Sono partiti in due tronconi da Milano e da Roma i 37 azzurri che dal 6 al 9 marzo rappresenteranno l’Italia nel primo degli appuntamenti più importanti dell’anno: gli Europei indoor di Apeldoorn (Olanda), località distante un’ottantina di chilometri da Amsterdam, nota per il suo impianto al coperto dove si sono disputati gli Europei di ciclismo in pista all’inizio del 2024 e per il museo Kröller-Müller con una collezione di opere del pittore Van Gogh.
Abbiamo sentito prima della partenza il DT Antonio La Torre ancora soddisfatto della prova delle nazionali giovanili under 18 e 20 a Metz nell’ultimo fine settimana.
“Abbiamo vinto il triangolare con Francia e Portogallo nel Nord-Est della Francia, mostrando elementi di assoluto valore mondiale, come Elisa Valensin che ormai è una carta sicura anche per la nazionale maggiore prima con 23”39 nei 200 è la terza azzurra di sempre, poi Alessio Succo che nei 60hs sigla un crono di 8”09 tempo che nessun’altra allieva al mondo ha mai corso nella storia e che sfiora l’8.07 record del 9 febbraio ad Ancona, la triplista Erika Saraceni, capitana azzurra al femminile che si conferma dalle parti del 13,71 di domenica scorsa ad Ancona. In Francia è atterrata a 13,68 e Margherita Castellani, sempre nei 200 ma nelle allieve”.
Siamo ben “coperti” per il futuro?
“Direi di sì. Solo un paio di stagioni fa, senza Marcell Jacobs e Gimbo Tamberi eravamo quasi in difficoltà, ora possiamo permetterci di lasciarli tranquillamente a casa ad allenarsi”.
Lei come al solito non ama palare di medaglie, lo fa anche questa volta?
“Sì. Parlo di azzurri più competitivi, da loro potrebbero arrivare allori”.
Chi sono?
“I due pesisti Leo Fabbri e Zane Weir, che tra l’altro partiranno per ultimi, la loro finale è domenica. Mattia Furlani e Larissa Iapichino nel lungo, i triplisti Andrea Dallavalle e Andy Diaz, e Zaynab Dosso nei 60m. A questi aggiungo i quattrocentisti Alice Mangione e Luca Sito, da loro mi aspetto ottime prestazioni e, non dico altro.”
La novità tra i convocati è quella di Lorenzo Simonelli che non abbiamo ancora visto all’opera nel 2025.
“Il vice campione mondiale indoor dello scorso anno e campione europeo a Roma degli ostacoli è alla sua prima uscita stagionale, dopo un infortunio. Vedremo cosa riuscirà a fare”.
Nessuno forse si attendeva la convocazione di Samuele Ceccarelli che agli Assoluti di Ancona non ha di certo brillato con 6”70 in finale nei 60m.
“Ceccarelli è il campione europeo uscente, due anni fa precedette Marcell Jacobs, sia agli Assoluti che agli Europei di Istanbul, dobbiamo dare al ragazzo un’altra possibilità che speriamo sappia far fruttare”.
Parliamo di salto in alto?
“Ci presentiamo senza Stefano Sottile, che quest’anno in Germania è salito sino a 2,31, il ragazzo è rimasto a casa per un problema fisico. Era una medaglia sicura. A Manuel Lando e Matteo Sioli (2,28 agli Assoluti di Ancona), dirò loro prima di entrare in pedana: divertitevi. Nessuna pressione su di loro”.
La spedizione azzurra è abbastanza numerosa: 37 convocati (19 uomini e 18 donne), dopo le controprestazioni di Madrid di venerdì scorso hanno dichiarato forfait Simone Barontini (ritirato negli 800) ed Elena Bellò (con un modestissimo 2’04”35/800) Non sono troppi i convocati?
“Gli Europei sono vicini a casa, vogliamo essere inclusivi”
Mancando Gimbo Tamberi chi sarà il capitano della nazionale?
“Verrà stabilito sul posto, di concerto con il presidente Stefano Mei, non abbiamo ancora deciso se nominarne uno per gli uomini e una per le donne, oppure un capitano unico. L’anzianità. Ovvero il numero di presenze, non fa grado”.