Migliorare i difetti

E se invece che tuffarci a capofitto nella preparazione della prossima gara, investissimo un po’ di tempo su un ripasso utile per il futuro? 

Approfittiamo delle giornate più lunghe per “ripassare” l’ABC del runner, con i consigli dell’ex maratoneta azzurro e oggi direttore di Correre, Orlando Pizzolato.

Un runner rimesso in equilibrio, restituito a efficienza organica e magari anche biomeccanica, infatti, affronterà con più facilità e maggiore profitto le preparazioni per le gare successive. 

Capacità aerobica

Il primo punto toccato da Pizzolato è quello della capacità aerobica, la cosiddetta tenuta alla distanza, nonché la sintesi finale della preparazione di un podista. 

Con quali sedute specifiche ottimizzarla? Variazioni di ritmo, progressione di ritmo, corto veloce e corsa media, ci ricorda Pizzolato prima di entrare nei dettagli di ogni singola esercitazione.

Potenza aerobica

Il secondo punto toccato dal vincitore della maratona di New York è la potenza aerobica, spesso indicata in modo figurativo come la “cilindrata del motore aerobico”, caratteristica che evidenzia l’intensità alla quale i muscoli iniziano ad accumulare acido lattico. 

La potenza aerobica indica anche il confine tra due importantissimi meccanismi fisiologici: l’aerobico e l’anaerobico. L’incremento della “potenza del motore aerobico” comporta un miglioramento prestativo perché nei muscoli l’accumulo di acido lattico si verifica più tardi. Nei podisti amatori la potenza aerobica si può spesso identificare con il ritmo che si tiene in una gara di 10 km, ci ricorda Pizzolato prima di passare in rassegna le tipologie di allenamento per migliorare questa componente.

Forza

Il terzo punto preso in esame è la forza, che serve quindi per rendere più incisiva la nostra falcata ed evitare che i ripetuti traumatismi logorino i muscoli. 

La gran parte dei podisti amatori, infatti, non è in grado di applicare forza alla spinta dei piedi e nemmeno dispone di resistenza alle sollecitazioni che derivano dalle forze “negative” che si sviluppano a ogni contatto dei piedi con il terreno e che si propagano nei muscoli delle gambe e si scaricano sulle articolazioni. Anche in questo caso, l’autore passa quindi a consigliare qualche esercitazione-tipo con l’ausilio di pesi e a corpo libero. 

In chiusura di articolo, Pizzolato illustra poi le ultime due componenti dell’ABC del runner: velocità e flessibilità, per la cui trattazione nel dettaglio vi rimandiamo a Correre di giugno.

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio “Migliorare”, pubblicato su Correre n. 440, giugno 2021 (in edicola a inizio mese), alle pagine 30-32.

Articoli correlati

Come ormai da tradizione, il mondo del trail running si prepara a vivere il grande appuntamento di fine estate con ...

Ha ancora senso avere un paio di cuffie per correre e un altro per il resto della giornata? A questa ...

Si può migliorare il suono delle cuffie a conduzione ossea senza rinunciare a tutti quei vantaggi che le hanno rese ...

Quali sono gli strumenti utilizzati dai runner professionisti per allenarsi? La domanda, all’apparenza semplice, in realtà è una di quelle ...

Più leggera di oltre 20 grammi, la nuova ASICS GEL-NIMBUS 28 resta fedele al suo DNA: ammortizzazione morbida, comfort elevato ...

Riportiamo alcune proposte di sedute di allenamento curate da Orlando Pizzolato, da svolgere in una sequenza logica. Lo scopo è ...

Qual è l’allenamento invernale del trail runner? L’inverno è per lui come il mattino: ha l’oro in bocca. Un periodo ...

Anche nel 2026 saranno molti gli appuntamenti in cui i runner potranno correre per conquistare la maglia e il titolo ...