Il giardino dei Giusti si trova nel parco Montestella di Milano e ricorda le donne e gli uomini che in ogni parte del mondo hanno aiutato le vittime dei genocidi e delle persecuzioni opponendosi ai regimi totalitari. Martedì 11 marzo verranno aggiunti i nomi di cinque sportivi, tra cui Emil Zátopek, mito della corsa, e sua moglie Dana, oro olimpico nel giavellotto.
Il parco del Montestella è uno dei luoghi di allenamento più frequentati dai runner milanesi ed è noto agli appassionati di tutta Italia per gli incredibili allenamenti lì affrontati da Alberto Cova, Francesco Panetta e altri forti mezzofondisti allenati da coach Giorgio Rondelli.
Dove si trova il Giardino dei Giusti
Proprio in un’area del parco Montestella, dal 2003 è stata ricavata una piccola zona monumentale denominata il “Giardino dei Giusti”, che dal 2009 è gestito dall’Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano, composta da Fondazione Gariwo (Gardens of the Righteous Worldwide), Comune di Milano e Unione delle Comunità Ebraiche.
Obiettivo di questo spazio unico al mondo è far conoscere i “Giusti”, le persone, cioè, che non hanno rinunciato alla responsabilità personale davanti alle minacce collettive. Si tratta di donne e uomini che in ogni parte del mondo hanno aiutato le vittime dei genocidi e delle persecuzioni opponendosi ai regimi totalitari. Una “Memoria del Bene” che può diventare un potente strumento educativo e può contribuire a prevenire genocidi e altri crimini contro l’Umanità.
Questo obiettivo è stato riconosciuto anche dal Parlamento Europeo, che nel 2012 ha istituito la “Giornata dei Giusti” (6 marzo), che nel 2017 è stata riconosciuta solennità civile in Italia come “Giornata dei Giusti dell’Umanità”.

I “Giusti” dello sport
Martedì 11 marzo è il giorno fissato per la posa delle targhe dei Giusti individuati dalla commissione per il 2025 oltre che per le iniziative che coinvolgono il mondo della scuola.
In omaggio all’impegno della città di Milano per i Giochi Olimpici invernali “Milano-Cortina 2026” si tratta di sportivi che si sono distinti anche per il proprio comportamento eroico in occasione dei fatti più drammatici della storia dell’Uomo.
Tra questi “Giusti dello Sport” spiccano i nomi noti agli appassionati di atletica di Dana ed Emil Zátopek
Chi era Emil Zátopek
Considerato uno dei più forti corridori di lunghe distanze di tutti i tempi, Emil Zátopek è diventato un mito conquistando tre medaglie d’oro ai Giochi olimpici di Helsinki 1952 nei 5.000 metri, nei 10.000 metri e nella maratona (da debuttante), una tripletta mai più ottenuta da nessun altro corridore. Nei precedenti Giochi olimpici di Londra 1948 aveva vinto i 10.000 metri e si era classificato secondo nei 5.000 metri. Tra le due edizioni olimpiche dominò anche i Campionati europei di Bruxelles 1950 (oro nei 5.000 e 10.000 metri) per poi aggiungere allo straordinario curriculum due ulteriori medaglie: d’oro nei 10.000 metri e d’argento nei 5.000 metri agli Europei di Berna 1954.
Soprannominato “La locomotiva umana”, Zátopek diventò un mito per il popolo dell’allora “Cecoslovacchia” e fu un personaggio influente del dominante Partito Comunista, quando la Nazione orbitava nel cosiddetto “Patto di Varsavia”, la rete dei Paesi satelliti dell’Unione Sovietica, nell’epoca della “Guerra Fredda”, caratterizzata dalla contrapposizione con le forze occidentali guidate dagli USA.
Pur calato in questo clima politico di enorme tensione, il prestigio di cui Zátopek godeva gli permise, ad esempio, di ottenere l’intervento del presidente cecoslovacco, Antonin Zápotoky, per permettere alla russa Olga Fitokova e allo statunitense Harold Connolly (oro rispettivamente nel disco e nel martello ai Giochi di Melbourne 1956) di unirsi in matrimonio a Praga, nel 1967, con testimoni di nozze proprio lo stesso Zátopek e la moglie Dana, nata come il marito il 19 settembre 1922 e diventata campionessa olimpica di giavellotto a Helsinki 1952, pochi minuti prima della vittoria di Zátopek nei 5.000 metri.
Il suo dichiarato sostegno all’ala democratica del partito lo fece “cadere in disgrazia” e dopo la “Primavera di Praga” del 1968 (occupazione armata della Cecoslovacchia da parte dell’Unione Sovietica), fu privato del suo grado ed espulso dall’esercito e dal partito, rimosso da tutte le posizioni importanti e costretto a svolgere umili lavori, isolato dagli affetti per cinque anni.
Gli altri “Giusti” 2025
Oltre ai coniugi Zátopek, entrano nel Giardino dei Giusti Bronisław Czech (sciatore campione olimpico e staffetta della resistenza partigiana polacca), Antonio Maglio (neurologo pugliese, pioniere nella riabilitazione dei paraplegici nell’Italia degli anni ’50 e promotore dello sport paralimpico), Harry Seidel (ciclista, escluso dalla nazionale della Germania Est ai Giochi di Roma 1960 per i rifiuto di assumere sostanze anabolizzanti, condannato per aver favorito la fuga di un centinaio di persone oltre il muro di Berlino) e Khalida Popal (capitana e fondatrice della nazionale femminile di calcio afghana, perseguitata dai talebani per il suo attivismo).