Dalle sfilate alle Olimpiadi, fino al running e la maratona: l’eredità sportiva dello stilista milanese Giorgio Armani morto all’età di 91 anni.
Si è spento oggi, 4 settembre 2025, nella sua abitazione milanese, Giorgio Armani, all’età di 91 anni. A darne l’annuncio è stato il Gruppo Armani, parlando di “infinito cordoglio” e ricordandolo come l’ideatore e l’instancabile motore di una delle più grandi maison di moda al mondo. Con la sua visione rivoluzionaria, Armani ha ridefinito l’eleganza contemporanea, lasciando un segno indelebile nella cultura, nello stile e anche nello sport.

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EA7 e il legame con lo sport
Accanto alle passerelle, Armani ha sempre nutrito una forte passione per il mondo sportivo. Nel 2004 lanciò la linea EA7 Emporio Armani, con l’obiettivo di unire funzionalità tecnica e raffinatezza estetica. Un marchio che non ha mai smesso di accompagnare atleti e campioni di diverse discipline, diventando sinonimo di performance ed eleganza.
Le Olimpiadi e la Nazionale
Tra i contributi più significativi di Armani allo sport italiano spicca la creazione delle divise ufficiali degli Azzurri: Emporio Armani ha vestito la Nazionale di calcio – comprese le selezioni Under 21 e femminile – e gli atleti italiani ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Londra 2012, Rio 2016, Tokyo 2020 e Parigi 2024.

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Le uniformi, caratterizzate dal celebre blu Armani, sono diventate simbolo di eleganza e appartenenza nazionale, rafforzando il legame tra moda e sport e portando l’Italia a sfilare nel mondo con un’identità unica.
La Milano Marathon e la corsa
Il rapporto tra Armani e lo sport ha trovato espressione diretta anche nella corsa. EA7 Emporio Armani è stato Title & Technical Sponsor della Milano Marathon dal 2016, firmando le maglie ufficiali e dando il proprio nome alla gara: la 17ª edizione del 2017 si è corsa come EA7 Emporio Armani Milano Marathon.
“Amo il messaggio dello sport, fatto di impegno e tenacia, ma anche di solidarietà”, aveva dichiarato lo stilista, sottolineando come la maratona incarnasse valori universali in linea con la filosofia del brand. La partnership è proseguita anche nel 2018, confermando la volontà di Armani di essere parte attiva della comunità dei runner.

Tamberi e l’atletica leggera
Il legame con l’atletica è stato ulteriormente rafforzato dalla collaborazione con Gianmarco Tamberi, campione olimpico di salto in alto, scelto come testimonial EA7. La figura di Tamberi rappresenta al meglio l’incontro tra lo spirito competitivo e l’eleganza che Armani ha sempre voluto trasmettere attraverso lo sport.

ll running targato EA7
Il progetto che ha portato il nome di Giorgio Armani nel mondo dello sport porta la firma di un famoso collaboratore di Correre, Filippo Pavesi: « Nel 2011 mi hanno chiesto di progettare per EA7 le scarpe che poi hanno debuttato alle Olimpiadi di Londra 2012, dalle quali EA7 è diventato fornitore del Coni.



Il primo brief – ricorda Pavesi – chiedeva delle scarpe da running e da training in grado di competere con la migliore offerta globale. Per questo ho progettato e disegnato le varie scarpe della collezione e, contemporaneamente, ho ceduto in licenza ad EA7 la tecnologia denominata CCC (Carbon Cushion Control), basata su un elemento in fibra di carbonio, co-stampato sull’intersuola, con funzione di ammortizzatore e gestore dell’energia elastica.
Pensavo che si sarebbe trattato di una collaborazione one-shot, ma l’azienda mi ha chiesto di continuare. Ho così continuato a disegnare le collezioni di scarpe EA7 per lo sport, per una decina di anni, in particolare le scarpe per gli atleti Coni delle successive Olimpiadi estive e invernali, nonché scarpe professionali per il basket, il tennis e outdoor, oltre a varie collezioni life-style.
L’eredità
Giorgio Armani lascia al mondo molto più che una maison di moda: un patrimonio di stile, visione e valori condivisi con lo sport. Dal basket con l’Olimpia Milano, al calcio, al tennis e fino alla corsa, il suo marchio ha accompagnato atleti e squadre, dando un contributo unico al modo in cui lo sport italiano si presenta dentro e fuori dal campo.
Le Olimpiadi sono state il palcoscenico più alto della sua opera in questo ambito: vestire gli Azzurri significava portare nel mondo non solo un simbolo di eccellenza sportiva, ma anche l’eleganza inconfondibile del “made in Italy”.
“Il segno che spero di lasciare è fatto di impegno, rispetto e attenzione per le persone e per la realtà. È da lì che tutto comincia” queste le parole che Armani ha affidato alle pagine social ufficiali come addio.
Con Armani se ne va non soltanto un maestro della moda, ma anche un uomo che ha saputo credere nello sport come linguaggio universale di impegno, bellezza e identità nazionale.