Autovalutazione: un’abitudine da adottare

«Usciamo dalla mentalità che un test sia come una gara, ovvero un esame da affrontare solo se si è preparati bene. I test, al contrario, vanno svolti durante tutto l’anno, perché, oltre a determinare il nostro stato di forma, forniscono informazioni utili per impostare la preparazione e a verificarne i progressi» ci ricorda in apertura di articolo Orlando Pizzolato.

Test tutto l’anno

«È indicato e utile sostenere un test all’inizio di un periodo di allenamento, quando la condizione di forma è ancora molto bassa, per avere un dato di partenza. I test successivi serviranno a controllare i miglioramenti della condizione di forma e i progressi indotti dall’allenamento» prosegue Pizzolato.

Il test dei 7 minuti

«Per definire quale sia lo stato di forma si può utilizzare un test da campo molto pratico e semplice: il “test dei 7minuti”. Con questa breve prova si prende come riferimento li valore del massimo consumo di ossigeno, un dato fisiologico che indica la massima quantità di ossigeno che l’organismo è ni grado di utilizzare. Questo valore viene normalmente misurato in laboratorio mediante un test che analizza i gas respiratori, ma questo servizio non è accessibile alla maggior parte dei corridori. Ho quindi ideato un test alternativo, pratico, da campo, facilmente eseguibile: si tratta di percorrere più metri che si può in 7 minuti» spiega Pizzolato.

Perché 7 minuti?

«Nella messa a punto del test il mio ragionamento fu questo: nei testi di fisiologia i valori più elevati di VO2max rilevati sui runner sono di poco superiori a83 ml/kg/min (millilitri per chilogrammo di peso per minuto). I corridori con i più alti valori di VO2max sono gli specialisti dei 3.000 m, distanza in cui l’attuale record del mondo è li 7’15″55, stabilito da Jakob Ingebrigtsen lo scorso 25 agosto. Non trovo logico, invece, fare questo test sulla distanza dei 3 km, perché tanti corridori la percorrerebbero in un tempo superiore ai 7 minuti e andrebbero, di conseguenza, a sollecitare un altro meccanismo fisiologico» prosegue Pizzolato, prima di entrare nei dettagli dello svolgimento del test e della tabella coi valori di riferimento cui rapportarsi, per la cui lettura completa rimandiamo a Correre di marzo.

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio “Autovalutazione: un’abitudine da adottare”, di Orlando Pizzolato, pubblicato su Correre n. 485 (marzo 2025) alle pagine 26-28.

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