LIBRI / “Qualcuno con cui correre” di David Grossman è un romanzo capace di penetrare nel mistero dell’adolescenza per mostrarci la generosità e la grandezza di cui i giovani sono capaci.
“Qualcuno con cui correre” non è un manuale, né un libro tecnico sulla corsa. È un romanzo. Ma è anche qualcosa di più.
Scritto da David Grossman, uno dei maggiori autori israeliani contemporanei, il libro racconta una storia di corpi in movimento, città da attraversare, e legami che si creano a passo di corsa.
Per chi ama correre, non è solo una lettura consigliata: è un’occasione per riflettere sul senso stesso della corsa, sulle sue implicazioni fisiche, emotive, sociali. E sul bisogno, umano e universale, di qualcuno con cui farlo.
Di cosa parla “Qualcuno con cui correre”
Pubblicato in Italia da Mondadori e tradotto in oltre 20 lingue, Qualcuno con cui correre racconta la storia di Assaf, un ragazzo timido che riceve un incarico curioso: deve rincorrere un cane randagio per scoprire chi sia il suo proprietario.
Quel cane, Dinka, lo condurrà a Tamar, una ragazza misteriosa che ha scelto di vivere per strada. Da quel momento inizia una doppia corsa: fisica, nella città di Gerusalemme, e interiore, fatta di scelte, paure e ricerca di libertà.
La corsa come metafora
In questo romanzo, correre non è mai solo un gesto atletico. È un modo per:
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fuggire e trovare
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cercare contatto con sé stessi e con gli altri
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resistere, anche quando tutto sembra crollare
Assaf non è un runner, ma impara a muoversi, a orientarsi, a respirare, a tenere il ritmo. Il suo corpo cambia, cresce, si adatta.
Tamar corre per proteggersi, per non farsi prendere, per andare avanti. Entrambi si trasformano.
E noi lettori, soprattutto se corriamo davvero, ci riconosciamo in questa tensione tra spinta e paura, solitudine e incontro.
Perché parla anche a chi corre davvero
“Qualcuno con cui correre” ci ricorda che:
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la corsa è relazione: un cane, un’amica, un compagno di squadra, un gruppo
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correre da soli può essere potente, ma condividere la strada con qualcuno cambia tutto
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ogni percorso è una storia: anche la più casuale delle uscite può portarci a una svolta
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non si corre sempre per vincere, ma per capire, respirare, liberarsi
In un’epoca dove si corre spesso per competere o migliorarsi, Grossman ci restituisce la corsa nella sua forma più umana e narrativa.
Una lettura per ogni runner (e non solo)
Se hai già letto Grossman, sai che ama parlare di sentimenti forti, legami familiari, crescita e fragilità.
In Qualcuno con cui correre, questi temi passano attraverso il corpo: il passo, il fiato, le gambe che tremano, il cuore che accelera, la fatica che diventa fiducia.
È una lettura consigliata per:
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runner solitari
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chi corre in gruppo
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adolescenti che iniziano a correre
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chi ha perso il senso delle proprie uscite
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chi cerca motivazione, dentro e fuori dallo sport
Curiosità: il film
Dal romanzo è stato tratto anche un film omonimo nel 2006, diretto da Oded Davidoff.
La trasposizione mantiene il cuore della storia, valorizzando il dinamismo visivo delle fughe, delle corse, dei luoghi notturni e sotterranei di Gerusalemme.
Non è necessario vederlo per leggere il libro, ma è un buon complemento visivo per chi ama il cinema narrativo e sociale.
“Qualcuno con cui correre” è un titolo che resta impresso, e non solo per la sua musicalità.
Per chi ama la corsa, come sport o come esperienza, è un invito a riscoprire il significato del correre insieme, del condividere la fatica e la scoperta, dell’incontrarsi lungo il cammino.