World Athletics introduce il test salivare per determinare il sesso biologico delle atlete

La misura, annunciata da Sebastian Coe, punta a garantire l’equità nelle competizioni femminili. Levorato: “Tutela necessaria, ma serve anche supporto psicologico”.

World Athletics ha ufficializzato una nuova misura destinata a far discutere: l’introduzione di un test salivare per accertare se un’atleta è biologicamente donna. A darne l’annuncio è stato il presidente Sebastian Coe, nel corso di una conferenza stampa seguita ai Mondiali indoor di Nanchino (Cina).

«È un modo molto importante per creare fiducia e mantenere l’integrità delle competizioni femminili», ha dichiarato Coe. La decisione è il risultato di un processo di consultazione condotto a livello globale e sarà applicata, con ogni probabilità, a partire dai Campionati del Mondo di Tokyo in programma dal 13 al 21 settembre.

Il test, basato su un semplice tampone orale, è stato scelto anche per la sua scarsa invasività. «Non si tratta solo di parlare dell’integrità dello sport femminile, ma di garantirla», ha ribadito Coe, che ha aggiunto: «Questa politica resisterà anche a eventuali sfide legali».

In Italia, il dibattito è stato seguito con attenzione dalla vice presidente della FIDAL Manuela Levorato. L’ex sprinter azzurra – tra le più veloci della storia tricolore – ha sottolineato la complessità della questione: «È un tema che tocca ambiti personali e sociali delicati. Ma partendo dal presupposto che tutti hanno diritto a fare sport, qualcosa bisogna pur fare. La tutela della donna è sacra e le gare devono essere alla pari».

Secondo Levorato, il confronto all’interno della federazione italiana è stato ampio e articolato, anche alla luce dei casi già segnalati in varie categorie, compresi i master: «Servirebbero supporti psicologici, perché dietro ci sono storie di sofferenza. Abbiamo prodotto un dossier dettagliato, ma non esistono soluzioni semplici».

Infine, un ricordo personale: «Un test simile l’ho fatto nel 1996, ai Giochi del Mediterraneo. A tutte le atlete venne chiesto un prelievo salivare. Ricordo bene che, in pista, qualche dubbio su alcune avversarie mi è capitato di averlo. Era tempo di fare qualcosa, anche se trovare la strada giusta resta difficile».

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