Yeman Crippa vede Valencia

ZONA MISTA / Intervista a Yeman Crippa, primatista italiano di 5.000 10.000 e mezza maratona atteso domenica alla maratona di Valencia

“L’obiettivo è chiudere degnamente una maratona”. Non vola alto Yeman Crippa che domenica sarà in gara nella Maratona di Valencia. E ne ha ben donde. Quest’anno, purtroppo i due ritiri a Londra in primavera e a Tokyo (Mondiali) non sono stati momenti felici per il ventinovenne trentino che sarà bene ricordare vanta i primati italiani dei 5, 10 e mezza maratona e il secondo tempo di sempre in maratona con 2h06’06”.

Quando parte per Valencia?

“Venerdì, con Massimo (il mio tecnico) e il mio manager Gianni Demadonna”.

Come sono andati gli ultimi allenamenti?

“Sono una macchina da guerra, quando di mi alleno… (sorride)”.

A cosa attribuisce i due ritiri?

“In Giappone attorno al 30º km mi sono accorto di faticare parecchio, una sorta di tarlo che si è inserito nella mia mente, destabilizzandomi, ho corso ancora 2 km e mi sono fermato. A Londra in aprile era transitato alla mezza maratona in 1h02’, troppo veloce, mi sono trovato da solo, mi sono demoralizzato”.

Quest’anno maratone a parte (due) non pensa di avere gareggiato poco?

“No. Ho corso la mezza di Barcellona, i 5000 in Coppa Europa, su strada a Feltre, Castelbuono e a Trento. Non sono molte, ma se si vuole preparare una maratona…”

Non si annoia a correre chilometri e chilometri a volte in solitudine?

“No. Per niente. A parte che con me c’è sempre il mio tecnico che mi segue in bicicletta, poi in alcune occasioni corro anche con altri ragazzi/amici ad esempio Nadir Cavagna”.

Ci spiega il motivo della scelta caduta sulla maratona di Valencia? Per il percorso scorrevole? Perché proprio un anno fa il suo amico Chiappinelli le ha tolto il primato italiano nella maratona portandolo a 2h05’24”? Tre motivi validi per andare gareggiare in Spagna

“Vado con lo scopo di finire una buona volta la maratona, di superare lo scoglio dei 30km dove si sente la fatica, che accusano anche gli altri. Il mio compito è terminarla, arrivare degnamente al traguardo, correre bene, capire che la soluzione non è quella di ritirarmi. Non chiedetemi il crono 2h10’, 2h06, 2h05’. Insomma, devo dimostrare a me stesso che sono un maratoneta. Lo so che ci vuole tempo. Iliass Aouani ci ha messo meno tempo, in due anni ha conquistato il bronzo mondiale. Poi ci sono stati atleti che ci hanno provato e non sono riusciti a centrare l’obiettivo”.

Prenderà il via convinto delle sue possibilità?

“Certo sono fiducioso”

Sa chi sono gli avversari?

“So che c’è il mio amico tedesco Petros”, Sisley Lemma, molti atleti in grado di correre sotto le 2h03”.

Per il 2026 che ormai bussa alle porte, che programmi ha in ballo?

“Molto dipende da come si evolverà la gara di Valencia”.

Dieci giorni fa l’abbiamo vista tra gli spettatori alla Cinque Mulini.

“Ero a Milano per la mezza come testimonial del mio sponsor, non mi sono perso la gara che non sono riuscito a vincere due anni fa, poi sono andato a vedere il derby Inter – Milan”.

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