orientamento

In caso di perdita dell’orientamento

Quando si praticano attività outdoor, quella di perdersi è un’evenienza sempre possibile. Su Correre di Agosto scopriamo che cosa accade nel nostro cervello in queste situazioni, evitando di prendere decisioni disastrose. I consigli di Pietro Trabucchi.

Chi non si è mai perso in vita sua alzi la mano. Difficile che non vi sia mai capitato, se amate allenarvi in natura o se avete partecipato a trail lunghi, magari con fasi in notturna. 

Chi si perde in luoghi selvaggi spesso compie un lunghissimo tragitto rispetto al punto iniziale. Riuscire a comprendere e prevedere i comportamenti di chi ha perso l’orientamento è fondamentale per i soccorritori, che possono risparmiare tempo, un fattore fondamentale ai fini della sopravvivenza, spiega il nostro esperto Pietro Trabucchi.

I bias cognitivi

Con la definizione bias cognitivi si intendono pensieri e processi decisionali distorti, della cui infondatezza il soggetto è inconsapevole, favoriti da alti livelli di stress emotivo o dalla stanchezza estrema tipiche di una persona che sa di essersi persa. Se avete l’impressione che lì il sentiero dovrebbe girare a sinistra e non a destra, oppure che il colle non debba essere in quella direzione, vale la pena di fermarsi un attimo e approfondire. 

Meglio tornare indietro o comunque fermarsi

Come agire se succede? La regola aurea dice che, quando ci si rende conto di avere perso l’orientamento, la cosa migliore da fare sia cercare di tornare a ritroso verso l’ultimo punto noto, spiega Trabucchi.

Se andare indietro non è possibile, le ricerche dimostrano che le probabilità di sopravvivenza siano molto più alte se ci si ferma e ci si concentra sulle priorità del mantenersi in vita, piuttosto che esaurire le energie vagando a casaccio, aggiunge Trabucchi prima di analizzare nel dettaglio le potenzialità di uno strumento che potrebbe rivelarsi indispensabile: il segnalatore satellitare.

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio “Smarrire l’orientamento”, di Pietro Trabucchi, pubblicato su Correre n. 430, agosto 2020 (in edicola a inizio mese), alle pagine 40-41.

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