La diastasi addominale riguarda soprattutto le donne nel post-gravidanza, ma può colpire anche gli uomini. Su Correre di novembre Bianca Lenci (Fisioterapista) spiega il giusto percorso da seguire per tornare a correre in modo sicuro ed efficace.
“La gravidanza, per la maggior parte delle donne, è uno dei periodi più felici della vita, ma anche un momento di rinunce. Si evitano certi alimenti, bevande, abitudini e attività sportive tra cui la corsa.”
“Comprensibilmente, dopo il parto, la neo-mamma non vede l’ora di riprendere tutto ciò che ha dovuto accantonare per nove mesi per il bene del bambino. È importante, però, sottolineare che, almeno per quanto riguarda il running, è consigliabile una ripresa graduale, preceduta da una valutazione medica. In particolare, è utile verificare tramite ecografia, con il proprio ginecologo, se la diastasi fisiologica dei retti addominali si stia riducendo nel primo anno post-partum, fino alla sua naturale risoluzione.”
Questa è la premessa al contenuto pubblicato su Correre di novembre, curato dalla fisioterapista Bianca Lenci.
Diastasi addominale: che cos’è
Bianca Lenci si incarica subito di spiegare cosa sia la diastasi addominale: “Una condizione caratterizzata dalla separazione dei muscoli retti dell’addome, i muscoli della parete addominale anteriore. Quando non vi è alcun difetto nella fascia connettivale sottostante, non si parla di ernia addominale, ma la fascia in questi casi risulta più sottile e la trazione effettuata dai muscoli addominali in questa zona rappresenta un fattore di rischio per future ernie”.
Una “condizione” che, però, precisa subito l’esperta, non riguarda solo le donne: anche gli uomini possono svilupparla, perché le cause, oltre alla gravidanza, comprendono obesità, sport che comportano carichi elevati e scorretta gestione della pressione addominale con cedimenti dei tessuti connettivi associati a invecchiamento, deficit ereditari di collagene, fumo e diabete.”
Diastasi addominale: tutto ciò che occorre sapere
Nelle cinque pagine dedicate all’argomento su Correre di novembre la nostra esperta illustra le varie localizzazioni in cui il problema può intervenire, precisa quali siano i casi in cui è sufficiente un trattamento fisioterapico conservativo e quelli invece in cui si rende necessario un intervento chirurgico, elenca gli effetti negativi della diastasi addominale e suggerisce le domande da porre ai diversi specialisti che è opportuno coinvolgere per uscire definitivamente dalla patologia.
“La diastasi, infatti – scrive Bianca Lenci -, è una condizione che va affrontata in équipe, con il coinvolgimento di più figure professionali: ginecologo, chirurgo generale o plastico, ecografista, nutrizionista, fisioterapista e personal trainer”.
Questo testo è una sintesi del contenuto “Corsa e diastasi addominale”, di Bianca Lenci, pubblicato alle pagine 38-42 di Correre di novembre.