È il momento di cambiare scarpe? Ecco da cosa dobbiamo capirlo

La maggior parte dei runner decide di cambiare le scarpe in base al consumo della suola. Su Correre di novembre Filippo Pavesi pone l’accento sugli altri e meno visibili indicatori del deterioramento, che ci segnalano quando è necessario passare a un nuovo modello in tempo utile per non incorrere in infortuni.

“Chi corre sa che la vita delle scarpe da running non può essere eterna. La loro durata varia in ragione delle caratteristiche di chi le usa (peso, velocità, modo con cui il piede tocca terra, superfici su cui si corre, etc.), ma questo non ci autorizza a rinunciare a capire quand’è il momento di cambiare scarpe, perché è in gioco la nostra sicurezza: correre con una scarpa “scarica”, significa aumentare il rischio di infortunio.”

Con questa premessa ha inizio l’atteso articolo di Filippo Pavesi, che su Correre di novembre spiega come valutare quando sia giunto il momento di cambiare le scarpe per correre. “La corsa, come tutti sappiamo, è infatti il prodotto di movimenti che si ripetono uguali, e a movimenti sempre uguali corrispondono sollecitazioni ripetute uguali a ogni impatto sul terreno. Questo martellamento prolungato – prosegue il nostro esperto -, in alcuni casi può anche arrivare a causare alcuni fenomeni di usura, che la Medicina classifica come “infortuni da stress”.

Le 4 aree da monitorare

“Come altri prodotti industriali – prosegue Pavesi -, anche le scarpe da running hanno una durata determinata dalla sommatoria della resistenza dei loro componenti, che quindi, idealmente, dovrebbero essere progettati per avere una durata omogenea. Guardando ciò che determina l’usura di una scarpa, troviamo 4 principali aree da monitorare:

1. consumo della suola,

2. ammortizzazione posteriore,

• ammortizzazione anteriore,

• cedimento della tomaia.”

Il dossier sul controllo delle scarpe

Il servizio di Pavesi su Correre di novembre affronta poi temi come:

• la raccolta dati del simulatore “Time Machine”,

• i consumi da controllare

• la parte meno resistente di una scarpa non è la suola, bensì l’intersuola,

• l’ammortizzazione media, anteriore e posteriore,

• grandissime differenze fra modelli diversi,

• attenzione alla planarità,

• questione di bolle,

• attenzione alla tomaia,

• meglio più veloci o più sostenibili?

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio “Quando è ora di cambiare le scarpe?”, di Filippo Pavesi, pubblicato su Correre n. 469, novembre 2023 (in edicola da inizio mese), alle pagine 52-58.

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