Nike Alphafly 4, veloci fino al traguardo della maratona

Nike allarga la famiglia Alphafly con una nuova super scarpa da maratona, Alphafly 4, progettata per aiutare i runner a mantenere velocità ed efficienza quando la fatica inizia a modificare il gesto e la meccanica di corsa. Ed è attorno a questa idea che è nata il modello dedicato alla distanza regina dell’atletica leggera.

Nike ha sviluppato la nuova Alphafly 4 ripensando completamente i componenti principali della scarpa: dalla tomaia all’intersuola, passando per le unità Air Zoom, la piastra Flyplate e la suola. Il risultato? Secondo Nike, la Alphafly 4 è il 5% più leggera rispetto al modello precedente con un ritorno di energia superiore del 10%. Insomma, la scarpa da corsa più leggera e reattiva mai realizzata. Ma entriamo nei dettagli.

Nike Alphafly 4 Red
© Nike

Nike Alphafly 4, una scarpa pensata per la maratona

Alphafly 4 si rivolge a un pubblico ampio, dagli élite alla ricerca del podio ai runner che puntano a migliorare il proprio personale sui 42,195 km. Il comune denominatore è la capacità della scarpa di mantenere la velocità sulla lunga distanza, soprattutto nelle fasi finali della gara, quando il mantenimento dell’efficienza diventa più difficile.

Nike spiega di aver raccolto il feedback degli atleti attraverso diverse generazioni di Alphafly, integrandolo con le conoscenze sviluppate attraverso test e dati raccolti con diversi atleti di diversi livelli prestativi. L’obiettivo del progetto era di intervenire su quattro parametri strettamente collegati tra loro e fondamentali nella corsa: stabilità, fluidità, comfort e fiducia: «Una maratona è dinamica. Con Alphafly 4, abbiamo trascorso anni ad ascoltare gli atleti, studiando come la fatica influisca sulle prestazioni e sulla meccanica della corsa, perfezionando ogni elemento del sistema per permettere ai runner di mantenere l’efficienza quando conta di più», ha spiegato Emily Farina, Senior Principal, Running Footwear del Nike Sport Research Lab.

Nike Alphafly 4
© Nike

Atomknit, una nuova tomaia per una calzata più precisa

Uno degli interventi principali riguarda la tomaia, realizzata con una nuova configurazione di Atomknit. La struttura è morbida, traspirante e priva di cuciture, con cavi nell’area mediale, rinforzi integrati nella zona del tallone e un sottopiede modellato per aumentare la stabilità durante la falcata.

L’obiettivo è offrire una calzata precisa e un maggiore contenimento del piede senza appesantire la costruzione. I primi test internazionali hanno evidenziato proprio questo aspetto, descrivendo la nuova Atomknit come una tomaia estremamente sottile e traspirante con una struttura laterale rinforzata che aumenta il supporto tra i lacci e l’intersuola.

Nike Alphafly 4 Front
© Nike

ZoomX LT, meno peso e più ritorno di energia

Il cuore dell’evoluzione, però, sta nell’intersuola, dove Nike ha introdotto la nuova ZoomX LT, una versione più leggera della schiuma ZoomX. Secondo i dati forniti proprio da Nike, la nuova schiuma è più leggera del 17% rispetto alla ZoomX standard e offre un ritorno di energia superiore dell’8%. La ZoomX LT non sostituisce completamente la ZoomX, ma lavora insieme alla schiuma tradizionale all’interno del sistema di ammortizzazione.

Le due schiume vengono disposte sopra e sotto la piastra Flyplate in fibra di carbonio, creando una piattaforma progettata specificamente per le esigenze delle gare di lunga distanza. L’obiettivo è combinare leggerezza, ammortizzazione, elasticità e risposta, mantenendo una sensazione di corsa fluida anche quando i chilometri aumentano; proprio come confermato dai primi tester che hanno parlato di una maggior morbidezza e fluidità della nuova configurazione sottolineando in particolare l’effetto della nuova schiuma e delle modifiche apportate alla parte anteriore della scarpa.

Nike Alphafly 4 Side
© Nike

Air Zoom, più leggere e più morbide

Per la prima volta nella storia di Alphafly, Nike è intervenuta anche sulle unità Air Zoom dell’avampiede. Le due unità sono state riprogettate per interagire con la schiuma e con la Flyplate, contribuendo alla propulsione nella fase di spinta. Inoltre, Nike ha anche lavorato sul processo produttivo utilizzando la tecnologia RF Zoom Air, e riducendo il peso delle unità per ottenere una sensazione più morbida sotto il piede. Un aspetto confermato anche dalle prime review che parlando di una sensazione più fluida nell’avampiede e una transizione più naturale verso la parte anteriore della scarpa.

Flyplate in carbonio, propulsione e stabilità

Con il suo caratteristico profilo inclinato, la Flyplate in fibra di carbonio rimane uno degli elementi caratteristici della famiglia Alphafly. Nella versione numero 4, la piastra lavora insieme al sistema di ammortizzazione per favorire lo slancio in avanti e mantenere una cadenza costante.

Inoltre, la Flyplate contribuisce alla stabilità, un aspetto particolarmente importante considerando l’altezza dell’intersuola e la destinazione d’uso della scarpa. La risposta sta nella geometria, leggermente più larga, e in una piattaforma complessivamente più ampia. L’obiettivo, infatti, è aumentare la stabilità dell’avampiede e la sicurezza nei cambi di direzione.

Nike Alphafly 4 Drop
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Fast Shot, la nuova suola

A completare il sistema c’è la nuova suola Fast Shot, sviluppata per contenere il peso e offrire trazione e aderenza sull’asfalto. La suola è pensata per mantenere il contatto con la strada durante tutta la falcata, accompagnando il lavoro combinato di schiume, Air Zoom e Flyplate.

L’intero progetto della Alphafly 4 segue quindi una logica precisa: ogni componente deve contribuire alla prestazione senza compromettere il comportamento della scarpa sulla distanza della maratona.

Nike Alphafly 4 Suola
© Nike

Più fluidità nella fase decisiva della gara

In sostanza, il punto centrale del progetto Alphafly 4 non è tanto legato alla ricerca della velocità assoluta quanto alla possibilità di conservarla. La combinazione tra la nuova ZoomX LT, la ZoomX, le unità Air Zoom aggiornate e la Flyplate in carbonio punta a costruire una piattaforma capace di accompagnare il runner per tutti i 42,195 km.

Anche la tomaia e la geometria della scarpa sono state sviluppate con la stessa finalità: mantenere il piede stabile, favorire una transizione fluida e permettere al runner di rimanere concentrato sul proprio ritmo anche quando la fatica aumenta. Un’impostazione che emerge anche da alcuni test indipendenti che parlano della versione più fluida della famiglia mai provata fino ad oggi, pur sottolineando che la scarpa mantiene sempre le caratteristiche tipiche delle precedenti generazioni.

Nike Alphafly 4 Pista
© Nike

Alphafly 4, dalla partenza allo sprint finale

A raccontare il comportamento della nuova Alphafly 4 è anche Addisu Gobena, atleta Nike vincitore della recente maratona di Sydney proprio con questo modello: «Come atleti, siamo sempre alla ricerca di nuovi traguardi, e credo che Alphafly 4 confermi quante opportunità ci siano per migliorare le prestazioni nella maratona. Personalmente mi hanno dato tranquillità dalla linea di partenza fino al traguardo. Quando la gara si è fatta difficile, ho riposto fiducia nel lavoro che avevo svolto e nelle scarpe che indossavo. Ed è andata bene».

La vittoria di Sydney ha rappresentato anche uno dei primi risultati agonistici di rilievo associati alla nuova Alphafly. Gobena, infatti, ha utilizzato un prototipo della scarpa che è disponibile dal 17 settembre 2026 su Nike.com in edizione limitata, e dal 29 ottobre 2026 in modo più ampio anche presso alcuni rivenditori selezionati.

Nike Alphafly 4, specifiche tecniche

Peso: -5% rispetto ad Alphafly 3
Drop: 8 mm

Intersuola: ZoomX + nuova ZoomX LT
Tomaia: Atomknit
Suola: Fast Shot
Piastra: Flyplate in fibra di carbonio
Ammortizzazione: doppie unità Air Zoom nell’avampiede

Disponibilità: 17 settembre 2026 (edizione limitata) e 29 ottobre 2026 (ampia) su Nike.com e rivenditori selezionati

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