Tor des Géants: vittoria e record per Victor Richard

Victor Richard ha tagliato per primo il traguardo di Courmayeur in 66 ore 8 minuti e 22 secondi, record della gara di 330 km e 24.000 metri di dislivello positivo. Corsini e Perrier sono arrivati insieme più di cinque ore dopo. Prima donna Noor Van Der Veen col secondo miglior tempo di sempre: 79:34’30”.

Alle prime ore di mercoledì 17 settembre Victor Richard ha tagliato per primo il traguardo del Tor des Géants in 66 ore 8 minuti e 22 secondi, record della gara di 330 km e 24.000 metri di dislivello positivo, anche se il confronto con il record di Collé è difficile da effettuare, visto il percorso cambiato rispetto al passato con il passaggio ai Rifugi Bonatti e Bertone.

La gara

La gara di Richard era iniziata in sordina, con i primi 50 km affrontati lasciando sfogare gli avversari, per poi effettuare il primo vero allungo sui colli più duri, l’Entrelor e il il Loson. Alla base vita di Cogne era arrivato da solo, prima di tutti, con un’ora di anticipo rispetto al record del 2023 di Franco Collé. Ed è proprio alla base vita di Cogne che si assiste alla scelta insolita di Richard, che si ferma a dormire per un’ora e dieci minuti, mangia, si cambia e riparte dopo altri venti. Si ritrova così sesto, lontano dalla testa, ma rispetto agli avversari è fresco e riposato. La sua rimonta inizia qui e si completa nel pomeriggio di lunedì, al Lago Chiaro, dopo aver ripreso gli avversari, compreso Collé, che decide di abbandonare per un problema agli occhi.

I tempi di passaggio lo danno a un certo punto in testa di anche di un’ora e mezza rispetto al record di Franco Collé, quando però comincia ad accusare dolori a un tendine d’Achille ed è costretto a ricorrere alle cure dei massaggiatori Tor alla base vita di Ollomont, dalla quale riparte dopo mezz’ora, stringendo i denti. Da lì in poi non si fermerà più fino al traguardo.

Corsini e Perrier insieme sul podio

In mattinata si è poi completato il podio maschile, con l’arrivo insieme di Simone Corsini (a sinistra nella foto qui sotto) e Martin Perrier. Da Bosses in poi, i due hanno deciso di condividere gli ultimi chilometri del tragitto e sono arrivati dopo 71:48’55”, migliorando i rispettivi record personali.

Chi è Victor Richard

Victor Richard ha 39 anni, è nato a Reims, in Francia, ma ha vissuto per molti anni a Saint-Georges-sur-Meuse, in Belgio, dove ha fondato “Ultratiming”, società specializzata nel cronometraggio di eventi sportivi. In Belgio, inoltre, ha incontrato la donna che sarebbe poi diventata sua moglie: la coppia ora vive in Alta Savoia, a pochi chilometri da Chamonix, ma lui corre ancora con la bandiera del Belgio.

Foto: Alessandro Zambianchi

Le vittorie di Victor Richard

Victor Richard la Val d’Aosta la conosce bene: dopo il 23° posto al TOR330 -Tor des Géants 2015 è stato protagonista, nel 2019, della prima edizione del terribile TOR450 – Tor des Glaciers, dove è giunto secondo dietro a Luca Papi.

Quest’anno ha vinto all’Eiger Ultra-Trail – E250 Unesco Jungfrau-Aletsch Trail, dove si era già imposto nel 2023.

Nel 2024 aveva vinto al Montreux Trail Festival – Crossing Switzerland (396 chilometri e 25.260 metri di dislivello positivo) e alla SwissPeaks Trail 2024 – 660K, mentre nel 2023, oltre al già ricordato “Eiger Ultra Trail”, era andato a prendersi i riflettori del mondo all’Ultra Trail du Mont Blanc vincendo l’altrettanto massacrante “PTL” (Petit Trotte a Léon, 300 chilometri e 25.000 metri di dislivello). Sui pedali vanta il record del Tour del Monte Bianco (10:22’ per 164 km con la regola base del passaggio obbligatorio per Chamonix, il Col de la Forclaz, il Grand Col Ferret, il Col de la Seigne e il Col du Bonhomme).

Van Der Veen, olandese davvero volante

Alle 17.34 del pomeriggio di mercoledì 17 settembre ecco la prima donna sul traguardo del Jardin de l’Ange, a Courmayeur: Noor Van Der Veen, con il tempo di 79:34’30”.
L’olandese era partita un po’ in sordina, rimasta nelle retrovie a lasciar sfogare le altre. Poi, piano piano, dopo i primi 50 km ha cominciato a recuperare posizioni in classifica, quasi senza farsi notare, ma mettendo infine nel mirino le due che continuavano a scambiarsi la testa della classifica: Lisa Borzani e Natalie Taylor.

Tra l’uscita da Valtournenche e il Rifugio Barmasse Noor Van Der Veen è andata a prendersi il comando, infliggendo poi distacchi che sono arrivati anche oltre le due ore, per poi crescere in maniera esponenziale, tanto che, per lunghi tratti, i suoi “parziali” (rilevamenti cronometrici lungo il percorso) erano assolutamente in linea con quelli da record di Katharina Hartmuth, che l’anno scorso chiuse in 79:10’40”, unica altra donna a chiudere sotto le 80 ore.

Chi è Noor Van Der Veen

La trentaduenne olandese di Arnhem non è una sconosciuta. Nel suo palmarès ci sono diverse vittorie (l’Arc of Attrition by UTMB quest’anno, la Kaiserkrone Marathon Trail nel 2024, la Valmalenco Ultradistance Trail del 2022), oltre a un 19° e un 30° posto all’UTMB rispettivamente nel 2024 e nel 2023 e un 15° alla Lavaredo Ultra Trail da 100 km nel 2023. A metà luglio di quest’anno aveva portato a termine, prima donna a farlo, la Pyrenean Haute Route, una traversata di 731 km con 45.000 metri di dislivello, in 10 giorni 11 ore e 38 minuti.

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