Viva l’Italia

ZONA MISTA / Commentiamo il secondo successo consecutivo della nazionale azzurra ai Campionati Europei a squadre

Devastanti. Così via “social” si è espresso il capitano della nazionale azzurra Gimbo Tamberi dopo il successo dell’Italia sulla Polonia e Germania nel Campionato Europeo a squadre di atletica (ex Coppa Europa) disputatosi a Madrid, in un clima torrido per tutti i quattro giorni.

Un distacco da grande corsa su strada di ciclismo, un divario tra la prima classificata (Italia) e la seconda (Polonia) da Giro delle Fiandre, o da Parigi Roubaix, fate voi. Due anni fa a Chorzow in Slesia, l’Italia con sette primi posti vinse staccando nettamente i padroni di casa della Polonia, questa volta i successi sono stati “solo” tre da parte delle nostre punte di diamante: Nadia Battocletti che ha letteralmente scherzato le avversarie nei 5000 con un ultimo giro da quattrocentista, il grande gigante gentile Leo Fabbri nel peso era favorito ma le bordate over 21 metri le ha piazzate, poi Larissa Iapichino nel lungo. La sua vittoria è ancora più importante per essere riuscita ad atterrare nella sabbia a 6,92 all’ultima prova.

Tre successi ma anche secondi posti di prestigio magari inattesi, come quello di Francesco Pernici negli 800, oppure di Simone Biasutti che sostituiva Andy Diaz nel triplo. Nel corso delle quattro giornate, la prima dedicata solo al salto con l’asta, ha avuto due momenti in cui il vento ha girato a nostro favore, dopo che il primo giorno aveva visto al comando l’Olanda. Il venerdì è stata una  giornata abbastanza infausta, con l’infortunio di Lorenzo Patta nei 100. Un vero peccato perché lo sprinter sardo è forse il solo rimasto di una staffetta 4×100 che ha come si dice il “fiato corto”, con Jacobs ai box, Pippo che non esalta, Melluzzo operato, Desalu ottimo curvista, si dedica ai 200, mentre gli altri come Rigali e Ceccarelli sono alla ricerca di una condizione decente.

Scusate la digressione. Torniano a Madrid. Il punto di svolta il terzo posto di Eloisa Coiro, romana negli 800, esempio di dedizione e voglia di lottare, l’altro arriva la domenica pomeriggio da una semisconosciuta Paola Padovan nel giavellotto, specialità negletta dell’atletica, ferma in campo femminile a Zhara Bani. L’atleta ha scagliato l’attrezzo a 57,91, quinto posto e punti preziosi. Inutile dire al termine del Campionato Europeo la gioia espressa da tutta la squadra che ha dato per l’ennesima volta la dimostrazione di unità, di voglia di stare insieme, come ha sempre predicato “don” Antonio La Torre DT degli azzurri, pure il presidente Mei che ha ricordato che a lui non piace perdere, riferendosi alla sua mancata elezione nella Giunta Coni avvenuta giovedì a Roma, che ha visto succedere al trono di Palazzo Luciano Bonfiglio. La stagione prosegue. Ne vedremo delle belle almeno sino all’inizio dell’autunno.

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