Il magnifico record italiano di maratona di Iliass Aouani alla Tokyo Marathon (2:04’26”), ha calamitato l’attenzione di tifosi e appassionati del running. Ma ieri è stata anche una giornata ricca di risultati importanti che non possono essere dimenticati, come quelli della RomaOstia Half Marathon che ha festeggiato una 51ª edizione da record. E non solo in fatto di partecipanti (13.500 provenienti da 100 nazioni). Stiamo parlando, nello specifico, del keniano Michael Kiplangat Temoi che, dopo aver staccato i compagni di fuga all’altezza del 15° chilometro, ha vinto in 58’00”; due secondi meglio di quanto fece nel 2022 il suo connazionale Sabastian Sawe (58’02”), cioè uno dei più forti maratoneti al mondo.

RomaOstia Half Marathon 2026, analisi tecnica e risultati
Ma qual è il valore tecnico del risultato di Temoi alla RomaOstia Half Marathon? Il keniano è stato il secondo miglior debuttante di sempre con 58’00”, miglior tempo dell’anno e l’ottavo di sempre. Sul podio altri due connazionali, James Kipkoech Kipkogei (58’39”) e Peter Kibenei Tuitoek (59’05”) e in 5 hanno chiuso la RomaOstia in meno di un’ora.
Quello che un po’ dispiace è che in queste magnifiche performance compaia l’asterisco con sigla “dh”, ovvero downhill, ad indicare un percorso “eccessivamente discendente” per i parametri della World Athletics. La gara è stata appassionante, impostata subito su passaggi “proibitivi” (primi 5 km corsi in 14’02”).
Tra i migliori runners italiani figurano i nomi di Giuseppe Gerratana (Aeronautica, 1:04’25”), Ademe Cuneo (Cosenza K42, 1:04’34”) e Alessandro Giacobazzi (Aeronautica, 1:04’43”). Più “umana” la gara femminile con 1ª la keniana, Janet Mutungi, che ha chiuso in 1:08’11”. Tra le prime italiane Laura Biagetti (Corradini, 1:13’11”), Giulia Vettor (Cus Parma, 1:15’03”) e Isabella Caposieno (Orecchiella, 1:15’44”).

Termal Bologna Marathon 2026, tre distanze per una grande festa
Bologna “la dotta” (chiamata così per la più antica Università del mondo), ha proposto tre diverse distanze, tutte care ai maratoneti e… agli aspiranti tali: 42,195, 30 e mezza maratona. Il crono all’arrivo è stato in linea con il livello medio delle maratone italiane: vince il keniano Ismael Khalale in 2:16’30” davanti a Peter Murithi (2:17’36”) e allo “scalatore italiano” Italo Cassol (La Recastello) in 2:22’12”. Al 6° posto sesto l’ultramaratoneta Alessandro Milani (Atl. Monfalcone, 2:28’39”).

Tra le donne, invece, la keniana Sheila Chepkech si è imposta in 2:32’49” davanti a una Federica Moroni dalla consistenza quasi infinita: 2:50’59” dopo poco più di una settimana dallo show all’Ultramaratona del Conero dove nella 50 km (gara valida per i Campionati Italiani) ha realizzato il record italiano (3:24’00”) prendendosi il primato che apparteneva a Laura Gotti dal 2017 (3:24’10”). Al 3° posto Elisabetta Lucchese (Team Km) in 3:02’13”.

Sui 30K vincono Nicolò Petrin (Venicemarathon, 1:44’24”) e Giorgia Venturi (Ozzanese, 1:56’02”), mentre nella mezza maratona tagliano per primi il traguardo Riccardo Mugnosso (Sicilia Running Team, 1:06’50”) e la rumena Andrea Lucaci (Atletica Vinci, 1:21’44”).
Atlanta, caos ai Campionati Nazionali US mezza maratona
Un po’ di caos ad Atlanta (Georgia) in occasione dei Campionati Nazionali US di mezza maratona, vinti da Wesley Kiptoo in 1:01’15”. L’auto in testa alla gara delle donne e una moto della TV hanno sbagliato strada all’altezza del traguardo intermedio delle 12 miglia (19,3 km) conducendo così fuori percorso Jess McClain, Anna Grace Hurley ed Ednah Kurgat. La prima a salvarsi dalla deviazione è stata Molly Born, che ha vinto in 1:09’43”.
Inutili i reclami delle atlete danneggiate da questo errore, che hanno evidenziato come sui loro tre GPS fosse indicato un percorso totale di 21,9 chilometri. I rappresentanti della USATF (Federatletica USA) hanno dichiarato valido il campionato, ma hanno rinunciato a considerarlo valido come “trial” per la selezione della squadra che parteciperà al Mondiale di mezza maratona che si svolgerà a settembre a Copenhagen. Insomma, tutto il mondo è paese.

Tel Aviv, correre la maratona in uno scenario di guerra
Sembra incredibile, ma nei giorni dell’attacco congiunto USA-Israele all’Iran, proprio in Israele si è disputata la Tel Aviv Marathon, vinta da Dickson Nyakundi (Kenya, 2:10’14”) e Gebriela Bakari (Etiopia, 2:35’20”).