ZONA MISTA / Dedicato a Yeman Crippa

Qualche considerazione merita lo sfogo di Yeman Crippa affidato a Instagram, dove non tutto il mondo atletico lo può leggere, ma non è quello che conta.

Chi scrive segue Yeman quando era ancora allievo, prima del suo esordio in nazionale di cross, avvenuto nel dicembre del 2012 in Ungheria. Un Europeo tra i prati sotto pioggia e freddo. Yeman aveva 16 anni si distinse nonostante la giovane età nella categoria juniores. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchio. L’ho visto vincere Europei di corsa campestre (dal vivo), così come la sua splendida vittoria a Monaco (Europei) nei 10 mila e lo scorso anno a Roma quando ha vinto a mani basse la mezza maratona continentale.

L’ho visto anche incassare qualche risultato non molto gradito al ragazzo allenato da Massimo Pegoretti, comunque lo ritengo un ottimo atleta. Testa sulle spalle, chilometri ingurgitati come se fossero caramelle, sorriso costante, raduni in quota Kenya, in Portogallo e via dicendo. Insomma, tutto è stato apparecchiato per poter piazzare nell’arengo mondiale della maratona Yeman, che tra l’altro, detiene i primati italiani dei 5, 10 mila della mezza maratona e per qualche tempo con 2h06’06” è stato primatista azzurro in maratona.

Premessa lunghissima, non per smentire ciò che ha scritto su Instagram e riportato fedelmente su correre.it. Qualcosa non gira per il verso giusto e voglio vedere chi mi da torto, dopo i ritiri nella due ultime maratone: a Londra in aprile dove si viaggiava a ritmi impossibili e a Tokyo l’altro giorno dove il passaggio a metà gara è avvenuto in 1h05’,  tempo che Yeman percorre anche cantando e raccontando barzellette.

Allora dov’è il motivo delle defaillances? Intanto i continui allenamenti conditi da poche apparizioni (gare) a mio parere non collimano con il carattere del ragazzo, che compirà 29 anni nel mese di ottobre. Ho cercato di ricordare le gare alle quali ha preso parte quest’anno, certamente mi sbaglierò ma non riesco a trovare oltre alle due maratone finite con un mesto ritiro, che fanno il paio con l’abbandono nella maratona olimpica di Parigi. Spero di sbagliarmi ma ricordo solo il 5000 della Coppa Europa, unico suo appuntamento in pista e due su strada a Castelbuono e Feltre, con due successi. Il resto la noia di continui allenamenti.

Leggo che ha ricevuto da molte parti consigli per non mollare. E chi dice nulla. Uno di questi arriva da Stefano Baldini: “Forza Yeman hai tanto da dire e da dare”. A proposito di Baldini, forse non ve lo ricordate ma nel 2002 era già un maratoneta, decise di prendere parte all’Europeo di Monaco di Baviera, sui 10 mila metri. Nella stampa italiana ci fu un certo sconcerto. Ma come un Europeo che si può vincere facilmente e Stefano corre i 10 mila? Il tecnico Lucio Gigliotti se ne fece un baffo di tutte le nostre considerazioni, Stefano corse i 10 mila, arrivarono in quattro alla volata finale, vinse lo spagnolo Josè Manuel Martinez (27’47”65) davanti al tedesco Dieter Baumann (27’47”87) e l’altro iberico Josè Rios (27’48”29), Stefano chiuse quarto in 27’51” perdendo contatto nella dirittura opposta a quella di arrivo dopo aver disputato una gara esemplare. Il tutto sotto una pioggia battente. L’anno successivo il 2003 Baldini fu terzo ai Mondiali di Parigi in maratona, nel 2004 l’oro di Atene. Può essere un’idea?

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