È stato quasi un blitz, per poter contare sul fattore sorpresa: l’etiope campione Olimpico di maratona a Parigi 2024, Tamirat Tola, si è presentato venerdì 16 gennaio al via della Doha Marathon by Ooredoo (la prima grande 42 km del 2026) dopo che la sua presenza era stata annunciata neanche 24 ore prima. Il risultato? Vittoria e nuovo record del percorso (2:05’40”).

Maratona di Doha 2026, la lezione di un “fuoriclasse”
Quella della Doha Marathon 2026 è stata una lezione per tutti gli altri top runner: Tamirat Tola ha letto alla perfezione percorso e tattica di gara, passando alla mezza maratona in 1:02’20” insieme al folto gruppo di battistrada e pacemaker. Fin qui nulla di sconvolgente. Da lì a poco, però, è bastata una feroce variazione di ritmo (5.000 metri in 14’39”) per far alzare bandiera bianca ad alcuni runner del gruppo di testa.
Al passaggio al trentesimo chilometro sono rimasti in cinque in testa. Tamirat Tola è sembrato non avvertire la fatica sui lunghissimi rettilinei e tantomeno distratto dallo splendido panorama qatarino dipinto nel blu della baia tra lo skyline della metropoli.
A questo punto, è arrivato un altro allungo dei suoi per scrollarsi di dosso i compagni di fuga: un altro “5.000” in 14’55” a cui hanno resistito solo i connazionali Asefa Boki (ultimo a cedere e 2° all’arrivo in 2:05’55”) e Boki Diriba (3° in 2:06’26”). Il cambio di passo decisivo è arrivato a circa un chilometro dal traguardo che gli ha consegnato la vittoria in 2:05’40” con il nuovo record della corsa nonchè migliore prestazione mondiale stagionale di questo inizio 2026.

Tigist Gezahagn, un’ipovedente da 2:21′ in maratona
Nella gara femminile, invece, altrettanta ammirazione ha suscitato negli appassionati della corsa il risultato dell’etiope Tigist Gezahagn, prima donna sul traguardo della Maratona di Doha 2026 in 2:21’14”. Si tratta, infatti, di un’atleta paralimpica ipovedente (categoria T13 secondo i parametri della Federazione Paraolimpica Internazionale) che può correre senza bisogno di essere assistita da una guida. Accolta da un applauso lunghissimo sul traguardo della capitale del Qatar, Gezahagn ha chiuso la gara con quasi due minuti di vantaggio nei confronti della connazionale Tigist Girma (2:22’33”).

Maratona di Doha 2026, le top 5 uomini e donne
Uomini: 1° Tamirat Tola (Eti) 2:05’40” (nuovo record); 2° Asefa Boki (Eti) 2:05’50”; 3° Boki Diriba (Eti) 2:06’26”; 4° Dinkayem Ayele (Eti) 2:06’43”; 5° Balew Yimunle (Eti) 2:07’07”.
Donne: 1° Tigist Gebrahagn (Eti) 2:21’14”; 2° Tigist Girma (Eti) 2:21’33”; 3° Muluhabt Tsega (Eti) 2:23’21”; 4° Amana Kipyatich (Ken) 2:23’47”; 5° Roman Gidey (Eti) 2:25’29”.
Maratone 2026, la sfida di Tamarat Tola
La vittoria di Tamarat Tola a Doha apre a una riflessione sulla stagione 2026 delle maratone. Il sigillo qatariota del campione olimpico, infatti, è un messaggio di sfida all’élite della maratona mondiale: anche se il prossimo 11 agosto compirà 35 anni, l’ormai Master M35 non si sente vecchio davanti ai più giovani e veloci top runner in testa alle classifiche delle più importanti “42 km”. Nessun senso di inferiorità, ad esempio, nei confronti del kenyano Sabastian Sawe (31 anni quest’anno) o del 26enne ugandese Jacob Kiplimo (recente trionfatore ai Mondiali di Cross di Tallahassee). Al contrario, rispetto ai due best performer 2025, Tola ha dimostrato di saper interpretare sia i percorsi con salite impegnative (Parigi 2024, ad esempio, o New York dove Tola ha vinto nel 2023 con record di 2:04’58”), sia quelli piatti e veloci come appunto la Doha Marathon, Amsterdam (altra vittoria) o la Dubai Marathon dove debuttò nel 2017 con un altro record del percorso (2:04’11”).

Corsa di Miguel, in 15.000 in difesa dei diritti umani
“Quando sogno, sogno di essere un maratoneta”, scriveva il premio Nobel Eugenio Montale. E Miguel Benacio Sanchez sognava e correva. I suoi sogni morirono all’alba di un brutto giorno, quando la dittatura militare irruppe nella sua esistenza e il poeta e runner argentino diventò un desaparecido, sorte terribile comune a migliaia di oppositori politici (e non solo) in quel dramma che fu la dittatura del generale Videla, in Argentina, patria di due campioni Olimpici di maratona: Delfo Cabrera e Juan Carlos Zabala, quest’ultimo il più giovane vincitore nella storia della 42,195 chilometri a cinque cerchi (soprannominato “l’orfanello”).
Domenica 18 gennaio, a Roma, 15.000 runner hanno riempito la 27ª edizione della Corsa di Miguel, 10 km nella Capitale (oltre ai 3 km della corsa non competitiva contro il razzismo) come occasione di sport, socializzazione e sensibilizzazione, in un momento storico critico per le sorti della democrazia mondiale. A vincere la Corsa di Miguel di quest’anno entrando per primi nello Stadio Olimpico di Roma nel ricordo del poeta podista, sono stati Gabriele Gerratana (Aeronautica, 29’31”) e Lucia Mitidieri (Piano ma arriviamo, 34’47”).
