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L’allenamento bigiornaliero

L’allenamento bigiornaliero ossia le doppie sedute sono indispensabili per eccellere in qualunque attività sportiva. Qualche esempio di come possono venire strutturate dai tecnici dell’atletica leggera professionale, differenziato a seconda delle specialità

In ogni sport per compiere un salto di qualità ci si deve per forza allenare due volte al giorno. In qualche caso anche tre. Da questo punto di vista l’atletica leggera è senza dubbio la disciplina maestra.

In prima linea ci sono gli specialisti del mezzofondo veloce e prolungato e del fondo. Naturalmente ci sono allenamenti di routine come le doppie sedute di corsa lenta. Soprattutto però tengono banco le doppie sessioni qualitative, che propongono particolari assemblaggi dei vari mezzi di lavoro a intensità medio-elevate. Il che rappresenta anche un sistema per alleggerire la fatica di una sola singola seduta molto impegnativa.

Alcune modalità

Il discorso sull’allenamento bigiornaliero merita di essere approfondito a seconda delle varie specialità, cominciando a dire che tra un allenamento intenso e quello successivo dovrebbero passare almeno 7-8 ore.

– Doppia seduta normale. Tutte le categorie. Dura da 45’ a 60’ di corsa lenta con leggera progressione finale, sia al mattino sia al pomeriggio.

– Doppia seduta con palestra. Anch’essa per tutte le categorie. Ad esempio: a) 6-8 km di riscaldamento più potenziamento muscolare; b) 6-8 km di riscaldamento più allunghi veloci di trasformazione (vedi 10 x 60-80-100 m).

– Doppia seduta con salite. Riguarda il mezzofondo veloce e prolungato.

Non c’è due senza tre

Ci sono poi atleti d’élite che nella loro carriera si sono allenati anche tre volte al giorno, vedi ad esempio il maratoneta australiano Robert De Castella, campione mondiale nel 1983 a Helsinki, anche se 5 dei sui 21 allenamenti settimanali erano dedicati al nuoto. Oppure il grande Paul Tergat, 5 volte iridato di cross: il campione keniota si allenava praticamente all’alba, facendo una salutare sgambata. Un ottimo preriscaldamento prima di effettuare, nella tarda mattinata, la seduta più impegnativa dedicata alle prove ripetute. Il terzo e ultimo lavoro, quasi all’ora del tramonto, era infine una corsa lunga in progressione di velocità.

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio “A proposito di bigiornalieri”, di Giorgio Rondelli, pubblicato su Correre n. 437, marzo 2021 (in edicola da inizio mese), alle pagine 48-50.

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