Con i suoi 254 chilometri caratterizzati da 12.430 metri di dislivello positivo, affrontati in regime di auto-navigazione, la distanza simbolo dell’UTLAC (Ultra Trail del Lago di Como) si è confermata una delle gare più dure e affascinanti del panorama europeo.
«250 chilometri di fango, freddo, caldo, pioggia, buio, pietre, sentieri, silenzi e nuove amicizie» ha sintetizzato Michele Evangelisti, nel video pubblicato sul canale Instagram di Correre, che seguiva gli ultimi metri di questo “viaggio”, fisico e interiore, attraverso i sentieri più spettacolari dell’Alto Lario e del Triangolo Lariano.
Vittorie per lo sloveno Aleš Frlic (Fuga Mountain Club) in 43:34’11” e per la valdostana Lisa Borzani (nella foto di copertina) in 49:34’39” (Team Trailored4you – Bergamo Stars Atletica), protagonisti di una prova gestita con lucidità ed esperienza lungo un percorso che richiede non soltanto grandi doti atletiche, ma anche capacità di orientamento, strategia e resistenza mentale.

Frlic ha preceduto il dominatore delle ultime edizioni Daniele Nava (ASD Castelraider) e Massimiliano Calcinoni (Atletica Dolomiti) mentre Lisa Borzani ha vinto davanti alla slovacca Kristina Kmetova e alla svizzera Denise Zimmermann.
Tutta la manifestazione è stata un successo con 1.667 concorrenti provenienti da 43 Nazioni che hanno preso parte a una delle 5 distanze della manifestazione (250, 120, 60, 30 e 15 chilometri).
Una corsa a Gaza e una a Betlemme
Venerdì 8 maggio si sono disputate due corse definite “maratone”, anche se lunghe entrambe solo cinque chilometri. A fare notizia è il fatto che si siano svolte a Gaza e in Cisgiordania, a Betlemme, in zone distrutte dalla guerra, dove la parola sport sembrava cancellata. Kamel Khatib, un corridore di Nuseirat, ha detto una cosa semplice: «È meraviglioso avere un cessate il fuoco e la fine del bagno di sangue. Via Salah al-Din era difficile persino da percorrere a piedi, oggi ci stiamo correndo una maratona». Via Salah al-Din è la strada principale che attraversa la Striscia di Gaza per tutta la sua lunghezza da nord a sud, di fatto la “spina dorsale” di Gaza.
Ci sono momenti in cui il gesto sportivo si trasforma in atto politico nel senso più alto del termine. Non nella logica delle dichiarazioni e dei comunicati, ma nella concretezza dei corpi che si muovono, che resistono, che scelgono la vita. Nelle strade distrutte di Gaza e lungo il Muro di separazione di Betlemme, 2.500 palestinesi hanno scelto di correre una gara, nonostante tutto.
Il mondo dovrebbe fermarsi a guardare e ad applaudire. Gaza resta un inferno: ospedali fuori uso, poca acqua e contaminata, cibo razionato o, spesso, del tutto assente, case ridotte a macerie, scuole e ospedali distrutti e mancanti, un cessate il fuoco estremamente fragile violato quotidianamente. Questi 2.500 corridori non corrono perché stanno bene, corrono perché sono ancora vivi, e vogliono che il mondo lo sappia.
Gli highlights del weekend
Maratona dell’Isola d’Elba
Julien Gueydon e Sarah Giomi hanno vinto la decima edizione della Maratona dell’Isola d’Elba (partenza e arrivo a Marina di Campo). Il francese, alla terza vittoria consecutiva, ha tagliato il traguardo in 2:27’25’ precedendo Alessio Milani del team Atletica Monfalcone (distaccato di 07’21’’) e Giuseppe Bonsi del team Corrintime (distacco 15’26’). Dopo Sarah Giomi, quarta assoluta in 2:53’50, si sono classificate Ilaria Bergaglio (Atletica Novese, 2:57’15”, prima alla 100 km del Passatore 2025) e la ventunenne austriaca Marie Spielhofer (3:18’51”).

Tuttadritta
Sul “biliardo” torinese di 10 km corrono in cinque sotto i trenta minuti. Giovanni Susca (Amatori Cisternino) è il primo a tagliare il traguardo sotto la pioggia insistente in 29’16” davanti a Francesco Breusa (Cus Torino, 29’24”), Emanuele Santelli (Cus Torino, 29’49”), Diego Yon (Pont Donnas, 29’51”) e Diego Copeta (Vanotti Running), 29’58”. Trionfo keniano in campo femminile grazie a Shalyne Lagat (33’48”), davanti a Silvia Zampaglione (Cus Torino, 34’06”) e a Gaia Gagliardi (Atletica Saluzzo, 34’13”).
Placentia Half Marathon
È il keniano Amon Kiptoo (già secondo alla Stramilano) a fare sua la 29ª edizione in 1:02’39”. Primi italiani Francesco Carrera (Casone Noceto, terzo in 1:03’26”) e Marco Fontana Granotto (Insieme Verona, quinto in 1:04’56”). La keniana Jedidah Sang domina con 1:11’40” davanti a Isabella Caposieno (Orecchiella Garfagnana, 1:18’14”) e a Tania Molinari (Up & Down Piacenza, 1:22’01”).
Komen Race for the cure
Da sempre la corsa romana si distingue per ragioni di solidarietà, essendo nata per finanziare i progetti di ricerca per la lotta ai tumori, finalità che richiama oltre 20.000 appassionati. Nella prova agonistica di 10 km due azzurri ai primi posti: l’intramontabile Daniele Meucci (29’52”) e la rientrante Aurora Bado, figlia d’arte, in 35’44”.
Copenhagen Marathon
Nella 47ª edizione della maratona danese vincono l’etiope Tadesse Kassa (2:08’26”) e la keniana Mercy Chebwogen (2:22’08”). Oltre 35.000 i partecipanti.
Mainz Half Marathon
La mezza maratona più veloce del weekend è quella tedesca dedicata a Gutenberg, inventore della stampa: qui il keniano Denis Kipkogei “stampa” (appunto!) un 59’14”.