppe Ottaviani, “non è mai troppo tardi”.

Mario Longo, il levriero napoletano

Gianni Becatti, il lunghista master più forte al mondo

Costanza Moroni, il talento dei salti

Lamberto Boranga, il portiere para-vecchiaia

Vincenzo Felicetti “non è mai troppo tardi” / 2.

Emanuela Baggiolini, l’emergente

Hubert Indra, il bionico

Cinquant’anni dopo

Abbiamo passato in rassegna 50 anni, soffermandoci sui principali protagonisti che nel corso di questo mezzo secolo hanno contribuito a scrivere l’epica dell’atletica master italiana.

Molti non sono più tra noi o hanno deciso di (o sono stati costretti a) interrompere il percorso agonistico. Nel frattempo l’atletica degli over-35 ha assunto una dimensione planetaria, con vincitori che arrivano da ogni angolo del mondo (esempi recenti anche dalla Mongolia e dall’Arabia Saudita). È cresciuto molto il movimento spagnolo e quelli di altre nazioni arrivate più tardi in questo scenario. Ora primeggiare è molto più ostico rispetto a 30 o a 20 anni fa. Basterebbe andarsi a rivedere i primati di categoria dell’inizio degli anni 2000 e confrontarli con quelli attuali. I record master della maratona, ad esempio, hanno fatto un salto definibile come “quantistico”!

Questa è la premessa per le seguenti domande: saprà l’Italia dei master rinverdire e arricchire ancora la propria grande tradizione? Quali sono i nomi su cui puntare nel presente, a cominciare dagli imminenti Campionati europei Stadia di Madeira, e nel prossimo futuro?

Tentiamo allora un elenco delle nostre eccellenze master, sperando di non urtare troppi che non verranno citati:

• velocità: Mario Longo (1964), Jaques Riparelli (1983), Livio Bugiardini (1948), Claudio Fausti (1967), Ivan Mancinelli (1975), Marco Lavazza (1965), Daniela Lai (1979), Cristina Sanulli (1972), Monica Dessì (1962), Barbara Martinelli (1965),

• mezzofondo e fondo: Davide Raineri (1973), Hassan El Azzouzi (1968), Said Boudalia (1968), Mauro Pregnolato (1964), Maurizio Leonardi (1959), Claudia Pinna (1977), Carla Primo (1970), Catherine Bertone (1972);

• ostacoli: Aramis Diaz (1974), Thomas Oberhofer (1964), Serena Caravelli (1979), Costanza Moroni (1969, anche multiple), Sara Colombo (1973, anche prove multiple);

• salti: Marco Segatel (1962, alto), Marco Mastrolorenzi (1960, alto, asta, decathlon), Gianni Becatti (1963, lungo), Giuliano Costantini (1949, lungo e triplo), Giorgia Vian (1984, asta);

• lanci: Giovanni Tubini (1964, peso), Raffaele Tomaino (1962, martello), Marco Lingua (1978, martello), Carlo Sonego (1972, giavellotto), Patrizia Aletta (1971, martello e pentathlon lanci);

• marcia: Edoardo Alfieri (1956), Antonio Lopetuso (1958), Alex Schwazer (1984), Rosetta La Delfa (1977), Valeria Pedetti (1973), Valentina Trapletti (1985).

Il servizio completo, con i profili e i risultati dei protagonisti e le immagini più significative è in edicola con Correre di ottobre, disponibile anche in versione digitale

 

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