Otto anni di squalifica che hanno il peso di una sentenza definitiva. Lhoussaine Oukhrid, runner italo-marocchino e recente campione italiano di maratona, è stato sanzionato dalla Procura Nazionale Antidoping per una seconda violazione delle norme antidoping. Il provvedimento, reso noto nei giorni scorsi, di fatto mette fine alla sua carriera agonistica.
La Procura ha inflitto all’atleta, tesserato FIDAL, una squalifica di otto anni per la violazione degli articoli 2.1 e 2.2, relativi alla presenza e all’uso di sostanze proibite. La sostanza riscontrata è l’Eritropoietina Ricombinante (EPO). La squalifica decorre dal 25 giugno 2025 e terminerà il 24 giugno 2033.
Oukhrid era tornato alla ribalta lo scorso febbraio, quando aveva conquistato il titolo italiano di maratona alla Maga Circe. Un successo che oggi viene inevitabilmente oscurato dalla nuova positività e dal conseguente provvedimento disciplinare.
Non si tratta però di un caso isolato. Già nel 2017, infatti, Oukhrid era risultato positivo alla stessa sostanza ai Campionati Italiani di mezza maratona di Agropoli, episodio che gli era costato una squalifica di quattro anni. Questa seconda violazione rende la nuova sanzione particolarmente pesante: per un atleta che ha superato i quarant’anni, otto anni di stop equivalgono, di fatto, a una squalifica a vita.
Nel medesimo comunicato, la Procura Nazionale Antidoping ha reso noto anche un secondo provvedimento: sei mesi di squalifica per Corrado Buscemi, tesserato FIDAL con la Asd Trinacria, per violazione dell’articolo 2.1. In questo caso la sostanza riscontrata è il betametasone