corsa

Fondo lento: l’allenamento pilastro del maratoneta

Quanto a lungo?

«Io sono solito indicare che un buon podista deve essere in grado di correre, quando vuole, per un’ora e mezza – precisa sempre Pizzolato. – Mi riferisco a un podista che abbia discrete ambizioni tecniche perché, chi non ha interessi agonistici, può non arrivare a correre per novanta minuti.»

La corsa lenta rappresenta il primo gradino della sollecitazione allenante di un podista. Se però rimane solo questo come mezzo di allenamento nella preparazione, i miglioramenti dopo un certo tempo non si evidenziano più. Correre lentamente, anche se a lungo, non determina più un adeguato effetto allenante perché l’organismo si adatta agli stimoli e ha bisogno di sollecitazioni sempre maggiori. Per esempio: correre per due ore dopo che lo si è già fatto altre tre, o quattro volte, non determina gli stessi incrementi delle prime prove. 

Articoli correlati

Cinque gare, quasi tremila atleti. Dopo 4 vittorie nella distanza classica (TOR330), Franco Collé si cimenta per la prima volta ...

Come ormai da tradizione, il mondo del trail running si prepara a vivere il grande appuntamento di fine estate con ...

Ha ancora senso avere un paio di cuffie per correre e un altro per il resto della giornata? A questa ...

Si può migliorare il suono delle cuffie a conduzione ossea senza rinunciare a tutti quei vantaggi che le hanno rese ...

L’acido lattico è un sottoprodotto del metabolismo anaerobico lattacido, responsabile dell’affaticamento muscolare. Possiamo continuare a chiamarlo così, per comodità, ma ...

Era domenica 28 ottobre 1984 quando per la prima volta un italiano vinse la già famosa maratona di New York. ...

Inventato tra i boschi scandinavi come alternativa alle ripetute su pista, il fartlek offre la possibilità di allenarsi sui cambi ...

La frattura da stress è un infortunio sempre più frequente tra chi corre. Così non era qualche anno fa. Orlando ...