Sono 23 gli italiani iscritti alla 43ª edizione della gara mito dell’ultra maratona su strada. Tra loro anche Eleonora Corradini, primatista italiana della 24 ore di corsa. La Spartathlon è lunga 246 km con 4.000 metri di dislivello, e va conclusa entro 36 ore.
Il mito di Filippide si rinnova ancora. La 43ª edizione della Spartathlon parte sabato mattina 27 settembre alle ore 7 davanti all’Acropoli. Tra gli oltre 300 concorrenti risultano iscritti anche 23 italiani e tra essi la primatista italiana della 24 ore di corsa, Eleonora Corradini.
Una corsa massacrante
La Spartathlon parte dal piazzale sottostante l’acropoli di Atene per concludersi a Sparta, davanti alla statua di Re Leonida, dopo 246 km caratterizzati da 4.000 metri complessivi di dislivello positivo, accumulati attraversando gli abitati di Eleusi, Megara, Corinto, Nemea e Tegea (oltre che di Atene e Sparta) e correndo su un percorso che all’asfalto dei nuclei urbani alterna ampi tratti di sterrato, passa attraverso vigneti e uliveti e impegna i concorrenti ad affrontare la salita e la discesa del Monte Partenio (1.200 m s.l.m). Il tutto con l’obbligo di rispettare 75 cancelli orari per poi concludere la corsa entro 36 ore dal via.
Ventitre italiani al via
Nella lista degli oltre trecento iscritti sono compresi anche 23 italiani: Giacomo Alessi (numero di gara: 60), Stefano Assogna (311), Elena Cantone (278), Alisia Calderone (350), Girolamo Capezzera (275), Agnese Casu (338), Vincenzo Ciabattoni (265), Eleonora Rachele Corradini (252), Gianluca D’Amario (395), Mirela Hilaj (49), Franco Magliano (339), Massimo Marazzi (349), Virginia Oliveri (310), Perini Francesco (299), Nicola Placucci (321), Luca Rainieri (374), Luca Ripamonti (340), Cristiano Rollo (162),Vincenzo Santillo (357), Michele Scoglio (313), Guendalina Daniela Taietti (358), Antonello Volpe (170), Roberto Zanon (160).
Da regolamento questi atleti gareggiano con la divisa dell’Italia o, in alternativa, con una t-shirt completamente bianca.
I requisiti per partecipare alla Spartathlon
Per l’edizione 2025 l’organizzazione aveva elencato le prestazioni del triennio 2023-2025 che occorreva aver ottenuto per l’iscrizione al pre-sorteggio. Ecco le principali:
1. aver percorso una distanza di 120 km (uomini) o 110 km (donne) in una gara di 12 ore;
2. aver concluso una gara di 120 km entro 12 ore (sia per uomini sia per donne);
3. aver concluso una gara di 100 miglia in 21:00 ore (uomini) o 22:00 ore (donne);
4. aver concluso la Western States 100-Mile Endurance Run entro 24:00 ore (uomini) o 25:00 ore (donne).
5. aver percorso almeno 180 km (uomini) o 170 km (donne) in una gara di 24 ore.
6. aver completato una gara non-stop di oltre 200-220 km entro 29:00 ore (uomini) o 30:00 ore (donne).
7. aver completato l’UltraBalaton 211 km in 29:00 ore (uomini) o 30:00 ore (donne)
8. aver completato una gara non-stop di oltre 220 km entro 36:00 ore (uomini) o 37:00 ore (donne).
9. aver concluso la Badwater entro 39:00 ore (uomini) o 40:00 ore (donne).
10. aver concluso la Grand Union Canal Race entro 34:00 ore (uomini) o 35:00 ore (donne).
11. aver concluso la Sakura Michi 250 km entro le 36:00 ore
12. aver completato il Challenge Fuji5 Lakes Ultra Marathon 120 km entro 12:00 ore (sia per gli uomini sia per le donne)
13. aver percorso una distanza di almeno 280 km (uomini) o 260 km (donne) in una gara di 48 ore.
La mano appoggiata sulla statua di Re Leonida
A Sparta la gigantesca statua Re Leonida comincia a essere visibile ai concorrenti della Spartathlon già nell’ultimo rettilineo, collocata com’è subito dietro il traguardo. I finisher vengono incoronati con un cerchio di rametti di ulivo e bevono da un’ampolla l’acqua del fiume sacro di Sparta. È tradizione, però, che la Spartathlon la si concluda davvero solo appoggiando una mano sulla statua di Re Leonida, appunto una decina di metri dopo il traguardo. Da quel momento, e per sempre, il runner diventa per sempre uno “spartano”.

Spartathlon: un albo d’oro pieno di miti
E lungo quel viale finale, dove la stanchezza sembra di colpo sparire alla vista della gigantesca statua di Re Leonida, è posta una stele che reca incisi i nomi dei vincitori. Si tratta di campioni che hanno scritto la storia dell’ultra maratona, come il mitico greco Yiannis Kouros, vincitore di quattro edizioni (1983, 1984, 1986 e 1990), ma anche di grandi interpreti dell’ultra trail, come Scott Jurek, dominatore della Western States e vincitore di tre edizioni della Spartathlon (dal 2006 al 2008). In questa lista di grandi campioni c’è anche un “triplete”, firmato dall’azzurro Ivan Cudin, vincitore nel 2010, 2011 e 2014.

La storia della Spartathlon
Lo scrittore greco Erodoto ha descritto nei dettagli la battaglia di Maratona del 490 avanti Cristo, tra i greci e i persiani. Vissuto proprio a quei tempi, ha raccontato anche le gesta di Fidippide (o Filippide), un emerodromo (messaggero, portaordini, ndr) dell’esercito ateniese che nei giorni precedenti lo scontro viene inviato a Sparta a chiedere l’aiuto degli spartani contro i persiani. “Fidippide parte da Atene e il giorno successivo arriva a Sparta”. Da questa frase delle “Storie” di Erodoto nasce la Spartathlon.
La storia della gara comincia infatti da una curiosità: il britannico John Foden, pilota della RAF (Royal Air Force, ndr), maratoneta e appassionato di letteratura e storia antica, alla lettura della vicenda di Fidippide si chiese se davvero fosse possibile che un uomo, in poco più di un giorno, fosse stato capace di coprire i circa 250 chilometri che separano Atene da Sparta. Assieme ad altri due colleghi dell’aviazione, a loro volta appassionati di corsa su lunghe distanze, organizzò un tentativo-esperimento: dopo aver studiato un percorso il più possibile simile a quello utilizzato da Fidippide, l’8 ottobre 1982 i tre partirono da Atene e il 9 ottobre giunsero effettivamente a Sparta: Foden arrivò a Sparta, davanti alla statua di Leonida, in 36 ore, preceduto di mezz’ora dal suo collega John Scholten mentre l’altro componente la spedizione, John McCarty, li raggiunse quattro ore dopo. Era la prova che effettivamente un uomo ben allenato, come probabilmente era Fidippide, aveva potuto partire da Atene e il giorno dopo arrivare a Sparta. “Erodoto aveva ragione” annunciarono i tre “ultra runner”.
Sull’onda del successo mediatico di questo tentativo, nell’anno successivo fu organizzato il primo Spartathlon internazionale con la partecipazione di 45 corridori da 12 Paesi.