Monterosa SkyMarathon

La SuperMaratona dell’Etna e i risultati del weekend

A un solo weekend dall’inizio ufficiale dell’estate è la montagna a impadronirsi del mondo della corsa, con gare spettacolari e molto frequentate, come accadrà spesso nei prossimi due mesi, fino all’epilogo di questo mondo di running off road con l’Ultra Trail du Mont Blanc.

SuperMaratona dell’Etna a Giuseppe Montello e Denise Zacco

Un Etna mozzafiato, ancora punteggiato da chiazze di neve, ha fatto da cornice alla 18ª edizione della Brooks SuperMaratona dell’Etna. A tagliare per primi il traguardo posto a 2.810 metri di quota sono stati l’ex biathleta olimpico di Tolmezzo Giuseppe Montello (3:42’51”) e, in campo femminile, Denise Zacco (4:30’42”).

Si tratta di un percorso unico al mondo che in 43 km e circa 3.000 metri di dislivello positivo conduce dalla spiaggia di Marina di Cottone (Fiumefreddo di Sicilia) fino alla sommità del vulcano attivo più alto d’Europa.

Dopo una prima parte su asfalto, il cambio decisivo avviene ai 33,5 km, quando da Piano Provenzana (1.800 m s.l.m.) la competizione si trasforma in un vero trail running d’alta quota tra paesaggi lunari, sentieri nerissimi, e panorami spettacolari fino al traguardo. I 500 concorrenti (numero massimo raggiunto da oltre tre mesi) provenivano da 17 nazioni.

Denise Zacco SuperEtna
Denise Zacco © Pierluigi Benini

Monterosa Sky Marathon: vento forte e vittorie di Boffelli-Delorenzi e Gerardi-Nilsson

Con quattro spettacolari gare disputate nella stessa giornata, tutte oltre i 3.000 metri di altitudine, la natura ha imposto il proprio ritmo con forti venti sulle pendici superiori del Monte Rosa. L’ascesa verso la vetta della gara più alta d’Europa, a 4.554 metri, prevista per sabato 13 giugno ad Alagna Valsesia, (VC), è stata ridotta per motivi di sicurezza fino al Colle del Lys, a 4.200 metri – lo stesso epilogo della prima edizione disputata nel 1992.

La SkyMarathon e la SkySummit prevedono entrambe, per ragioni di sicurezza, che gli atleti gareggino in coppia e legati in cordata. Nonostante il percorso ridotto, la sfida è rimasta estremamente impegnativa e ha visto i campioni in carica, l’italiano William Boffelli e lo svizzero Roberto Delorenzi, conquistare la vittoria nella SkyMarathon, con Boffelli al suo settimo successo.

George Kusche e Gerda Steyn vincono la mitica “Comrades”

La “Comrades” è l’ultramaratona più antica e famosa d’Africa. Dall’Oceano Indiano di Durban (Repubblica del Sudafrica) ai rilievi montuosi di Pietermaritzburg, 88 km di fatica massacrante, ma da condividere con gli altri (“comrades”, compagni), già dal lontano 1921.

All’epoca, nell’ex colonia olandese lo sport era cosa per pochi, poi la vita cambiò. Negli anni Ottanta si venne a scoprire la gara anche al di là dei confini del Paese, anche perché le glorie locali Willie Mtolo (vincitore della maratona di New York nel 1990) e soprattutto Josiah Thugwane, formidabile primo nella Maratona olimpica di Atlanta’96, presero parte alla corsa. Poi arrivarono gli specialisti dell’est Europa come il bielorusso Vladimir Kotov, le sorelle gemelle Nurgalieva, i keniani, gli ultra runner del Lesotho, quasi a giocare un pittoresco derby.

“The ultimate human race”, com’ è chiamata, domenica 14 giugno si è disputata questa volta su un circuito di circa 85 chilometri con arrivo a Pietermaritzburg. Un po’ a sorpresa si è imposto il runner di Pretoria George Kusche, capace di impostare un ritmo di 3’41” al chilometro che ha lavorato ai fianchi i compagni di fuga Pietr Wiersma e Mbuti Mollo, al termine secondo e terzo.

Con un allungo di 3’20” al mille nelle ultime battute, Kusche, che ha un personale di 13’28” sui 5.000 in pista, ha trionfato nel tempo record di 5:15’56”. Gerda Steyn, da par suo, ha vinto per l’ennesima volta la kermesse, che a dispetto della superfatica vanta molti partecipanti, in 5:44’53” con distacchi marcati.

Friuli Doc Run
Friuli Doc Run © Phototoday

Corse su strada nel mondo

Dalle ultra alla maratona. Il caldo intenso non ha impedito la disputa della Kigali Marathon nel Ruanda, che ha visto i successi del locale Kephar Lumbasi Namubala in 2:14’19” e della keniana Ivyne Jeruto, 2:35’35”.

Nella classica 10 km chilometri di Langueux (Francia) si aggiudica il primo posto la rivelazione Mehdi Frere (27’44”). Impresa al femminile per l’etiope Robe Dida (30’47”).

Sulla stessa distanza, alla Friuli Doc Run «Memorial Lorenzo Parelli», vince Moses Cheruiyot. Al quinto passaggio l’allungo decisivo di Cheruiyot che guadagna qualche metro a Ndirangu, vantaggio che si consolida ulteriormente al sesto giro e che porterà alla vittoria in 29’26”. Piazza d’onore per John Maina Ndirangu. Al femminile vittoria per l’ex azzurra Joyce Mattagliano (Atl. Brugnera PN Friulintagli) che lo scorso anno aveva vinto la gara da 5.5 km.

In mezza maratona il risultato migliore del weekend viene da Zwolle (Olanda), dove è primo il keniano Vincent Kiptoo (1:01’40”), seguito dai connazionali Evans Kipkuirui (1:01’47”) e Michael Kirui (1:01’49”). La keniana Cynthia Chepkwony vince in 1:07’02” davanti all’olandese Margaux Seracki (1:09’37”).

Grandi tempi, infine, soprattutto al femminile nella Big 5 km di Utrecht (Olanda), dove a vincere ci pensa la keniana Caroline Gitonga con un grande crono, 14’26”, davanti all’altrettanto veloce belga Jana Van Lent, 14’36”. Più normale il tempo del primo uomo al traguardo, il francese Valentin André, che chiude in 14’04”.

 

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