La penultima giornata dei Campionati europei di Birmingham 2026 consegna ad Andy Diaz l’oro nel salto triplo e il primato italiano. Volando oltre il muro dei 18 metri, l’azzurro diventa il quarto triplista della storia, a soli 14 centimetri dal record del mondo. Con lui, sul podio, anche Andrea Dallavalle, 3°. Successi anche nella marcia, con i due ori di Massimo Stano e Sofia Fiorini, gli argenti di Francesco Fortunato e Alexandrina Mihai, il bronzo di Andrea Cosi. Record di medaglie azzurre in una sola giornata di gara: 7, contro le 6 ottenute l’8 giugno 2024 agli Europei di Roma.
L’Italia entra così nell’ultima giornata di gare, quella di oggi, domenica 16 agosto, da leader del medagliere: 8 ori, 4 argenti e 5 bronzi (17 in totale). Da seguire, in particolare, le maratone, il salto in lungo femminile (Larissa Iapichino) e le staffette 4×400.

Andy Diaz, oltre i 18 metri per un volo nella storia
Nella storia del salto triplo c’erano solo otto atleti capaci di saltare più di 18 metri. Il nono è stato Andy Diaz, che “di colpo”, è diventato il quarto miglior triplista di sempre preceduto dal “gabbiano” Jonathan Edwards (18,29 metri, primato del mondo conquistato il 7 agosto 1995 ai Campionati di Goteborg), dallo statunitense Christian Taylor (18,21 metri ai Mondiali di Pechino) e dallo spagnolo Jordan A. Diaz Fortun (proprio agli Europei di Roma 2024).

Usiamo l’espressione “di colpo” non a caso, perché Andy Diaz ha migliorato di 28 centimetri il già suo primato italiano (17,87 agli Assoluti di Firenze il 25 luglio 2026). Accade tutto al secondo salto, lunghissimo (dopo un nullo iniziale): 18,15 metri con vento regolare a favore (+ 1,7). Effettua poi un buon terzo salto a 17,78 (vento eccessivo, + 2,4), rinuncia al quarto mentre i due nulli conclusivi raccontano la difficoltà a rimanere concentrati nella consapevolezza di aver già realizzato qualcosa di straordinario.
Battuto il portoghese campione mondiale Pedro Pichardo che aveva iniziato la gara con 17,76 metri (+0.8) nella fredda serata britannica. Due azzurri sul podio, con Andrea Dallavalle che si prende il bronzo saltando a 17,37 metri (+0.9) come ad Apeldoorn 2025.
Chi è Andy Diaz
Andy Diaz è nato a L’Avana (Cuba), il 25 dicembre 1995, gareggia per le Fiamme Gialle ed è allenato da Fabrizio Donato, a sua volta triplista di alto livello (bronzo ai Giochi Olimpici di Londra 2012). Ha esordito in maglia azzurra ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, conquistando la medaglia di bronzo nel salto triplo per poi diventare campione mondiale ed europeo indoor nel 2025 e di nuovo campione del mondo indoor nel 2026.
A otto anni, la mamma Milagros lo ha portato al campo di atletica a L’Avana e si è subito appassionato seguendo l’esempio del cugino Osniel Tosca, classe 1984, triplista, che nel 2007 si è piazzato quarto ai Mondiali con un “atterraggio” a 17,52 metri. Da piccolo Andy ha trascorso un periodo alla scuola cubana di avviamento allo sport (Eide) per poi dedicarsi agli studi in elettronica, ma nel 2012 ha ripreso l’attività con il coach Yoelbi Quesada, campione mondiale del triplo nel 1997. Ha sfiorato il podio iridato Under 20 nel 2014 con il 4° posto, mentre nel 2017 ha superato per la prima volta i diciassette metri (17,40) ed è stato 7° ai Mondiali.

Si è migliorato fino a 17,63 ma non ha potuto gareggiare alle Olimpiadi di Tokyo a causa di un infortunio. Nel viaggio di ritorno ha lasciato la squadra cubana per andare da solo in Italia dove ha contattato Fabrizio Donato, che ammirava per la longevità della carriera, e l’azzurro lo ha accolto a casa per un paio di mesi prima di poter alloggiare e allenarsi nel centro sportivo di Castelporziano. Nel 2022, tesserato per la Libertas Unicusano Livorno e sotto la guida tecnica di Fabrizio Donato in collaborazione con Andrea Matarazzo, si è aggiudicato la finale di Diamond League a Zurigo con il personale di 17,70 metri battendo il Campione Olimpico e mondiale Pedro Pablo Pichardo. Ha ottenuto la cittadinanza italiana nel febbraio 2023. È entrato in Fiamme Gialle nel febbraio 2024 e ha potuto indossare la maglia azzurra dal primo agosto 2024 partecipando ai già citati Giochi di Parigi, dove ha conquistato il bronzo.
Pioggia di medaglie nella marcia
In un’inguardabile “ammucchiata sportiva” di mezza maratona con maratona, donne con uomini (partenza unica per più di cento atleti), arrivano comunque cinque medaglie dalla marcia italiana ai Campionati europei di Birmingham. Nella mezza maratona di marcia maschile, Francesco Fortunato (bronzo a Roma 2024) conquista l’argento (1:23’36”) e Andrea Cosi il bronzo (1:23’49”, primato personale) alle spalle dello spagnolo Paul McGrath, già argento europeo e l’anno scorso bronzo mondiale, che attacca dopo nove chilometri e vince in 1:23’23”.
Nella mezza maratona di marcia femminile, invece, medaglia d’argento per Alexandrina Mihai (1:31’04”, miglior prestazione italiana). La veronese, Campionessa europea U23 2025, precede di tre secondi in volata l’ucraina Lyudmila Olyanovska (1:31’07”) e di otto la francese Pauline Stey (1:13’12”). La spagnola pluricampionessa iridata Maria Perez trionfa con il record del mondo (1:30’06”) dopo aver preso il largo all’undicesimo chilometro. Finisce al 5° posto l’oro di Roma 2024 Antonella Palmisano (1:32’10”, primato personale) a lungo in seconda posizione prima di una flessione a circa cinque chilometri dal traguardo.
Nella maratona di marcia maschile, successo storico per Massimo Stano: dopo l’oro Olimpico della 20 km a Tokyo nel 2021 e l’oro mondiale della 35 km a Eugene nel 2022, Stano diventa il terzo azzurro di sempre a completare il “triplete” Olimpiadi-Mondiali-Europei, impresa già riuscita ad Alberto Cova nei 10.000 metri e a Gianmarco Tamberi nell’alto. Al 35° chilometro, Stano si porta in testa e per tre chilometri e ingaggia un duello con l’ungherese Bence Venyercsan, che poi riceve il terzo richiamo dai giudici (6° al traguardo in 3:01’18”). Argento per lo spagnolo Miguel Angel Lopez (2:56’57”), bronzo per il francese Aurélien Quinion (2:59’29”), 5° Riccardo Orsoni (3:00’44”).
Finali di Ferragosto con gli azzurri
1.500 metri uomini: 11° Pietro Arese (3’38″15), mentre l’olandese Stefan Nillessen (3’35″70) sorprende tutti in volata.
10.000 metri uomini: sfiora il podio Yeman Crippa, 4° nei 10.000 in 28’08″56 dopo la battaglia “tattico-ciclistica” per il bronzo con l’iridato francese Jimmy Gressier (28’07″90), autore di uno scatto secco “alla Battocletti” negli ultimi 250 metri. Oro allo svedese Andreas Almgren, che fa il vuoto in 27’23″44 e argento allo svizzero campione uscente Dominic Lobalu (27’42″67). 20° Pasquale Selvarolo (29’33″43), ritirato Francesco Guerra.
Nella maratona di marcia femminile, dominio assoluto di Sofia Fiorini, che al 30° chilometro decide di cambiare passo: la polacca Katarzyna Zdzieblo, argento, accusa oltre quattro minuti e mezzo di distacco (3:19’50”) e la spagnola Raquel Gonzalez, bronzo, più di cinque (3:20’49”), doppiata sul circuito di un chilometro nel centro cittadino. La giovane toscana supera la “target performance” di 3:17’00” richiesta da World Athletics per riconoscere il primo record del mondo ufficiale nella maratona di marcia.

Finali di Ferragosto con gli azzurri
1.500 metri uomini: 11° Pietro Arese in 3’38″15 mentre l’olandese Stefan Nillessen (3’35″70) sorprende tutti in volata).
10.000 metri uomini: sfiora il podio Yeman Crippa, 4° nei 10.000 in 28’08″56 dopo la battaglia “tattico-ciclistica” per il bronzo con l’iridato francese Jimmy Gressier (28’07″90), autore di uno scatto secco “alla Battocletti” negli ultimi 250 metri. Oro allo svedese Andreas Almgren, che fa il vuoto in 27’23″44 e argento allo svizzero campione uscente Dominic Lobalu (27’42″67). 20° Pasquale Selvarolo (29’33″43), ritirato Francesco Guerra.

Salto in alto donne: con 1,88 metri alla prima prova, Asia Tavernini chiude al 7° posto, mentre Idea Pieroni e 13ª (1,83 metri).
Lancio del Giavellotto uomini: Giovanni Frattini 9° con 76,56 metri.
Eptathlon: Sveva Gerevini chiude al 9° posto con 6.371 punti, vicina al suo record italiano di 6.413 realizzato quest’anno e a un solo punto dall’ottava piazza.
4×100 uomini: il quartetto maschile composto da Eric Marek, Fausto Desalu, Lorenzo Patta e Samuele Ceccarelli taglia il traguardo al 5°posto, ma viene squalificato per aver perso il testimone nell’ultima frazione.

4×100 donne: con Zaynab Dosso, Gloria Hooper, Dalia Kaddari e Alessia Pavese , la nostra staffetta veloce è 4ª in 43″21 a sei centesimi dalle medaglie.
Gli italiani promossi alle finali di domenica 16 agosto
1.500 metri donne: finale raggiunta per Ludovica Cavalli con 4’10″32. Niente da fare, invece, per Gaia Sabbatini, fuori con 4’11″71.
Finale 1.500 metri donne: domenica 16 agosto, ore 22:13.
Salto in lungo: a Larissa Iapichino basta un saltoda 6,94 metri per staccare il pass per la finale (vento a +2.2), terza misura di tutta la qualificazione, inferiore solo al 7,10 metri (+3.3) della tedesca Malaika Mihambo e ai 7 metri esatti con vento regolare della portoghese Agate de Sousa (+1.7).
Finale salto in lungo femminile: domenica 16 agosto, ore 21:05.
(Supporto editoriale: Giacomo Petruccelli)