Sebastian Vettel torna a correre… non più in pista, ma alla Maratona di Londra. Il campione tedesco parteciperà il prossimo 26 aprile alla Maratona di Londra per raccogliere dei fondi da devolvere in beneficenza.
La 42 chilometri londinese, infatti, è da sempre un evento capace di raccogliere milioni di sterline in beneficenza: più di tre quarti dei 60mila partecipanti corre per scopi benefici. Lo scorso anno, ad esempio, sono stati raccolti più di 87 milioni di sterline.
In particolare Vettel correrà, insieme a Tom Clarkson, giornalista e volto dei canali ufficiali della Formula1, per raccogliere fondi a favore di due associazioni: Grand Prix Trust e la Brain & Spine Foundation. La prima offre sostengo ai lavoratori del mondo della Formula 1, la seconda, fondata da Sid Watkins, per lunghi anni medico ufficiale del campionato automobilistico più famoso del mondo, supporta i malati di malattie neurologiche.
Nel corso della sua carriera, terminata nel 2022, Sebastian Vettel si è sempre speso nel sociale e dopo il ritiro ha messo in pista la sua persona a favore di numerose iniziative. Tra le ultime, F①REST, presentata all’ultimo GP a San Paolo per porre l’attenzione sulla salvaguardia della foresta amazzonica.
Proprio in occasione della sua ultima gara, ad Abu Dhabi, organizzò sulla pista che l’avrebbe visto dare l’addio alle corse, la “Run With Seb” una corsa non competitiva a cui parteciparono più di 200 persone tra gli altri Mick Schumacher.
Che rapporto hanno i piloti di automobilismo con la maratona?
Lo abbiamo chiesto proprio a un pilota professionista italiano, il trentaduenne Nicolò Rocca, che ha debuttato alla Wizz Air Milano Marathon del 12 aprile scorso (nella seconda parte di questo articolo il resoconto della gara) chiudendo i 42,195 chilometri in 3:25’. Nicolò è al volante fin da bambino: a nove anni correva già sui kart e ha vissuto successive esperienze in Formula BMW e Formula Renault, per poi passare alle stock car e approdare alla Nascar Whelen Euro Series.

«Sono molti i piloti che utilizzano il running come sport secondario per tenersi in forma, ma la quantità di chilometri e di allenamenti che devi affrontare per preparare bene una maratona è per noi difficile da sostenere: partecipiamo spesso a 10 km e mezze maratone, e mi è capitato più volte di avere in team colleghi che erano discreti runner – ci ha raccontato Nicolò.
Il beneficio principale del running nell’automobilismo – ha continuato – è che contribuisce a mantenere bassa la frequenza cardiaca, che nello stress delle alte velocità tende invece a salire e a diventare irregolare. Un buon allenamento di running aiuta a sopportare bene la stanchezza e a evitare di perdere lucidità e prontezza di riflessi.
Con la maratona ho voluto mettere alla prova la capacità di sopportare a lungo la fatica, in quegli ultimi dieci chilometri in cui il corpo mi implorava di fermarmi. Riproverò in autunno per battere il record di famiglia!»
Sia come runner sia, soprattutto, come pilota, Nicolò, infatti, è figlio d’arte: Marco Rocca, noto manager del running, ha vissuto esperienze che vanno dal turismo alla Formula 2, dai Rally all’Euro Nascar, dalla Parigi-Dakar (in moto) all’Enduro. Personal best in maratona: 2h 56′ e Hawaii finisher (IRONMAN®).