Per oltre quindici anni, la Ghost di Brooks è stata una delle scarpe da corsa più riconoscibili del mercato: affidabile, equilibrata e capace di conquistare runner di ogni livello senza inseguire mode o soluzioni estreme. Con la nuova Ghost AMP, Brooks cambia però registro. L’obiettivo, infatti, non è sostituire uno dei suoi modelli più iconici, ma affiancargli una versione più leggera, dinamica e reattiva, pensata per chi cerca una daily trainer moderna senza ricorrere a piastra o geometrie esasperate. In linea con un mercato del running sempre più flessibile soprattutto nei confronti degli amatori.

Brooks Ghost AMP, fondo lento e ritmo… senza compromessi!
Per Brooks, Ghost AMP rappresenta uno dei cambiamenti più significativi nella sua storia recente: il nuovo composto DNA HYPE (con infusione di azoto) che lavora in coppia con la tecnologia SpringRamp (che favorisce la spinta propulsiva), la riduzione del peso e la forma riprogettata, hanno dato vita a una scarpa che conserva la stabilità tipica della famiglia Ghost, con il plus di una “brillantezza” poco comune fino ad ora in questa linea del brand statunitense.
Ghost AMP diventa, quindi, una scarpa ideale per rispondere sia al fondo lento che a ritmi più elevati. Per capirne di più, abbiamo scelto Paolo Capriotti (runner, triatleta di lunghe distanze e allenatore), per testare la nuova nata in casa Brooks: «L’ho voluta mettere alla prova tra allunghi e cambi di ritmo», ci ha raccontato Capriotti. Ed ecco com’è andata.

Il fondo lento
Nella scheda tecnica della Ghost AMP si legge: “Nei tratti a ritmo costante, la mescola DNA HYPE con infusione di azoto offre un appoggio morbido ma stabile, senza cali di sensibilità dopo i primi chilometri”. E ancora: “La tomaia in maglia traspirante, leggera ma contenuta nelle zone laterali, accompagna il piede senza costrizioni per l’intera durata dell’uscita”.
Condizioni verificate sul campo direttamente da Paolo Capriotti: «Confermo parola per parola. La geometria della Ghost Amp è ottima: il drop di 6 mm rende la corsa più naturale, favorendo un appoggio centrale e una migliore spinta in avanti. Inoltre, la leggerezza e la struttura della tomaia garantiscono un fit avvolgente e molto confortevole mentre si corre».

I cambi di ritmo
«Un’altra promessa da parte Brooks era che la SpringRamp Technology, agendo sulla fase di spinta dell’avampiede, restituisse un’accelerazione pulita, senza rigidità né perdita di controllo», ha raccontato Capriotti, che proseguendo nel test ha dichiarato: «Dopo averla provata posso dire che questo modello risponde bene ai cambi di velocità e ai ritmi sostenuti, oltre a offrire un buon comfort anche sulle uscite più lunghe».

Alla fine del test su strada, le sensazioni provate durante la corsa sono state ancora più chiare, come ha spiegato Paolo Capriotti: «La Ghost Amp è un modello leggero e versatile che non chiede compromessi tra fondo e ritmo. L’appoggio resta stabile sulle distanze lunghe, ma la scarpa sa anche rispondere quando serve cambiare passo».