Techno-doping: i vantaggi delle “chiodate” di ultima generazione

Su Correre di luglio Filippo Pavesi presenta un nuovo studio che ha reso evidenti gli effetti delle diverse tipologie di “calzature a tecnologia avanzata” nelle corse dell’atletica e soprattutto per il mezzofondo su pista. Un lavoro che indica come dare una misura dei reali vantaggi dell’innovazione.

F.Grana

«Le cosiddette “Scarpe a tecnologia avanzata” sono piuttosto discusse da alcuni anni, in quanto considerate una sorta di tecno-doping, capace di migliorare artificialmente le prestazioni degli atleti.

Grazie ai progressi nella scienza dei materiali, oggi quasi tutte le calzature da gara utilizzano intersuole estremamente elastiche, integrate da leggeri elementi di irrigidimento incorporati nell’intersuola.» Con questa premessa, Filippo Pavesi dà spazio su Correre di luglio a uno studio che permette di “misurare” i vantaggi prodotti sulla performance da questo tipo di calzature.

Come cambia la performance?

«Nella primavera 2024 ho avuto il piacere di assistere alla presentazione di un articolato studio, inteso a valutare il vantaggio che le scarpe chiodate a tecnologia avanzata, attrezzate con un plate in carbonio o in Pebax (marchio “Arkema” per il suo elastomero termoplastico “PEBA” = polyether-block-amide, nda) possono apportare alla performance dell’atleta.

Al tempo stesso, in questo lavoro si è cercato di capire quale tipo di scarpa sia più indicata per i diversi atleti e quale tipo di suola possa procurare un maggiore vantaggio prestazionale. Si è anche cercato di comprendere come le scarpe chiodate a tecnologia avanzata possano modificare la cinematica di corsa dei soggetti coinvolti nella ricerca.»

I dettagli dell’esperimento

La ricerca è stata articolata in uno studio cinematico (con 5 prove da 400 metri, con le scarpe chiodate, a un ritmo costante pari al 110% dello season best di ogni atleta sui 3.000 metri piani), uno studio fisiologico ( nel corso del quale sono stati misurati la produzione di acido lattico, il dispendio energetico della corsa e il VO2Max), un approfondito lavoro statistico sulle migliori prestazioni annuali su pista e su strada, per trovare possibili prove di potenziali effetti sistematici sulle prestazioni, da quando sono state introdotte le scarpe a tecnologia avanzata.

L’analisi si è basata sulle 100 migliori prestazioni all’anno, per uomini e donne, in eventi outdoor dal 2010 al 2022, redatte da World Athletics. È stato così possibile predisporre un solido database per il periodo precedente all’introduzione delle scarpe a tecnologia avanzata prendendo in esame:

– per mezza maratona e maratona, i risultati dal 2010 al 2015;

– per le corse da 100 a 10.000 metri, i risultati dal 2010 al 2018.

I periodi di osservazione per le nuove scarpa da strada e da pista sono invece iniziati rispettivamente nel 2016 e nel 2019 (l’annata agonistica del 2020 è stata esclusa dall’analisi per problemi legati al Covid-19).

Il confronto tra le due “epoche tecnologiche” ha permesso di calcolare quanto la tecnologia abbia inciso sui risultati degli eventi veloci (da 100 metri a 400 metri a ostacoli), su quelli invece di corse su media distanza (dai 400 ai 3.000 m a siepi), e quanto invece nelle corse sulle distanze dai 5.000 metri alla maratona.

 

Questo contenuto è una sintesi dell’articolo “Tecno-doping: i vantaggi delle “chiodate” di ultima generazione”, di Filippo Pavesi, pubblicato alle pagine 28-34 di Correre n. 489, luglio 2025.

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