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Alla ricerca del sonno perduto

Un approfondimento scientifico sui meccanismi del sonno e sui disturbi che lo caratterizzano, sulle tecniche di rilevamento (polisonnografia e actimetria) e sulle diverse sfere biologiche su cui agiscono la fase di sonno profondo e la fase REM.

Esiste un fondamento scientifico alla pretesa di monitorare e migliorare la nostra qualità del sonno, come promettono i tanti smartwatch sul mercato? Con questo quesito si apre l’articolo del nostro esperto di psicologia Pietro Trabucchi. 

Il rilevamento dei dati

“Il sonno e i suoi relativi disturbi sono sempre stati studiati scientificamente con una metodologia denominata polisonnografia, una tecnica che registra una serie di parametri quali attività cerebrale, livelli di ossigeno, indicatori cardiaci e pressori, respirazione”, ricorda l’autore. I dati vengono poi elaborati e interpretati sia a mezzo della competenza dello specialista sia tramite algoritmi computerizzati. 

Come monitorare le fasi del sonno

“Tenendo lo smartwatch al polso durante la notte, vengono registrati tutti i micro-movimenti del soggetto; negli ultimi anni varie ricerche sono riuscite a collegare per via statistica la frequenza dei movimenti del dormiente a specifiche fasi del sonno stesso. L’actimetria è poi stata utilizzata in parallelo con la tradizionale PSG, dimostrando una sostanziale sovrapponibilità dei dati ricavati”, spiega ancora Trabucchi.

“I migliori smartwatch forniscono parametri del sonno attendibili già divisi in categorie: ad esempio sonno leggero e profondo, fase REM e risvegli. 

È importante analizzare per prima cosa i risvegli e, nel caso siano frequenti, consultare uno specialista o uno dei centri per lo studio del sonno presenti in molti ospedali o cliniche universitarie.” 

L’autore conclude poi il suo approfondimento analizzando le diverse sfere biologiche su cui agiscono la fase di sonno profondo e la fase REM.

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio “Alla ricerca del sonno perduto”, di Pietro Trabucchi, pubblicato su Correre n. 431, settembre 2020 (in edicola da inizio mese), alle pagine 74-75.

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