Come superare la crisi: la prevedibilità dell’imprevisto
In realtà è impossibile evitare le crisi. Anche in una tranquilla escursione in montagna dopo un po’ di ore si presentano delle piccole crisi, figuriamoci in una prova di trail running. Accettato che evitarle è impossibile, non rimane che fare di tutto per ridurne l’eventualità, agendo su più fronti:
• gestire al meglio l’equipaggiamento e il vestiario, perché poche cose buttano giù di morale come essere costretti al ritiro per una scarpa sbagliata o un capo antivento lasciato a casa perché giudicato inutile;
• collaudare durante la preparazione la strategia nutrizionale che si addotta in gara, in modo da utilizzare solo nutrienti utili e ben tollerati (condizione molto soggettiva);
• inserire nella preparazione dei lunghi “propedeutici” da svolgere su tracciati che riproducano il più possibile le condizioni della gara, perché questo è l’unico vero modo di allenare l’endurance metabolica, perché permette di capire quali ritmi siano tollerabili e ben sopportati (quindi adatti a essere sostenuti nella competizione), utilizzando la tecnica del passo-corsa con lo scopo di abituarsi a stare a lungo sulle gambe senza incappare in situazioni di sovrallenamento.
Il tutto senza dimenticare un alleato straordinario: la forza della nostra mente i cui stimoli positivi possono aiutarci là dove tutti gli altri consigli qui descritti non riescono a salvarci dal ritiro.
La forza mentale diventa importante anche là dove le difficoltà non sono dentro, ma fuori di noi, perché non dobbiamo mai dimenticare che stiamo correndo in natura, e gli ostacoli possono arrivare dal contesto in cui corriamo con tutta una serie di situazioni di imprevedibilità legate all’ambiente, al terreno e al clima.
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