Il tempo finale della fuoriclasse keniana è stato di 4’06”42, inferiore al suo record ufficiale, il 4’07”64 stabilito a Montecarlo nel 2023, ma lontano dal muro dei quattro minuti.
Faith Kipyegon non ce l’ha fatta. Il suo “Breaking4”, organizzato dalla Nike per portare per la prima volta una donna a correre un miglio (1.609 metri) in meno di quattro minuti è sfumato sul far della sera di giovedì 26 giugno, allo Stade Charléty di Parigi.
Il tempo finale della fuoriclasse keniana è stato di 4’06”42, inferiore al suo record ufficiale, il 4’07”64 stabilito a Montecarlo nel 2023, ma lontano dal muro dei quattro minuti.
Breaking4: il tentativo
Scortata da una schiera di pacemaker, sia donne sia uomini, che procedevano in formazione idonea a funzionare da “cuneo aerodinamico”, la fuoriclasse avrebbe dovuto passare in un minuto in ognuno dei primi 3 giri di pista, per poi trovare nell’ultimo giro la forza per accelerare ancora e chiudere al di sotto dei quattro minuti.
Questi i suoi passaggi: 400 metri in 1:00’20, 800 metri in 2’00”75 e 1.200 metri in 3’01”84. A metà dell’ultimo giro è avvenuto il crollo della campionessa olimpica e mondiale dei 1.500 metri, che ha percorso l’ultimo giro in 1’04”58.
«Ci ho provato – ha commentato infine Kipyegon -: non è impossibile, non perdo la speranza. Se non sarò io, ho fiducia che presto sarà comunque possibile per una donna correre un miglio in meno di 4 minuti.»
Tra i primi a consolare Faith Kipyegon (primatista mondiale anche dei 1.500 metri con 3’49”04) è stato Eliud Kipchoge, autore (al secondo tentativo) del Breaking2 in maratona.
