Abbiamo corso una 42 chilometri in primavera? Questo è il momento giusto per dedicarci a preparare bene la mezza maratona cogliendo l’occasione di partire dal patrimonio fisiologico che il preparare la distanza più lunga ci ha procurato. È il suggerimento che arriva da Orlando Pizzolato su Correre di giugno

“Che ci piaccia o no, anche la fisiologia, come la matematica, non è un’opinione: contano solo le regole. C’è anche chi ritiene, ad esempio, che portare in fondo una maratona sia meno impegnativo del concludere una mezza maratona.
Che cos’è che determina questa affermazione? Il livello di efficienza del corridore.” Questa provocatoria premessa apre l’articolo di Orlando Pizzolato su Correre di giugno.
Capacità aerobica, scomoda ma fondamentale
“La capacità aerobica (più volte “ripassata” anche in questi recenti numeri di Correre, grazie alla rubrica “Da zero a runner”), cioè la possibilità di correre a lungo ad alta intensità, è l’aspetto fisiologico più difficile e impegnativo da sviluppare. Questo spiega perché ci sono runner che trovano più impegnativa la mezza maratona della maratona stessa: per la maggior parte degli amatori è più agevole correre più a lungo, ma più piano (rimanendo quindi nella resistenza aerobica) piuttosto che correre meno chilometri, ma più velocemente.”
“Per finire bene la maratona è necessario che i muscoli siano adeguatamente allenati a consumare con efficienza le risorse energetiche disponibili. Per competere con successo nella mezza maratona è invece determinante che nei muscoli si produca una quantità di acido lattico limitata, tale da non intossicarli. Il tipo di sollecitazione fisiologica sui 21,097 km è più simile a una prova di 10.000 metri che non a una maratona”, spiega l’allenatore che ha preparato migliaia di runner di differente età e livello.
Via dalle abitudini
Prima di proporre programmi di lavoro e altri fondamentali suggerimenti, Pizzolato, poi, segnala un particolare: “La differenza degli stimoli allenanti non è tuttavia così radicale: lo prova il fatto che non di rado un podista che prepara la maratona, nelle mezze maratone (che corre, di base, come verifica durante la preparazione della maratona stessa) finisce per migliorare il primato personale!
Il motivo di un simile “Successo” è spesso da ricercare nel maggior carico di lavoro che quel corridore svolge rispetto alle abitudini: a fare il personale in mezza maratona mentre si prepara la maratona sono infatti, soprattutto, quegli amatori che non corrono più di 50 km settimanali.
Questo contenuto è una sintesi dell’articolo “Tornare veloci dopo la maratona”, di Orlando Pizzolato, pubblicato alle pagine 22-26 di Correre n. 488, giugno 2025